Bitcoin resiste al supporto di 76.500$ mentre il Senato USA si prepara a votare il Clarity Act il 15 settembre

Corrado Pedemonti

3 Settembre 2026

New York, 3 settembre 2026 – Bitcoin ha ceduto terreno nella giornata di oggi, toccando un supporto a 76.500 dollari dopo un agosto che lo aveva visto spingersi oltre gli 80.000 dollari. Mentre il mercato si prende una pausa per capire da che parte andare, a Washington cresce l’attesa per il voto del Senato americano sul Clarity Act, fissato per il 15 settembre. Una scelta che potrebbe rivoluzionare il modo in cui gli Stati Uniti regolano le criptovalute.

Bitcoin si ferma: occhi puntati sul livello chiave

Questa mattina, alle 10 ora italiana, Bitcoin è sceso fino a un minimo intraday di 76.500 dollari, dopo aver oscillato ieri sera intorno ai 77.800. I dati di CoinMarketCap mostrano che la pressione di vendita è aumentata nelle ultime 24 ore, facendo rallentare la corsa delle ultime settimane e portando a una fase di consolidamento. «Siamo davanti a un livello tecnico importante», spiega Mark Allen, analista di eToro. «Molti stanno raccogliendo i frutti del rally di agosto». Un mese che, per inciso, aveva regalato un +18% alla criptovaluta più popolare.

Agosto da record, ora serve respiro

Nell’arco di agosto, Bitcoin ha superato quota 80.000 dollari almeno due volte, spinto dalle novità sugli ETF cripto e dalle speranze legate al quadro regolatorio. «L’entusiasmo è stato palpabile, ma ora serve una pausa», commenta John Chen, strategist del fondo Bitwise, intervenuto ieri al Crypto Summit di New York. Molti investitori al dettaglio sono tornati a guardare il mercato proprio attorno a quella soglia psicologica degli 80 mila, alimentando però una forte rotazione nei volumi.

Clarity Act: l’America aspetta

Il prossimo passaggio decisivo arriva da Washington. Il Clarity Act, atteso in Senato il 15 settembre, punta a mettere ordine sulle regole che riguardano le criptovalute, distinguendo con chiarezza tra security token e monete digitali usate come mezzi di pagamento. Il testo ha già passato la commissione Finanze della Camera e nelle ultime settimane alcuni esponenti Democratici hanno lasciato intendere che potrebbe ottenere un sostegno bipartisan anche in Senato.

Non è solo burocrazia: secondo gli esperti questa legge potrebbe ridisegnare gli equilibri tra le piattaforme di scambio americane e quelle offshore. «Serve trasparenza per chi opera su larga scala», sottolinea Paul Gorman della Digital Asset Trade Association in un’intervista al Washington Post. «Finora il quadro è stato vago e questo ha favorito chi si è spostato verso mercati meno regolamentati».

Volumi in calo: investitori alla finestra

Negli ultimi giorni i principali exchange – da Coinbase a Binance – hanno visto calare leggermente i volumi giornalieri di Bitcoin. «Molti preferiscono aspettare prima del voto in Senato», conferma una fonte interna a Kraken che segnala anche un raffreddamento negli ordini spot rispetto al picco del 28 agosto, quando si erano scambiati oltre 15 miliardi di dollari in poche ore. Nei canali Telegram e sui social dedicati ai trader italiani aumentano le domande sull’impatto della nuova legge: c’è chi teme nuove restrizioni e chi invece spera in regole chiare per attrarre investimenti istituzionali.

Clarity Act: cosa cambia davvero

Ma cosa prevede concretamente il Clarity Act? Dopo mesi di lavoro tra commissioni parlamentari, il testo fissa criteri precisi per capire se una criptovaluta deve essere trattata come titolo finanziario o come semplice mezzo di pagamento. Il risultato potrebbe essere doppio: più tutela per chi acquista e regole più trasparenti per chi lavora nel settore.

Se il Senato darà il via libera senza stravolgimenti, le piattaforme americane dovranno adeguarsi presto a standard più rigidi già dall’autunno prossimo. In caso contrario resterà quella zona grigia che negli ultimi anni ha frenato diversi investimenti importanti.

Prezzi e tensione: quale futuro per Bitcoin?

Gli esperti non sono tutti d’accordo sulle mosse future dei prezzi. C’è chi immagina nuovi tentativi verso la soglia degli 80 mila dollari, soprattutto se la normativa dovesse rassicurare gli investitori più grandi. Altri vedono invece nel momento attuale un possibile anticipo di cali ulteriori se dovessero arrivare intoppi legislativi o strette dalla SEC.

Sul mercato l’atmosfera resta tesa e incerta. Le prossime due settimane potrebbero decidere molto non solo per Bitcoin ma per tutto il mondo delle criptovalute negli Stati Uniti. Tutti con lo sguardo puntato su Capitol Hill e i nervi saldi davanti ai grafici: qui si gioca una partita fondamentale appena cominciata.

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