Altcoin in caduta libera: peggior crisi dal 2022 con l’84% sotto la media mobile a 200 giorni

Cristina Manetti

5 Luglio 2026

Milano, 5 luglio 2026 – In un mercato segnato da forti oscillazioni e senza nuovi stimoli, le criptovalute arrancano da settimane in una fase di stallo. Oltre l’84% delle altcoin si muove sotto la media mobile a 200 giorni, un chiaro segnale di debolezza. I dati raccolti ieri alle 17:00 dalla società d’analisi Kaiko mostrano che, a eccezione di Bitcoin ed Ethereum, la maggior parte delle altre criptovalute resta lontana dai massimi storici. Gli operatori faticano a trovare spunti che possano davvero ridare slancio agli scambi.

La media mobile pesa: fiducia in calo

Negli ultimi tempi, i grafici delle principali altcoin come Solana, Cardano e Avalanche confermano una tendenza negativa, con prezzi che rimangono stabilmente sotto la media mobile a 200 giorni—un indicatore molto seguito dagli investitori istituzionali. “Siamo lontani dall’entusiasmo del primo trimestre,” racconta Simone Ferrara, analista di CryptoLab Milano. “Gli acquisti speculativi si sono ridotti e prevalgono ancora le prese di profitto.” Il report di lunedì pubblicato da Coinmetrics sottolinea che solo il 16% delle altcoin riesce a mantenersi sopra questo importante livello tecnico, un chiaro segnale di prudenza diffusa e perdita di slancio.

Bitcoin ed Ethereum tengono, ma non trascinano

Bitcoin si mantiene sopra i 57.000 dollari dopo una settimana senza grandi scossoni, mentre Ethereum si aggira intorno ai 3.100 dollari. “I due principali asset mostrano una certa tenuta,” spiega via email Luca Cattaneo, gestore di un fondo crypto con base a Lugano. “Ma la liquidità sulle altre monete è molto bassa. Gli investitori scelgono con molta attenzione dove puntare.” Anche i volumi confermano questo scenario: secondo CoinGecko alle 9:30 di oggi, le transazioni sulle altcoin sono calate del 9% rispetto alla settimana scorsa. Nessuna novità tecnologica o notizia è riuscita a cambiare il trend.

Aspettative deluse sulla Fed e nessuna spinta dai regolatori

Molti guardavano alla Federal Reserve americana per capire se sarebbe arrivata una svolta capace di far ripartire i prezzi digitali. Invece—come confermato dai documenti resi noti mercoledì sera—la Banca Centrale ha mantenuto un approccio prudente, senza aperture a un allentamento monetario deciso. “Non c’è stata la scintilla che tutti speravano,” ammette Marco Piccinini, consulente finanziario che segue progetti blockchain a Torino. Nel frattempo, anche le novità sulla regolamentazione in Europa e Asia hanno lasciato i mercati praticamente immobili. La speranza per un nuovo rally è legata a possibili sviluppi sugli ETF tematici o annunci su tecnologie innovative, ma nel breve termine mancano segnali concreti.

Bassa liquidità e rischi di movimenti improvvisi

La debolezza prolungata delle altcoin ha effetti evidenti: la liquidità è ridotta e gli “order book” sono poco profondi. Basta qualche ordine medio per muovere i prezzi in modo brusco. “Attenzione ai falsi segnali,” avverte Ferrara durante un webinar trasmesso ieri da Milano Finanza. “In questo mercato si possono vedere improvvisi picchi verso l’alto o verso il basso senza motivazioni solide.” Gli investitori istituzionali—che fino a sei mesi fa guidavano i rialzi—oggi sembrano preferire strumenti più regolamentati o puntare su Bitcoin, visto come più sicuro.

Sguardo prudente: l’estate potrebbe allungare la pausa

Con l’estate alle porte e il calo normale dei volumi tipico di luglio e agosto, molti esperti ritengono che questa fase di stallo possa durare ancora a lungo. Qualcuno—come Cattaneo—prevede una possibile ripresa solo in autunno, magari legata a novità nei mercati regolamentati statunitensi o progetti tokenizzati sull’economia reale. “Serve qualcosa di forte per far decollare il mercato,” sottolinea il gestore svizzero durante una call riservata agli abbonati venerdì scorso. Intanto nella chat pubblica del canale Telegram CryptoItalia molti commentano: “Sarà difficile vedere svolte importanti per le altcoin nel breve.”

Il dato resta chiaro: oltre l’84% delle altcoin continua a viaggiare sotto la media mobile a 200 giorni. Un segnale netto che racconta un settore in attesa di nuove energie—tra aspettative e molta cautela tornata protagonista.

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