Milano, 7 luglio 2026 – FiberCop e Nokia hanno lanciato da pochi giorni a Milano una sperimentazione che punta a trasformare le reti in fibra ottica in autentici sensori ambientali e sismici. Tutto questo grazie a sistemi di monitoraggio avanzato e all’uso dell’intelligenza artificiale. Il progetto, che si sta svolgendo nei laboratori della zona Bicocca, ha l’obiettivo di capire se si può far fare alle infrastrutture già esistenti molto più del semplice passaggio dei dati.
La fibra ottica diventa “sensore” del territorio
La tecnologia sfrutta la capacità dei cavi in fibra ottica di percepire anche le più piccole variazioni lungo il loro percorso: vibrazioni, cambi di temperatura, movimenti del terreno. Come spiegano i tecnici di Nokia, “ogni sollecitazione modifica appena il segnale luminoso trasmesso”, un dettaglio che apre la strada a un uso della rete come un vero e proprio “occhio diffuso” sul territorio. FiberCop, che fa parte del gruppo TIM e si occupa della rete di accesso, punta così a due risultati: da una parte prevenire i guasti sulle dorsali, dall’altra dare alle autorità nuovi strumenti per monitorare eventi ambientali e micro-scosse.
Come funziona la sperimentazione
Le prove sono iniziate a giugno, soprattutto di notte per non disturbare il traffico dati sulle linee attive. Gli ingegneri hanno montato sensori ottici passivi su circa cinque chilometri di fibra tra via Breda e viale Sarca, creando una mappa delle reazioni ai micro-eventi simulati appositamente. Marco Brunetti, responsabile Innovazione di FiberCop, spiega la scelta: “Abbiamo voluto partire dal laboratorio per calibrare bene il sistema ed eliminare i segnali inutili”. Solo dopo questa fase – dice Brunetti – si passerà alla sperimentazione sul campo.
L’intelligenza artificiale dietro i dati
La vera sfida è capire cosa ci dicono milioni di dati raccolti ogni giorno. Qui entra in gioco un modulo di intelligenza artificiale, sviluppato apposta per questo scopo. L’ingegnera Maria Rizzo, capoprogetto della divisione Ricerca Nokia, racconta: “Si tratta di confrontare in tempo reale i modelli registrati con eventi noti come frane simulate, passaggi di mezzi pesanti o piccoli tremori”. In questo modo si distingue un allarme vero da un semplice disturbo. “L’obiettivo è limitare al massimo i falsi allarmi e segnalare solo quando serve”, sottolinea Rizzo.
Sicurezza e monitoraggio sismico: cosa cambia
Se tutto andrà come previsto, questa tecnologia potrà non solo anticipare guasti sulla rete (evitando interruzioni), ma anche affiancare gli attuali sistemi di rilevazione sismica. Il Politecnico di Milano, coinvolto per validare i dati in modo indipendente, si mostra prudente ma fiducioso. Il professor Paolo Gentile del Dipartimento Ingegneria Civile spiega: “La fibra ottica è già presente ovunque nelle città e potrebbe diventare una rete fitta di sentinelle silenziose contro scosse lievi o frane”.
Prossimi passi e scenari futuri
FiberCop annuncia che i test continueranno fino alla fine dell’estate. Solo dopo sarà deciso se estendere l’esperimento ad altre città come Roma, Torino e Firenze. I costi restano ancora un punto interrogativo: “Bisogna capire se tutto questo è sostenibile sul piano tecnico ed economico prima di pensare a una diffusione ampia”, dice un dirigente sotto anonimato. Ma le possibilità sono interessanti: dalla prevenzione degli allagamenti nei sottopassi milanesi al controllo dei tunnel ferroviari.
Intanto il progetto sta già attirando l’attenzione delle istituzioni locali: il Comune di Milano ha chiesto un incontro per valutare eventuali collaborazioni su temi ambientali. Mentre nei laboratori FiberCop-Nokia i test vanno avanti senza clamore, resta aperta la domanda: fin dove potrà arrivare la fibra nel diventare la sentinella digitale del nostro territorio?