Milano, 23 luglio 2026 – La paura di perdere i propri dati è ormai un pensiero fisso, anche per chi ha appena iniziato a usare un computer. Oggi, che documenti, foto e informazioni personali girano solo in digitale – spesso senza una copia cartacea – fare un backup regolare è diventato fondamentale. Serve a evitare guai causati da guasti improvvisi, crash o virus. A spiegarlo sono diversi esperti di sicurezza informatica, sentiti nelle ultime settimane tra Milano e Roma.
Backup: non un optional ma una necessità
Fare il backup, cioè salvare una copia dei propri dati, ormai dovrebbe essere una buona abitudine per tutti: dagli studenti ai piccoli imprenditori. “La perdita di dati può capitare a chiunque, anche a chi pensa di non avere niente di importante sul pc”, racconta Gianni Palmisano, tecnico informatico che ogni giorno aiuta utenti rimasti senza accesso ai loro file. “Un hard disk che si rompe all’improvviso non è cosa rara. Solo in quel momento ci si rende conto di non avere nulla di salvato altrove”.
Secondo i dati di Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, circa il 35% delle richieste di assistenza riguarda proprio problemi legati alla perdita o al danneggiamento dei dati personali. In molti casi, però, basta poco per evitarli: con semplici accorgimenti e strumenti che si trovano facilmente.
Backup: le opzioni più usate
Ci sono varie strade per mettere al sicuro i propri file. C’è chi punta sul cloud, cioè lo spazio online offerto da grandi aziende come Google, Apple o Microsoft. “La comodità è il punto forte: bastano pochi clic per sincronizzare foto, contatti e documenti”, spiega Elena Vivaldi, responsabile IT in una società milanese. Ma avverte: “Il cloud va usato con testa: serve proteggere gli accessi con password robuste e l’autenticazione a due fattori”.
Chi invece preferisce qualcosa di più tangibile può affidarsi ai dischi esterni. Sono dispositivi portatili, con prezzi che vanno da poche decine a qualche centinaio di euro, da collegare al computer tramite USB. “Il vantaggio del disco esterno – dice Vivaldi – è poter tenere tutto sotto controllo senza dipendere da servizi esterni che possono essere attaccati o avere interruzioni”.
Spesso però si sottovaluta un punto fondamentale: la frequenza del backup. “Farlo una sola volta non basta”, ricorda Palmisano. “Bisogna prenderla come una routine mensile o anche settimanale se si modificano spesso i file”.
I rischi dietro l’angolo: virus, ransomware e guasti
Non si tratta solo di precauzioni teoriche: i pericoli sono reali e sempre più frequenti. Nell’ultimo anno il Centro Nazionale Anti-Crimine Informatico ha registrato un aumento del 22% delle infezioni da ransomware – quei virus che bloccano l’accesso ai dati chiedendo soldi per sbloccarli. Le vittime più comuni sono privati e piccoli professionisti, spesso senza backup adeguati.
“Quando ricevo chiamate d’emergenza – racconta Palmisano – il danno è già fatto: molti non sanno neanche dove hanno salvato le foto dei figli o le ricevute digitali”. Eppure basterebbe poco: anche una semplice chiavetta USB aggiornata regolarmente e conservata in un posto sicuro può evitare tante rogne.
Come fare un backup che funziona davvero
La buona notizia è che oggi proteggere i propri dati non richiede grandi competenze né spese importanti. I sistemi operativi più diffusi (Windows, macOS e Linux) hanno strumenti integrati che guidano passo passo nella creazione del backup. Per esempio “Time Machine” su Mac o “Cronologia File” su Windows sono facili da usare e ben documentati.
Conviene anche dividere i dati tra più supporti: cloud + disco esterno per avere una copertura maggiore in caso di furto o smarrimento. E attenzione alle truffe: “Mai scaricare software da siti sconosciuti”, avverte Vivaldi.
Insomma, oggi chiunque usi un computer – dal giovane alle prime armi al pensionato – può difendersi dalla perdita dei dati con pochi gesti semplici ed economici. L’importante è cominciare subito: così un piccolo problema tecnico non rischia di diventare una perdita difficile da recuperare.