Milano, 12 luglio 2026 – Prevedere il prezzo di Bitcoin per il biennio 2026-2027 si conferma una sfida tutt’altro che semplice, dicono gli analisti che da mesi cercano di fare ordine tra segnali contrastanti e dati confusi provenienti dai mercati. A far discutere più di tutto, nelle ultime settimane, è stata la questione sulle metriche davvero decisive per anticipare le mosse della criptovaluta più famosa: un dibattito acceso che ha coinvolto studiosi, operatori finanziari e investitori privati, radunati anche ieri in un gremito panel all’Università Bocconi.
I cicli storici e il ruolo degli halving
Il primo punto fermo su cui tutti sembrano concordare sono i cicli di Bitcoin. “Anche con l’ingresso massiccio degli istituzionali e una regolamentazione più rigida, il mercato tende ancora a muoversi secondo i ritmi tradizionali,” racconta Marco Forni, analista di Fintop. I dati più recenti mostrano come il quarto halving, avvenuto nell’aprile 2024, abbia già inciso sulla volatilità: la riduzione della ricompensa per blocco ha sempre segnato l’inizio di nuovi trend al rialzo, anche se i tempi possono variare. Secondo gli esperti del settore, dopo ogni halving si registra un picco di prezzo entro 12-18 mesi. “Ma oggi il mercato è cambiato: pesano molto di più le dinamiche esterne all’ecosistema crypto,” aggiunge Forni.
I dati on-chain: flussi, wallet e movimenti ‘silenziosi’
Al centro delle strategie attuali ci sono poi i dati on-chain, ormai considerati una bussola affidabile per capire l’umore degli investitori. La società Glassnode ha messo in luce come il numero di wallet con almeno un bitcoin sia aumentato del 6% dall’inizio dell’anno, segno che la cosiddetta “accumulazione silenziosa” è ripartita. Non solo: si monitora con attenzione anche il flusso dai wallet agli exchange, perché storicamente anticipa fasi di vendita o acquisti intensi. “Chi vuole orientarsi sul prezzo non può prescindere da volumi e schemi di transazioni sulla blockchain,” dice Claudia Beltrami, strategist di Chaininfo. Tuttavia, precisa la stessa esperta, questi numeri vanno sempre letti alla luce del contesto macroeconomico.
ETF spot e l’impatto della finanza tradizionale
Un altro fattore che nel 2026 nessuno ignora è l’effetto degli ETF spot su Bitcoin. Alla fine del 2025 gli strumenti quotati su Euronext e Nasdaq hanno superato i 40 miliardi di dollari in asset gestiti – secondo Bloomberg – portando nuova liquidità ma anche una volatilità legata ai continui afflussi e riscatti quotidiani. “Gli ETF spot hanno avvicinato il risparmiatore tradizionale al mondo crypto. Ora il prezzo risponde a dinamiche diverse rispetto a cinque anni fa,” sottolinea Davide Casella, portfolio manager in una Sgr milanese di primo piano. L’attesa per nuovi prodotti regolamentati resta alta; ogni novità può scatenare movimenti rapidi sul prezzo.
Macroeconomia: tassi e inflazione restano decisivi
Non si può parlare di previsioni su Bitcoin senza guardare alla situazione economica globale. L’ultimo report del Fondo Monetario Internazionale evidenzia come le variazioni nei tassi d’interesse e nell’inflazione abbiano impattato sui mercati digitali quanto su quelli tradizionali. “Nel 2022 e 2023 abbiamo visto chiaramente un legame crescente con il Nasdaq e le borse in generale: quando la Fed ha stretto la politica monetaria, anche Bitcoin ne ha risentito,” ricorda Stefania Gallo, economista dell’Università di Torino. Dal 2024, con politiche più morbide da parte delle banche centrali, il sentiment sembra migliorato, anche se resta alta la sensibilità agli scossoni geopolitici e ai cambi improvvisi nelle strategie monetarie.
Il comportamento degli holder: vecchi e nuovi investitori
Infine c’è un tema molto caldo tra chi segue queste dinamiche da vicino: il comportamento degli holder, ovvero chi tiene Bitcoin in portafoglio da almeno un anno. Secondo Chainalysis, i long-term holder (LTH) sono ai massimi da due anni: un segnale che una parte del mercato punta a una crescita strutturale più che a speculazioni mordi e fuggi. Ma con l’arrivo costante di nuovi investitori spinti dai social network, si aggiunge un pizzico d’incertezza in più. “Il vero rischio? Che scatti il panico da vendite rapide se qualcosa dovesse andare storto,” confida un operatore romano che preferisce restare anonimo.
Insomma, spiegano gli esperti riuniti a Milano, il prezzo di Bitcoin tra 2026 e 2027 sarà frutto di un mix delicato: i cicli storici e gli halving continueranno a giocare un ruolo importante, ma saranno decisivi anche l’interazione tra movimenti on-chain, flussi dagli ETF spot, scenario macroeconomico e psicologia degli holder. Chi cerca previsioni semplici dovrà pazientare ancora un po’.