Varsavia, 15 settembre 2026 – La magistratura polacca ha allargato in queste ore il campo delle indagini su Zondacrypto, la piattaforma di scambio al centro della bufera. Nuove figure, dentro e fuori dall’azienda, sono finite sotto la lente degli inquirenti. L’indagine, partita all’inizio di settembre, riguarda il blocco improvviso delle operazioni che ha lasciato a mani vuote circa 1,3 milioni di utenti in tutta Europa. La decisione arriva dopo che il 5 settembre scorso la società – con quartier generale a Varsavia e una forte presenza in Italia, Germania e Paesi baltici – ha stoppato prelievi e transazioni senza preavviso. Una mossa che ha spiazzato sia piccoli risparmiatori sia professionisti del settore.
Utenti nel limbo mentre l’indagine si allarga
Secondo fonti vicine alla Procura distrettuale di Varsavia, l’inchiesta punta a capire se dietro lo stop ci siano stati problemi nella gestione dei soldi o un attacco hacker. “Stiamo passando al setaccio flussi finanziari e documenti interni dal 2022 a oggi”, ha detto un funzionario della Procura che ha preferito restare anonimo per non compromettere le indagini.
Nella sede legale di Zondacrypto nel quartiere Wola, gli investigatori hanno già messo sotto sequestro i server e raccolto testimonianze importanti dai vertici aziendali. Alcuni dipendenti sentiti nelle ultime settimane hanno parlato di pressioni interne e di “un clima teso” nelle settimane prima del blocco improvviso. Le comunicazioni interne tra fine agosto e inizio settembre sono state descritte come confuse e caotiche.
Il dramma degli utenti europei
Il blocco dei fondi ha colpito persone in Polonia, Italia, Germania, Spagna e molti paesi dell’Est Europa. Nei forum dedicati alle criptovalute, così come nelle chat Telegram tipo “Zonda Italia Alert”, si moltiplicano richieste d’aiuto e testimonianze: tanti raccontano di non poter né ritirare né scambiare le loro criptovalute.
Un investitore romano contattato telefonicamente racconta: “Avevo quasi tutto il mio capitale su Zondacrypto, circa 12 mila euro tra stablecoin e bitcoin. Ho provato a scrivere al servizio clienti ma ho ricevuto solo risposte automatiche senza alcun chiarimento”. Intanto l’associazione italiana Adusbef si è fatta avanti per raccogliere segnalazioni e preparare una diffida collettiva contro la piattaforma.
Le autorità finanziarie entrano nel vivo
La KNF, l’autorità polacca per la vigilanza finanziaria, ha fatto sapere con un comunicato che sta monitorando da vicino la situazione e ha chiesto alle altre agenzie europee uno scambio rapido di informazioni. A livello comunitario il caso Zondacrypto riaccende il dibattito sulla regolamentazione degli exchange e sulla tutela degli utenti: per un portavoce della Commissione UE “quello che è successo dimostra quanto sia urgente mettere regole più stringenti e standard minimi condivisi”.
Gli inquirenti non escludono nessuna pista: i primi controlli tecnici non hanno rilevato grosse fuoriuscite di fondi verso wallet esterni – anche se un report della società Chainalysis pubblicato il 10 settembre segnala “alcune transazioni sospette nei giorni prima del blocco”. Nelle email ai clienti Zondacrypto parla invece di “interventi tecnici necessari”.
Cresce l’allarme tra investitori ed esperti
L’incertezza tra gli utenti rischia ora di lasciare il segno sul mercato europeo delle criptovalute. Esperti fintech polacchi sottolineano che “il danno d’immagine è già importante: molti piccoli exchange registrano un’impennata delle richieste di prelievo”. Anche i social della piattaforma sono presi d’assalto da domande e richieste di aggiornamenti.
“Bisogna fare chiarezza su quanto è accaduto – commenta Karol Nowak, consulente legale a Varsavia – perché la memoria del precedente Mt.Gox è ancora fresca nella testa degli investitori”. Nel frattempo la procura continua a sentire ex dipendenti e manager: fra questi Tomasz Wieczorek, ex responsabile compliance, contattato da alanews non ha voluto rilasciare commenti.
Verso una stretta europea sulle crypto
Nei prossimi giorni si attendono nuovi sviluppi sul fronte giudiziario ma anche su quello delle regole. Il ministro polacco delle Finanze Katarzyna Zielinska ha detto ieri al Parlamento: “Seguiamo le indagini su Zondacrypto con grande attenzione. Gli utenti vanno tutelati”.
A Bruxelles intanto si discute l’introduzione di nuove norme per tracciare meglio gli asset digitali gestiti da terzi. Un cambio che potrebbe rivoluzionare il settore crypto europeo nei mesi a venire. Intanto restano in attesa oltre un milione di risparmiatori: molti passano ore incollati allo schermo del proprio smartphone, sperando in buone notizie.