Milano, 12 luglio 2026 – Circle, la fintech che opera nei pagamenti e nella gestione delle stablecoin, ha appena ottenuto l’ok federale per aprire una trust bank nazionale negli Stati Uniti. La notizia, arrivata ieri sera tardi, ha fatto decollare il titolo CRCL a Piazza Affari: all’apertura si è visto un balzo del 13%, un bel respiro dopo settimane di pressioni ribassiste e mercati agitati.
La svolta normativa: via libera alla trust bank federale
L’autorizzazione concessa dall’Office of the Comptroller of the Currency, l’organo di controllo bancario Usa, consente a Circle di diventare una banca fiduciaria sotto supervisione federale. Tradotto: può operare come un istituto bancario a tutti gli effetti, senza dover fare i conti con regolamenti statali diversi. Una mossa che – dicono gli esperti – apre nuove porte nell’incontro tra finanza tradizionale e digitale, specie nella gestione delle stablecoin USDC.
«Questa autorizzazione è la prova della solidità della nostra infrastruttura e della nostra idea di servizi finanziari aperti», ha commentato Jeremy Allaire con una nota diffusa all’alba. I vertici di Circle hanno più volte ribadito che la chiarezza normativa è “fondamentale” per uno sviluppo trasparente dei servizi digitali.
I mercati rispondono: rally di CRCL dopo settimane turbolente
Per gli investitori questa notizia è stata come una boccata d’ossigeno. A metà mattina il titolo CRCL restava ben saldo sopra gli 11 euro, recuperando parte del terreno perso da metà giugno. Tra il 17 e il 30 giugno infatti la società aveva perso quasi un quinto del valore in Borsa: la paura di nuove restrizioni e una fuga dai prodotti digitali più rischiosi avevano fatto pressione sul prezzo.
«Il mercato cercava un segnale chiaro da parte delle istituzioni per distinguere chi sta costruendo qualcosa di serio da chi no», spiega un gestore del fondo Ambrosia Capital intervistato da alanews.it. «Questa approvazione segna proprio questo spartiacque». L’effetto si è visto anche negli Stati Uniti, dove il titolo Circle Internet Financial ha guadagnato nel dopo-mercato.
Nuovi scenari per stablecoin e pagamenti digitali
L’ingresso di Circle nel novero delle trust bank federali potrebbe rivoluzionare il mondo dei pagamenti digitali Usa. «Non siamo più davanti a una semplice startup tecnologica, ma a un attore che può offrire servizi bancari su tutto il territorio», dice Ethan Kruger dell Boston School of Finance. Grazie a questa mossa Circle potrà proporre conti deposito garantiti, prestiti e custodia per la sua stablecoin USDC, che già muove milioni di transazioni ogni giorno.
Nei dati recenti diffusi dall’azienda si parla di volumi trimestrali sopra i 52 miliardi di dollari in USDC scambiati. Tuttavia, negli ultimi tempi non sono mancati dubbi sulla sicurezza e sulla copertura degli asset sottostanti. «La supervisione federale dà maggiori garanzie agli utenti finali», aggiunge Kruger.
Cosa cambia per utenti e settore finanziario
Non è ancora chiaro quanto ci vorrà prima che i primi servizi ufficiali vengano erogati sotto l’ombrello della nuova banca fiduciaria nazionale. Circle ha anticipato che “nelle prossime settimane” presenterà un piano dettagliato alla banca centrale Usa; solo se sarà approvato potrà partire con offerte rivolte a clienti privati e aziende. Intanto gli utenti italiani continueranno a usare le piattaforme attuali senza cambiamenti.
L’annuncio però ha già scosso i concorrenti più grandi. Nella giornata diversi nomi importanti – come Tether e la divisione crypto di JP Morgan – hanno chiesto chiarimenti pubblici sugli standard applicati dall’autorità americana. Segno che il via libera dato a Circle potrebbe mettere sotto pressione gli operatori meno strutturati sul mercato.
Le prospettive: tra regolamentazione e innovazione
Al momento fonti bancarie riportate dal Financial Times parlano di almeno altre tre società in lista d’attesa per avviare iter simili. Resta poi da vedere come si muoveranno le autorità europee: la Banca Centrale Europea aveva già espresso “attenzione crescente” verso stablecoin e normative oltreoceano.
Nel frattempo Circle guarda avanti. Allaire ammette che “l’ok federale non risolve tutte le incognite”, ma resta convinto sia “un passo necessario” verso una finanza digitale più accessibile. E intanto i mercati sembrano apprezzare parecchio.