Tether investe 70 milioni in robot umanoidi italiani: la svolta industriale delle stablecoin

Corrado Pedemonti

10 Gennaio 2026

Milano, 10 gennaio 2026 – Ieri sera Circle, l’azienda americana tra le principali emittenti di stablecoin, ha dato un segnale forte: d’ora in poi punterà su investimenti a lungo termine nei settori industriali. Una scelta che, secondo addetti ai lavori e analisti, potrebbe cambiare le carte in tavola per le imprese del settore. La decisione è arrivata alle 18, con un comunicato diffuso dalla sede di Boston e subito ripreso dai principali media finanziari europei. Da oggi, Circle vuole spostare parte delle sue risorse da strumenti finanziari a breve termine verso attività industriali più tradizionali.

Circle scommette sulle industrie reali: un cambio di rotta deciso

Fonti interne all’azienda hanno spiegato – confermando quanto scritto dal Wall Street Journal nelle prime ore della mattinata italiana – che la mossa nasce dalla volontà di “diversificare i rischi e sostenere l’economia reale”, come ha detto Jeremy Allaire, CEO di Circle. Fino a oggi la società aveva puntato quasi solo sul mondo crypto, affidandosi principalmente a titoli del Tesoro Usa e altre attività facilmente liquidabili. “Solo adesso abbiamo capito che il nostro ruolo può andare oltre la finanza digitale”, ha aggiunto Allaire nel comunicato.

A Milano, gli analisti finanziari sono pronti a leggere questa scelta come l’inizio di “una nuova stagione per le aziende legate alle stablecoin”. Carlo Bonvecchi, dell’Osservatorio Blockchain, osserva che “Circle probabilmente ha capito che, tra normative in continuo cambiamento e mercati crypto instabili, puntare su asset reali è anche un modo per proteggere gli investitori”. Il primo investimento andrà al settore manifatturiero europeo, con particolare attenzione alle filiere tecnologiche più avanzate.

Un segnale forte per il mondo delle stablecoin

Le stablecoin – valute digitali ancorate a monete tradizionali come dollaro o euro – hanno garantito stabilità nei mercati crypto e sono state cruciali nei pagamenti internazionali. Ma il 2025 ha portato novità importanti dal punto di vista regolatorio: l’Unione Europea ha introdotto nuove regole sulla gestione delle riserve e sulle garanzie patrimoniali. Questo ha spinto molte aziende a rivedere i propri modelli.

La decisione di Circle arriva dopo mesi di confronto interno. Fonti vicine al consiglio d’amministrazione raccontano che già a novembre si parlava di questo cambio di rotta. “Era chiaro che serviva un approccio meno improvvisato e più strategico”, confida un manager coinvolto nella scelta. I mercati hanno reagito subito: stamattina i volumi di scambio della stablecoin USDC sono saliti del 5%, dati CoinMarketCap alla mano.

Cosa cambia per gli investitori e cosa ci aspetta

In Italia e in Europa tutti osservano con attenzione questo passaggio. “È una mossa che può far riflettere anche altre realtà fintech”, dice Raffaella Migliorini, esperta di finanza digitale alla Bocconi. Per lei gli investitori istituzionali cercano da tempo strumenti capaci di bilanciare rendimento e sicurezza in un contesto sempre più complicato. La scelta di Circle sembra andare proprio in quella direzione: meno dipendenza dai mercati digitali puri, più spazio ai progetti legati all’economia reale.

Sul quando si concretizzeranno gli investimenti però la società resta prudente. Il piano sarà presentato ufficialmente entro il primo trimestre 2026. Nei documenti preliminari visionati da alanews.it si parla di “una quota importante delle risorse dedicata alle imprese impegnate nell’efficienza energetica”, con focus particolare su realtà italiane e tedesche. Qualcuno però mette in guardia: la sfida sarà non disperdere le competenze su troppi fronti.

La reazione del settore: aspettative ma anche dubbi

Non tutti nel mondo crypto accolgono la novità senza riserve. Sui forum specializzati spuntano domande come “Che fine farà la trasparenza sulla gestione delle riserve?”, si chiede un utente milanese. D’altra parte molti osservatori ricordano che era una svolta nell’aria da tempo: pressioni regolatorie sempre più stringenti e una crescita meno esplosiva delle piattaforme crypto hanno spinto i big del settore a rivedere strategie e portafogli.

Adesso Circle dovrà dimostrare di saper trovare il giusto equilibrio tra innovazione digitale e industria tradizionale. È una fase nuova per l’azienda americana. E tutto lascia pensare che presto potrebbero esserci altri grandi nomi pronti a fare lo stesso passo.

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