Milano, 24 marzo 2026 – Monero (XMR), una delle criptovalute più note per la sua attenzione alla privacy, ha incontrato una resistenza importante nel corso di questa settimana. Ieri pomeriggio il prezzo ha sfiorato i 380 dollari — una soglia chiave secondo molti analisti — prima di rimbalzare bruscamente indietro, segnando un calo nell’interesse verso le privacy coin. Gli operatori sul mercato vedono in questo stop netto il segnale di una fase di debolezza che si sta materializzando, già intuibile dagli scambi degli ultimi giorni.
Pressione ribassista e inversione tecnica su Monero
Dalla tarda serata di domenica il grafico di XMR ha preso una direzione ben precisa: inversione al ribasso. Le vendite si sono moltiplicate appena il prezzo ha sfiorato la soglia psicologica dei 380 dollari, costringendo Monero a scendere sotto i 365 nel giro di poche ore. Un trader attivo sul canale Telegram “CryptoItalia” ha commentato: “L’area dei 380 era sotto stretto controllo. Quando l’abbiamo vista respingere così nettamente, era chiaro che tanti avrebbero seguito vendendo”.
Il calo non riguarda solo Monero. La debolezza si è estesa anche ad altre privacy coin, come Zcash (ZEC) e Dash, che nello stesso periodo hanno perso rispettivamente il 3% e il 2% contro il dollaro. Gli esperti di Coingecko segnalano che la capitalizzazione complessiva del settore ha accusato un calo del 5% nell’arco della settimana.
Momentum in calo per il settore privacy
“La narrativa delle monete private sta perdendo terreno”, osserva Alessia Buratti, analista di CryptoPolis, raggiunta via e-mail nel pomeriggio. “Da settimane vediamo i flussi spostarsi verso progetti più trasparenti o con governance più attiva. A pesare molto è anche il quadro regolatorio internazionale”, aggiunge, “che grava sulle prospettive di XMR e simili”.
Non si tratta solo di dinamiche tecniche. Le istituzioni stanno stringendo la morsa sulle transazioni anonime: in Europa la Commissione UE sta portando avanti una direttiva per limitare l’uso anonimo degli asset digitali. Nel frattempo, alcuni grandi exchange globali — tra cui Binance e Kraken — hanno già adottato restrizioni sull’acquisto e il prelievo di Monero, per evitare guai con le autorità.
Volumi ridotti e rischio liquidità
I dati confermano uno scenario incerto. Secondo CoinMarketCap, nelle ultime 24 ore i volumi giornalieri su Monero si sono fermati intorno ai 92 milioni di dollari, sotto la media mensile di 110 milioni. Molti piccoli investitori sembrano mollare la presa: la profondità degli ordini nel book risulta ridotta, soprattutto nelle fasce centrali.
L’esperienza recente insegna che con queste condizioni basta poco per far oscillare rapidamente il prezzo — “basta un piccolo spostamento per far volare XMR su o giù”, confida un trader milanese via WhatsApp stamattina. Questo scenario alimenta volatilità ma allo stesso tempo frena nuovi ingressi nel settore.
Le prospettive secondo gli analisti
Guardando avanti, gli scenari restano incerti. Dal punto di vista tecnico diversi analisti su TradingView indicano nella fascia tra i 355 e i 340 dollari il prossimo supporto cruciale per Monero; se dovesse cedere ulteriormente, si rischierebbero vendite a catena. Non tutti però tirano i remi in barca: Fabio Rizzi, consulente finanziario indipendente, ricorda come “XMR abbia una base fedele di utenti. Se le autorità alleggerissero la stretta sulle privacy coin, potremmo vedere un ritorno d’interesse”.
Per ora però a dominare è l’attesa. Sui forum internazionali dedicati alle criptovalute si percepisce un certo scetticismo: “In passato XMR ha sempre mostrato tenuta”, scrive un utente storico su Reddit, “ma adesso sembra che il mercato stia guardando altrove”. Solo nelle prossime settimane capiremo se questa fase è una semplice pausa o l’inizio di una correzione più ampia.
In questo contesto restano fondamentali gli sviluppi istituzionali e normativi: chi segue da vicino il mondo delle privacy coin come Monero sa che saranno proprio questi fattori a fare davvero la differenza nei prossimi mesi.
