Dopo aver costruito la propria identità quasi esclusivamente sul software e sull’intelligenza artificiale, OpenAI potrebbe essere pronta a compiere un passo inatteso. Le indiscrezioni più recenti indicano un possibile ingresso nel mondo dell’hardware, con un prodotto lontano dai classici smartphone o computer e molto più vicino alla vita quotidiana. Dall’Asia rimbalzano infatti voci su un progetto ancora avvolto dal mistero: una coppia di auricolari intelligenti dal nome in codice Sweet Pea.
Gli auricolari intelligenti di OpenAI
Le informazioni disponibili, non ancora confermate ufficialmente, descrivono Sweet Pea come un dispositivo progettato per essere indossato per l’intera giornata. Il cuore del progetto sarebbe una profonda integrazione con l’intelligenza artificiale, al punto da trasformare gli auricolari in una sorta di assistente sempre attivo. Il design, secondo i rumor, sarebbe di tipo open ear, una scelta che permetterebbe di restare consapevoli dell’ambiente circostante senza l’isolamento tipico di molti auricolari tradizionali.
Design discreto e ispirato alla comodità
Dal punto di vista estetico, Sweet Pea punterebbe su forme morbide e poco invasive. Il corpo principale sarebbe arrotondato, quasi ovoidale, e realizzato in metallo, mentre due elementi posteriori avrebbero il compito di avvolgere l’orecchio per garantire stabilità durante l’uso. Le immagini circolate finora rappresentano soltanto ricostruzioni ipotetiche e molto fantasiose, ma suggeriscono un approccio orientato alla discrezione più che all’effetto scenico.
L’AI al centro, più dell’aspetto esterno
Al di là del design, il vero punto di forza sarebbe ciò che si trova all’interno. Secondo le indiscrezioni, gli auricolari integrerebbero chip dedicati alla gestione di calcoli complessi legati all’intelligenza artificiale. Si tratterebbe di un passo significativo, perché per la prima volta elaborazioni avanzate verrebbero eseguite direttamente su un dispositivo di dimensioni così ridotte. L’obiettivo sarebbe trasformare Sweet Pea in un accesso portatile all’ecosistema OpenAI, utilizzabile prevalentemente tramite la voce e senza la necessità di estrarre continuamente lo smartphone.
La collaborazione di OpenAI con Jony Ive
Le voci su un hardware firmato OpenAI non sono una novità e si rincorrono da mesi, alimentate soprattutto dalla collaborazione con Jony Ive. Il lavoro congiunto tra il celebre designer e il team guidato da Sam Altman ha acceso l’interesse di addetti ai lavori e appassionati. Finora, entrambi hanno parlato della volontà di ripensare il rapporto tra persone e tecnologia, superando l’idea di schermi e interfacce tradizionali. In questo contesto, gli auricolari potrebbero rappresentare solo il primo elemento di una futura famiglia di dispositivi.
Produzione e tempistiche ancora lontane
Sul piano industriale, il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Foxconn, indicata come possibile partner per la produzione. Tuttavia, le tempistiche sembrano tutt’altro che ravvicinate. Le ipotesi più ottimistiche parlano di una produzione su larga scala non prima del 2028, segno che il progetto, ammesso che venga confermato, è ancora in una fase molto preliminare. Per ora, tutto resta coperto dal massimo riserbo e queste indiscrezioni vanno considerate con cautela, in attesa di eventuali annunci ufficiali da parte di OpenAI.
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