Istanbul, 20 ottobre 2026 – Richard Heart, fondatore di HEX e PulseChain, è stato fermato ieri sera a Istanbul dalla polizia turca, su mandato dell’Interpol. L’imprenditore americano, noto per le sue criptovalute spesso al centro di polemiche, era ricercato in seguito a un mandato internazionale emesso dopo le indagini della Finlandia per una presunta frode fiscale aggravata. L’arresto ha scosso i mercati: in poche ore il valore di HEX è crollato del 60%, trascinando giù anche la più recente PulseChain.
L’arresto a Istanbul: i fatti e le prime reazioni
Richard Heart – all’anagrafe Richard James Schueler – è stato fermato poco dopo le 19:00 in un hotel nel vivace quartiere di Beyoğlu, meta abituale di turisti e stranieri. La polizia parla di un arresto rapido e senza resistenza. «Era sorpreso, ma ha collaborato subito», ha raccontato uno degli agenti che hanno condotto l’operazione. Il mandato era arrivato dall’Interpol, su richiesta delle autorità finlandesi, già una settimana fa.
La notizia si è sparsa velocemente nella comunità crypto, generando una vera e propria ondata di panico tra domenica notte e lunedì mattina. I gruppi Telegram dedicati a HEX e PulseChain si sono riempiti di messaggi allarmati e domande a raffica. «Sapevamo delle indagini, ma non ci aspettavamo un arresto», ha commentato un utente anonimo.
Frode fiscale aggravata: cosa emerge dalle indagini in Finlandia
La Finanza finlandese punta il dito contro una serie di movimenti sospetti negli ultimi due anni legati proprio a Heart. Stando alle fonti investigative di Helsinki, l’imprenditore avrebbe usato conti offshore e società fantasma per nascondere guadagni milionari derivanti da HEX, evadendo così il fisco per oltre 50 milioni di euro, secondo le prime stime.
«Stiamo analizzando flussi finanziari internazionali molto complessi», ha spiegato oggi una portavoce delle autorità fiscali finlandesi. La cooperazione tra Finlandia, Stati Uniti e Turchia si è fatta più intensa nelle ultime settimane dopo alcuni allarmi della FIU (Financial Intelligence Unit) su operazioni sospette legate a società direttamente o indirettamente riconducibili a Heart.
Crollo dei mercati: HEX e PulseChain giù senza sosta
La reazione dei mercati non si è fatta aspettare. Non appena la notizia dell’arresto è stata confermata, il prezzo di HEX è precipitato del 60% rispetto ai valori di venerdì scorso. Anche la neonata PulseChain ha visto gli scambi fermarsi quasi del tutto sui principali exchange decentralizzati.
Diversi investitori raccontano di non riuscire nemmeno a vendere i propri token, neppure svendendoli. «È una corsa contro il tempo», spiega Luca Ferri, analista crypto da Milano. «Quando succedono queste cose la fiducia crolla e la liquidità scompare». Nei forum più seguiti – da Reddit a Bitcointalk – piovono testimonianze preoccupate soprattutto da piccoli risparmiatori.
Cosa succede adesso: estradizione nel mirino
Adesso sul futuro di Heart pesa la richiesta ufficiale della Finlandia per l’estradizione. Secondo fonti del ministero della Giustizia turco, la procedura potrebbe durare settimane: «Dipenderà tutta dalla documentazione che arriverà da Helsinki», spiegano. Gli avvocati dell’imprenditore non hanno parlato pubblicamente ma, stando a indiscrezioni raccolte da alanews.it, stanno valutando di opporsi al trasferimento sfruttando il doppio passaporto statunitense.
Intanto questo caso riaccende il dibattito sulla regolamentazione delle criptovalute in Europa. Molti esperti sottolineano come progetti poco trasparenti rappresentino ancora un rischio concreto per investitori e piccoli risparmiatori. Una lezione già vista in passato che torna prepotente proprio dopo questa giornata tumultuosa sui mercati digitali, riportando sotto i riflettori autorità finanziarie e forze dell’ordine.