Milano, 28 maggio 2026 – Nella notte il Bitcoin ha perso terreno, scendendo sotto la soglia dei 73.000 dollari. Una battuta d’arresto che arriva in un contesto già teso, segnato da forti scosse geopolitiche e importanti uscite di capitali dagli ETF sulle criptovalute. La correzione ha fatto scattare una serie di liquidazioni che hanno toccato quasi 1 miliardo di dollari, coinvolgendo sia grandi investitori che piccoli risparmiatori.
Bitcoin in calo: ETF sotto pressione e tensioni internazionali pesano
I numeri di CoinGlass e CryptoQuant parlano chiaro: nelle ultime 24 ore gli ETF spot su Bitcoin hanno subito deflussi superiori ai 400 milioni di dollari. A ridurre la propria esposizione sono soprattutto gli investitori istituzionali, da sempre protagonisti delle oscillazioni del mercato, probabilmente frenati dall’instabilità che si fa sentire su diversi fronti.
A pagarne il prezzo sono i fondi gestiti da colossi come BlackRock e Fidelity, che hanno visto un calo netto degli asset gestiti. “Gli operatori stanno diventando più prudenti – spiega James Lee, analista di Galaxy Digital – e cercano di limitare i rischi finché non ci saranno segnali più chiari sulla situazione internazionale”. Insomma, il mercato naviga a vista tra alta volatilità e pochi punti certi.
Geopolitica: un macigno sui mercati e sulle criptovalute
La guerra tra Russia e Ucraina continua a condizionare le scelte degli investitori globali. Altri focolai di tensione, dal Mar Rosso a Taiwan, aumentano il senso di instabilità diffusa. In questo scenario anche le criptovalute, spesso considerate “beni rifugio digitali”, mostrano crepe inattese. “Solo una settimana fa – racconta Marco Bassi, trader milanese – sembrava che la tempesta fosse passata. Poi è bastata una dichiarazione ambigua della Fed per far tornare la paura”. Il risultato? Il prezzo del Bitcoin è crollato in poche ore di oltre il 3%, trascinando giù l’intero settore.
Negli ultimi giorni erano cresciuti i volumi sui derivati legati al Bitcoin. “I grandi fondi erano entrati con posizioni aggressive – aggiunge Bassi – ma appena si è profilata una nuova crisi sono usciti, lasciando i piccoli investitori a fare i conti con la volatilità”. I numeri non lasciano dubbi: quasi un miliardo di dollari in posizioni liquidate nel giro di poche ore su piattaforme come Binance, OKX e Bybit.
L’effetto domino delle piattaforme: liquidazioni a raffica
La discesa sotto quota 73.000 dollari, soglia psicologica importante per molti, ha fatto scattare centinaia di migliaia di ordini stop-loss. Così piattaforme come Binance o Coinbase hanno automaticamente chiuso le posizioni di chi non aveva più margini sufficienti a coprire le perdite. “Si è generato un effetto domino – spiega un portavoce di Binance contattato da alanews.it – ma è un meccanismo noto a chi opera nel settore; fa parte dei rischi”. Nel frattempo nelle chat Telegram dei trader italiani impazzano messaggi tra preoccupazione e dubbi: “Che facciamo adesso?”, “Conviene aspettare o uscire?”. Il clima è quello di una corsa per liberarsi dalle posizioni più rischiose.
Da Bybit arriva una conferma: nelle ultime 24 ore sono state liquidate oltre 250mila posizioni tra long e short. Il totale delle liquidazioni — che riguarda Bitcoin, Ethereum e altri asset — si avvicina ai 980 milioni di dollari. Numeri che ricordano le turbolenze della fine del 2022, uno dei periodi più difficili per tutto il settore.
Sguardo al futuro: l’incertezza domina ancora
Le previsioni restano caute. “Il mercato delle criptovalute continua a risentire delle tensioni globali e dei movimenti degli investitori istituzionali”, sintetizza Massimo Conte, consulente finanziario romano. Nonostante un timido rimbalzo registrato questa mattina (con Bitcoin tornato brevemente sopra i 73.200 dollari), l’aria resta incerta. I piccoli risparmiatori temono nuovi ribassi mentre i grandi preferiscono restare alla finestra.
Per ora il destino del Bitcoin e degli altri asset digitali sembra ancora legato a fattori esterni più che ai fondamentali del mercato. Tra paure e speranze, il settore resta sotto i riflettori con una sola parola d’ordine: prudenza.
