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Home DeFi

Strategy vende 3.588 Bitcoin per finanziare dividendi: incassati 216 milioni di dollari

Cristina Manetti by Cristina Manetti
6 Luglio 2026
in DeFi

Roma, 6 luglio 2026 – MicroStrategy, la società guidata da Michael Saylor, ha intensificato negli ultimi giorni la vendita di Bitcoin presenti in bilancio, incassando complessivamente 216 milioni di dollari. Una scelta, secondo quanto spiegato dall’azienda, necessaria per assicurare il pagamento dei dividendi legati alle preferred stock, le azioni privilegiate emesse pochi mesi fa.

MicroStrategy tra Bitcoin e conti aziendali

Il gruppo, noto come uno dei maggiori “accumulatori” istituzionali di criptovalute, ha deciso di accelerare la vendita di una parte delle sue riserve. Solo venerdì, stando a fonti interne riportate dal sito specializzato The Block, sono stati ceduti lotti per oltre 90 milioni di dollari, in corrispondenza di un movimento importante nel mercato delle valute digitali. I dati di CryptoQuant confermano volumi insoliti sugli exchange più noti, come Coinbase e Kraken, con picchi tra le 11 e le 15 ora italiana.

Michael Saylor, amministratore delegato e volto pubblico dell’azienda sin dalla sua fondazione, ha commentato: “Utilizzare parte della tesoreria in BTC ci permette di mantenere sostenibili le politiche sui dividendi, senza però rinunciare alla nostra esposizione a lungo termine sugli asset digitali”. In parole più semplici: MicroStrategy non cambia strategia, ma deve far fronte a scadenze precise. Una scelta spinta anche dalle pressioni degli investitori istituzionali, molto attenti alla redditività dei nuovi strumenti finanziari lanciati sul mercato.

Dividendi e preferred stock: cosa cambia per gli azionisti

A spiegare meglio le ragioni dietro questa mossa è stato Phong Le, presidente esecutivo del gruppo. “Le emissioni delle preferred stock hanno riscosso un interesse superiore alle aspettative – ha detto Le – e il nostro obiettivo resta offrire rendimenti stabili agli azionisti senza indebolire l’azienda”. Le azioni privilegiate erano state lanciate lo scorso aprile con l’intento di finanziare ulteriori acquisti di Bitcoin, ma la recente volatilità del mercato e alcune scadenze sui pagamenti hanno imposto una revisione del piano.

Secondo i primi dati depositati alla SEC (la Consob americana), il pagamento dei dividendi previsti per il secondo trimestre superava i 200 milioni di dollari: da qui la necessità per MicroStrategy di trasformare in contanti una parte degli asset digitali accumulati negli anni. Una scelta che sta facendo discutere gli analisti. Mark Palmer, di Berenberg Capital Markets, ha commentato: “È una mossa rischiosa, ma Saylor punta sulla capacità della società di gestire i flussi di cassa mantenendo una posizione forte su Bitcoin”.

Reazioni in Borsa e sul mercato

La notizia ha subito avuto effetti sul mercato azionario. Il titolo MicroStrategy, già soggetto nelle ultime settimane a forti oscillazioni legate alle criptovalute, ha chiuso ieri in calo del 2,4%, fermandosi a 1.343 dollari. Secondo Bloomberg, gli scambi sono stati particolarmente intensi nella prima ora a Wall Street. Nel frattempo però il prezzo del Bitcoin si è mantenuto stabile sopra i 56mila dollari per quasi tutta la giornata; un risultato favorito – dicono i trader – dalla domanda ancora sostenuta da parte degli investitori retail.

Rimangono però molte incognite. “I mercati vogliono capire se questa sarà una situazione temporanea o se diventerà una prassi”, ha spiegato Julia Wu, analista per Ark Invest. Il rischio è che la combinazione tra esigenze finanziarie e alta volatilità spinga MicroStrategy a vendere quantità più grandi nei mesi a venire, con un impatto diretto sulla tenuta del titolo.

Il futuro della strategia MicroStrategy nel settore crypto

Solo col tempo si potrà valutare l’esito finale. Per ora, la strada scelta da Saylor — finanziare i dividendi con la vendita selettiva dei suoi Bitcoin — sembra funzionare almeno dal punto di vista contabile. Resta però da vedere quanto potrà reggere se dovessero continuare le turbolenze nel mondo delle criptovalute.

Tra gli investitori prevale un mix di fiducia nelle capacità della squadra manageriale e preoccupazione per la crescente dipendenza dai mercati digitali. Ma c’è chi osserva — come un broker milanese sentito da alanews.it — che “MicroStrategy continua a dettare le regole: quello che fa oggi Saylor domani lo seguono in molti”. Nessuna risposta definitiva insomma. Però un messaggio arriva chiaro da Reston, quartier generale dell’azienda in Virginia: i suoi Bitcoin non si toccano se non quando è strettamente necessario.

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