Milano, 24 maggio 2026 – Mentre l’estate si avvicina, occhi puntati su due asset molto diversi ma entrambi al centro del dibattito finanziario: gli ETF su Bitcoin e i Treasury americani. Investitori e analisti cercano di capire dove stiano realmente andando i capitali in questo momento, tra cambiamenti nei rendimenti e nuove sfide sul fronte del rischio. Le domande sono sempre le stesse, ma le risposte si complicano: cosa spinge a comprare o vendere oggi? E quanto pesano la volatilità, la politica monetaria e l’appeal delle criptovalute?
ETF Bitcoin: afflussi in frenata, volumi incostanti
L’arrivo degli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti a gennaio ha acceso un entusiasmo contagioso: quasi 13 miliardi di dollari sono entrati netti nel mercato nei primi quattro mesi dell’anno, dati Bloomberg alla mano. Ma già da metà aprile qualcosa si è inceppato. Secondo Farside Investors, nell’ultima settimana di maggio i più importanti ETF – dal BlackRock iShares (IBIT) al Fidelity Wise Origin – hanno raccolto meno di 600 milioni, un netto calo rispetto ai picchi da oltre un miliardo visti a marzo.
Che cosa ha frenato questa corsa? Roberto Russo, strategist in una grande società milanese, parla chiaro: “Dopo il rally di febbraio-marzo era normale aspettarsi un raffreddamento. Ora gli investitori sono in attesa di segnali chiari dalla Fed e riflettono sul da farsi”. Intanto i volumi restano comunque alti, sopra i 3 miliardi di dollari al giorno sui dieci principali ETF, anche se la giornata tipo è diventata più movimentata.
Gli istituzionali non mollano, ma si fa largo la prudenza
Chi pensa che gli istituzionali abbiano già mollato la presa si sbaglia: secondo Glassnode oltre il 67% dei flussi sugli ETF Bitcoin arriva proprio da grandi investitori professionali. Però, come segnala una nota della società Chainalysis del 20 maggio, si vedono chiaramente “spostamenti verso asset più sicuri o meno turbolenti”. A pesare è la situazione geopolitica: tra guerra in Ucraina e tensioni tra Cina e Stati Uniti cresce la voglia di cautela. E l’attesa per il prossimo meeting della Federal Reserve del 12 giugno fa il resto, con molti capitali che restano parcheggiati in liquidità o puntano su titoli a breve.
Tra gli addetti ai lavori italiani l’impressione è che l’euforia iniziale dopo il record storico di Bitcoin a marzo (68.900 dollari sul mercato Usa) si sia un po’ smorzata. Un gestore anonimo racconta: “Gli ETF hanno dato una bella spinta nei primi mesi dell’anno, ma ora serve trovare un equilibrio”.
Treasury USA: rendimenti sopra il 4%, torna l’interesse
Mentre le criptovalute attirano ancora attenzioni, il vero protagonista degli ultimi giorni è stato il mercato dei Treasury americani. I rendimenti sui titoli decennali hanno superato stabilmente il 4%, una soglia che non si vedeva da febbraio. A spingere sono le aspettative che la Fed mantenga tassi elevati più a lungo del previsto. Anche gli investitori europei hanno rialzato la posta: i dati del Tesoro Usa del 21 maggio mostrano un aumento del 6% negli acquisti stranieri nell’ultimo trimestre.
Alessandra Ferrari, consulente finanziaria di una banca lombarda tra le più importanti, sottolinea: “Molti clienti stanno rivedendo i loro portafogli per aumentare la componente obbligazionaria e tagliare un po’ sulle posizioni più rischiose come Bitcoin. I Treasury offrono quella solidità che le crypto non danno”.
Finanza tradizionale e digitale: sempre più vicine
La linea che separa finanza classica e digitale sta diventando sempre più sottile. Diversi gestori stanno infatti sperimentando strategie miste o ibride dove gli ETF su Bitcoin convivono con posizioni in Treasury e bond di alta qualità. Lo scopo è semplice: approfittare delle differenze di andamento per migliorare i risultati complessivi.
Uno studio firmato JP Morgan e diffuso a metà maggio conferma questa tendenza: portafogli con una quota tra il 2% e il 5% destinata agli ETF su Bitcoin hanno fatto meglio negli ultimi sei mesi rispetto a quelli concentrati solo su azioni o solo su obbligazioni. Ma attenzione alla volatilità – avverte Luca Marinelli, portfolio manager indipendente –, “chi entra deve essere pronto a sopportare rischi doppi, con ribassi sulle crypto ancora molto profondi”.
Estate di attesa: occhi puntati sulla Fed
Che estate sarà? Analisti e gestori sono quasi unanimi nel prevedere mesi all’insegna della cautela. Gli ETF Bitcoin sono ormai parte stabile dei portafogli globali ma non rappresentano più quel fuoco capace di trascinare grandi flussi come all’inizio dell’anno. I Treasury, invece, restano un porto sicuro per chi cerca rendimenti certi in tempi incerti.
Il vero punto sarà capire come reagirà la Federal Reserve alle tensioni internazionali ancora aperte. Nel frattempo tutti consigliano lo stesso mantra: tenere i nervi saldi ed evitare di inseguire mode senza una strategia precisa alle spalle – sia quando si parla di criptovalute sia quando si punta sui titoli di Stato americani.
