Scanalature sulle scale mobili: il motivo ingegneristico che nessuno conosce

Salvatore Broggi

15 Luglio 2026

Milano, 15 luglio 2026 – Quanti di noi, mentre attraversano una strada in città o camminano lungo il marciapiede, si sono mai chiesti a cosa servano quelle scanalature che si vedono su tombini, botole o persino sui tappi di alcune bottiglie di plastica? Pochi, anzi pochissimi. Eppure, dietro quel piccolo dettaglio c’è una ragione precisa: non è un caso, ma ingegneria urbana pura.

Le scanalature: perché gli ingegneri le hanno pensate così

Gli esperti del Politecnico di Milano spiegano che le scanalature – quei rilievi regolari o irregolari che vediamo su superfici metalliche o di plastica – hanno una funzione pratica, non sono lì per caso. “Non sono decorazioni”, chiarisce il professor Luigi Bianchi, docente di materiali e costruzioni. “Servono a evitare che qualcuno scivoli, per esempio camminando su un tombino bagnato”. La pioggia trasforma la ghisa in una vera e propria trappola scivolosa: ecco perché quei rilievi assicurano più grip alle scarpe.

Chi ha un occhio attento noterà che le forme delle scanalature cambiano – a onde, a incroci, a reticolo. “Dipende da dove si usano e dal materiale”, aggiunge Bianchi. Non è solo questione di estetica: è uno studio che tiene conto di peso, temperatura e anche di come si comportano i liquidi.

Scanalature: un aiuto concreto ogni giorno

Ma non è tutto. Le scanalature servono anche a chi deve alzare tombini o botole. “Offrono una presa migliore rispetto alle superfici lisce, soprattutto se si usano i guanti bagnati”, conferma Marco Rossi, tecnico del Comune di Milano. Un piccolo dettaglio che fa la differenza tra far presto e rischiare incidenti.

Non solo in città: anche a casa o al supermercato capita di fare affidamento su queste scanalature. Chi ha provato ad aprire una bottiglia di plastica avrà notato quei rilievi sul tappo. Secondo i produttori della Guala Closures – leader nel settore degli imballaggi – la scelta aiuta ad aprire più facilmente: “Le scanalature aumentano l’attrito tra dita e plastica”, spiegano dall’ufficio tecnico. Una soluzione semplice ma efficace.

Progettazione attenta e norme precise

Dietro queste scelte invisibili c’è un lavoro accurato di progettazione. Le norme UNI e i regolamenti delle principali città stabiliscono standard precisi sulle superfici pubbliche da calpestare. “Si tratta di millimetri”, ammette Bianchi, “ma proprio quei pochi fanno la differenza tra una caduta evitata e un incidente”.

A livello internazionale la questione si lega anche all’accessibilità per chi ha disabilità: in molti Paesi europei le scanalature su rampe e marciapiedi segnalano ai non vedenti l’avvicinarsi di un attraversamento o un pericolo. In Giappone, ad esempio, le linee tattili gialle sono ormai un punto fermo nella vita quotidiana di milioni di persone.

I dettagli urbani che fanno davvero la differenza

Solo così si capisce che quei piccoli segni – spesso ignorati per anni – sono il risultato di un equilibrio tra sicurezza e praticità. “Noi abbiamo sempre lavorato così”, racconta Rossi davanti al deposito materiali in via Ripamonti. “Chi cura la città sa bene che il cittadino medio non li nota mai. Ma sono proprio questi dettagli a fare la differenza”.

E i numeri lo confermano: secondo la Polizia Locale milanese nell’ultimo anno sono stati segnalati 312 inciampi o cadute su superfici lisce (senza scanalature), contro appena 21 casi su coperture con rilievi regolari. Un dato che parla chiaro sul valore nascosto dietro ogni intervento della manutenzione urbana.

Piccoli dettagli che cambiano tutto

Per chiudere il cerchio, le scanalature – sui tombini come sui tappi delle bottiglie – dimostrano come l’ingegneria sia presente nella vita quotidiana senza mai farsi notare davvero. Sono tracce lasciate da chi progetta pensando alla sicurezza e al benessere comune. Forse passano inosservate nella fretta delle nostre giornate, ma diventano fondamentali quando davvero servono.

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