Banca Sella prima in Italia certificata MiCA: ora offre servizi crypto ai clienti

Cristina Manetti

27 Maggio 2026

Milano, 27 maggio 2026 – Banca Sella ha ottenuto oggi la prima autorizzazione in Italia per offrire servizi crypto secondo il regolamento europeo MiCA. Da ora i clienti potranno comprare, vendere e tenere criptovalute direttamente tramite i canali digitali della banca. L’ok è arrivato dopo mesi di controlli serrati da parte delle autorità di vigilanza e segna una svolta importante per il settore bancario nazionale: il gruppo biellese, con una rete di filiali in tutta Italia, conquista un primato nel sistema finanziario italiano. “È un passaggio naturale verso la banca del futuro”, ha commentato l’amministratore delegato Pietro Sella, intervistato nella sede di Piazza Gaudenzio Sella poco dopo l’annuncio.

Il quadro normativo: cosa prevede il MiCA

Il regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets), entrato in vigore a giugno 2024 e operativo dal 2025, punta a mettere ordine negli asset digitali circolanti nell’Unione Europea. Per le banche come Sella vuol dire rispettare regole stringenti su trasparenza, tutela degli investitori e prevenzione del riciclaggio. Un processo lungo e rigoroso: dossier tecnici, controlli incrociati e aggiornamenti tecnologici sono durati oltre un anno.

Solo ieri la Consob ha pubblicato l’elenco dei primi operatori iscritti nel registro MiCA. E proprio Banca Sella è in cima alla lista: una formalità che però dà il via a una nuova fase. “I clienti chiedevano chiarezza sulle crypto”, ha detto Laura Cottino, responsabile dei servizi digitali. Il gruppo aveva già avviato dal 2023 progetti pilota per comprare bitcoin ed ethereum direttamente tramite app proprie.

Il debutto sul mercato: operatività e servizi

Da oggi i correntisti di Banca Sella potranno usare la nuova offerta direttamente dall’home banking e dalle app mobili della banca. L’integrazione completa con tutte le piattaforme non sarà immediata: come spiegano dal team tecnico, si parte dai conti individuali e si procederà piano piano con servizi più complessi come custodia e trading per le imprese. Nel dettaglio, i clienti potranno acquistare piccole quantità di criptovalute – al momento il limite è fissato a 2.500 euro al mese – senza dover passare da intermediari esterni.

Al lancio il servizio riguarda quattro asset principali: bitcoin, ethereum, usdt (tether) e usd coin, scelti perché sono i più liquidi e facilmente tracciabili. Niente prodotti derivati o speculazioni per ora. “La sicurezza è la nostra priorità”, ha sottolineato Roberto Bellavita, responsabile compliance. “Abbiamo inserito blocchi automatici per movimenti sospetti o tentativi di phishing”.

Le reazioni del settore e le prospettive future

L’ok ottenuto da Banca Sella, realtà storica nata a Biella nel 1886, ha subito acceso l’interesse di operatori, associazioni e concorrenti. Diverse banche italiane stanno accelerando la loro trasformazione digitale; Unicredit e Intesa Sanpaolo aspettano ancora il via libera MiCA, mentre molti player fintech operano già grazie ai passaporti europei. Esperti del settore sottolineano che l’ingresso delle banche tradizionali potrebbe garantire agli utenti “un livello più alto di affidabilità” rispetto alle piattaforme extra-europee.

Il mercato italiano delle crypto – secondo l’Associazione Blockchain Italia – conta già circa 1,2 milioni di utenti attivi (dato aggiornato a marzo 2026). L’effetto Sella potrebbe allargare questo pubblico, portando nel settore anche clienti storici che finora erano rimasti fuori per prudenza o poca dimestichezza digitale.

Rischi, tutele e possibili scenari

Non mancano però le precauzioni. La stessa Banca d’Italia, in una nota diffusa stamattina alle 9:30, ha ricordato che “le criptovalute non sono moneta legale” e che “il rischio di perdita resta a carico del cliente”. Tra i maggiori timori segnalati da osservatori indipendenti – come il Centro Studi Teseo – ci sono la volatilità degli asset e il rischio frodi; per questo il regolatore invita banche e consumatori alla “massima attenzione”.

I prossimi mesi saranno decisivi. Se l’offerta troverà un buon riscontro, non è escluso che altri istituti bancari seguano questa strada. In quel caso il panorama finanziario italiano potrebbe cambiare molto: non solo per l’innovazione tecnologica ma anche per le nuove sfide su privacy e formazione dei clienti. Sella guarda avanti con prudenza. “Puntiamo a un approccio graduale”, ha concluso Pietro Sella prima di lasciare la sede centrale. “Solo così capiremo se stiamo andando nella direzione giusta per il nostro Paese”.

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