Milano, 20 agosto 2026 – Bitcoin ed Ethereum hanno chiuso la terza settimana di agosto mantenendo prezzi chiave che tutti guardano con attenzione nel settore. Nel pomeriggio di ieri, lunedì 19, Bitcoin si aggirava intorno ai 64.200 dollari, segnando un leggero calo dello 0,63% rispetto al giorno prima. Al contrario, Ethereum ha tenuto il passo stabile a 1.860 dollari, con un rialzo del 4,26% nell’arco della settimana. Gli esperti parlano di una fase di consolidamento, in cui i principali asset digitali cercano una loro stabilità dopo le ultime oscillazioni.
Bitcoin tiene duro sopra i 64mila: volatilità sotto controllo
Secondo i dati raccolti sulle piattaforme più usate, la settimana è partita con Bitcoin ben piazzato sopra i 64mila dollari, un livello che molti considerano quasi un “muro psicologico”. A Piazza Affari – dove il mondo delle criptovalute è ormai nel mirino – diversi operatori hanno notato la “resistenza del supporto”, nonostante qualche piccolo scivolone. «Tra i 63.800 e i 64.100 dollari sono arrivati ordini d’acquisto importanti», ha spiegato ieri pomeriggio Marco Bertani, analista di una società fintech milanese. “Chi sperava in un rapido balzo oltre quota 66mila ha dovuto fare i conti con un mercato più cauto del previsto”.
Nel dettaglio, la variazione settimanale si mantiene intorno all’1%, un segnale che la volatilità resta contenuta rispetto a quanto si vede solitamente in questo settore. I volumi degli scambi – secondo CoinMarketCap – sono rimasti sotto la media dell’ultimo mese, un classico segnale di fase interlocutoria per le criptovalute.
Ethereum in recupero: +4% in sette giorni
Se da una parte Bitcoin sembra prendersi una pausa, Ethereum sta invece guadagnando terreno. Da lunedì scorso la seconda valuta digitale per capitalizzazione ha messo a segno oltre quattro punti percentuali di crescita, riportandosi ai livelli di metà luglio. «La domanda da parte degli investitori istituzionali ha sostenuto il prezzo negli ultimi giorni», spiega Luisa De Santis, analista presso uno dei principali exchange italiani. Secondo lei, solo nell’ultima settimana gli afflussi verso i fondi Ether hanno superato i 40 milioni di dollari a livello globale.
Il prezzo di Ethereum, fermo intorno ai 1.860 dollari tra domenica e lunedì, trova sostegno anche dall’atteso aggiornamento della rete (la cosiddetta “fork Valencia”, prevista per settembre). Inoltre, le statistiche di Glassnode mostrano una riduzione delle vendite da parte dei piccoli investitori: un segnale spesso interpretato come preludio a ulteriori rialzi.
Mercati cauti: tutti gli occhi puntati su Fed e inflazione USA
Dietro questa calma apparente gli investitori non abbassano la guardia. Una delle ragioni principali – spiegano dagli uffici milanesi di Binance Italia – sta nell’incertezza sulle prossime mosse della Federal Reserve americana. «Finché non avremo chiarezza su inflazione e politica dei tassi negli Stati Uniti, sarà difficile vedere grandi scossoni», confida una fonte interna all’exchange. Il dato macro più atteso è il Consumer Price Index statunitense, in programma per domani: se sorprenderà al rialzo o al ribasso potrebbero tornare oscillazioni importanti anche su Bitcoin ed Ethereum.
Alcuni osservatori però invitano a tenere d’occhio anche altri fattori: su tutti l’incertezza geopolitica, soprattutto dopo gli ultimi sviluppi nel Mar Cinese Meridionale. «Quando i mercati tradizionali si fanno nervosi, una parte del capitale si sposta sulle cripto principali», sintetizza De Santis.
Estate tranquilla ma tutti guardano a settembre
Il clima attuale è quello tipico dell’estate: poche novità importanti, volumi bassi e prezzi che restano in un range ristretto. Solo tra qualche settimana – spiegano diversi gestori italiani – si capirà se le criptovalute torneranno protagoniste.
«Gli investitori professionali stanno accumulando senza però fare mosse azzardate», racconta Bertani. L’attenzione si sposta verso settembre, mese che tradizionalmente porta più movimento sui mercati digitali per ragioni tecniche ma anche per l’arrivo di nuovi dati macro dagli Stati Uniti e dall’Asia.
Per ora dunque gli occhi restano puntati sui livelli chiave dei 64mila dollari per Bitcoin e tra i 1.850 e i 1.900 dollari per Ethereum. Ma nel mondo delle criptovalute tutto può cambiare in un attimo.