Prezzo medio oltre i 400 dollari: perché gli smartphone costano sempre di più

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Smartphone | unsplash @OnurBinay - Cryptohack.it

Alessandro Bolzani

1 Febbraio 2026

Negli ultimi mesi comprare uno smartphone è diventato sensibilmente più caro, e la tendenza non accenna a fermarsi. L’aumento dei prezzi non è più una previsione astratta, ma un dato ormai consolidato che sta ridisegnando il mercato globale, spingendolo sempre più verso l’alto e premiando i produttori capaci di vendere modelli di fascia premium.

Prezzi medi sopra i 400 dollari: un nuovo spartiacque per il mercato smartphone

Secondo i dati di Counterpoint Research, il punto di svolta è arrivato nel quarto trimestre del 2025, quando per la prima volta il prezzo medio di vendita globale degli smartphone ha superato i 400 dollari. Su base annua l’incremento è stato dell’8%, pari a circa 50 dollari in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un rialzo significativo, che segnala un cambiamento strutturale più che congiunturale.

Ricavi record, ma le vendite degli smartphone crescono meno

Tra ottobre e dicembre 2025 i ricavi complessivi del settore hanno toccato quota 143 miliardi di dollari, con una crescita del 13% rispetto all’anno precedente e il valore più alto mai registrato in un singolo trimestre. Le spedizioni, invece, sono aumentate solo del 5%. Un divario che racconta bene cosa sta succedendo: il mercato cresce soprattutto perché vende dispositivi più costosi, non perché aumentano in modo proporzionale le unità immesse sul mercato.

Apple domina grazie agli iPhone 17

La vera protagonista del trimestre è stata Apple. L’azienda di Cupertino ha messo a segno l’incremento dei ricavi più elevato tra i primi cinque produttori mondiali, con un +23% su base annua. Il successo della gamma iPhone 17 e l’aumento dell’Average Selling Price in tutte le principali aree geografiche hanno spinto la quota di ricavi di Apple fino al 59% del mercato globale, un dato che conferma il peso crescente del marchio nel segmento premium.

Samsung cresce nei volumi, ma abbassa il prezzo medio degli smartphone

Alle spalle di Apple si posiziona Samsung, che ha chiuso il trimestre con una quota di ricavi dell’11% e una crescita del 12% su base annua. Sul fronte delle spedizioni, il gruppo coreano ha fatto registrare il miglior risultato tra i principali brand, con un aumento del 17%, trainato soprattutto dalla serie Galaxy A in America Latina, Sud-est asiatico, Medio Oriente, Africa e in alcune aree europee. Questa strategia orientata ai volumi ha però avuto un effetto collaterale: l’ASP è sceso del 4% nel trimestre.

Xiaomi in difficoltà tra costi e mercati chiave

Il trimestre è stato invece complicato per Xiaomi, che ha registrato un calo dei ricavi del 9% e una diminuzione delle spedizioni dell’11% su base annua. L’aumento dei costi dei componenti e le difficoltà nei segmenti entry-level e mid-range, in particolare in Cina e India, hanno inciso negativamente sui risultati. L’ASP è salito leggermente, ma non abbastanza da compensare la flessione complessiva.

Oppo e vivo spingono sui mercati emergenti

Tra i grandi marchi, Oppo è stata una delle realtà più dinamiche, con ricavi in crescita del 23% e un aumento del prezzo medio del 6%. A sostenere i risultati sono state soprattutto le serie Reno e Find, insieme a una presenza sempre più solida nei mercati emergenti. Anche vivo ha chiuso il trimestre con il segno positivo, beneficiando delle buone performance in Cina e in India.

Nel 2026 prezzi ancora in salita, spinti dall’AI

Guardando avanti, gli analisti di Counterpoint Research prevedono un’ulteriore crescita dei prezzi medi nel 2026. A trainarla saranno l’adozione sempre più diffusa di funzionalità basate sull’intelligenza artificiale e l’aumento dei costi delle memorie DRAM e NAND. In un mercato sempre più polarizzato verso l’alto, la capacità di vendere smartphone premium a un pubblico già disposto a spendere di più si conferma una leva centrale per sostenere la crescita futura.

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