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Home Crypto

MicroStrategy lancia piano da 22 miliardi per raggiungere 1 milione di Bitcoin entro il 2026

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
24 Marzo 2026
in Crypto

Roma, 24 marzo 2026 – MicroStrategy, la società americana guidata da Michael Saylor, ha fissato un traguardo ambizioso: raggiungere 1 milione di Bitcoin entro la fine del 2026. L’ha confermato ieri durante una call con gli investitori, ricordando che oggi detiene già 628.900 BTC. A valori attuali, si tratta di quasi 76 miliardi di dollari in criptovalute, pari a circa il 3% dell’intera offerta mondiale di Bitcoin.

MicroStrategy spinge sull’acceleratore con Bitcoin

L’interesse di MicroStrategy per il Bitcoin non è certo una novità. Già nel 2020 Saylor aveva annunciato l’intenzione di fare del Bitcoin la principale riserva di valore dell’azienda, spostando gradualmente i fondi da titoli tradizionali a asset digitali. “Non vediamo alternative affidabili con la stessa sicurezza e potenziale crescita”, ha detto Saylor agli analisti. Da allora sono partiti acquisti programmati per consolidare la posizione nel mercato.

Con 628.900 BTC in portafoglio, ora l’obiettivo è chiaro: comprare altri 371.100 Bitcoin nei prossimi ventuno mesi. Ma non sarà una passeggiata. La scarsità dell’asset digitale – con un tetto massimo fissato a 21 milioni – e l’attenzione crescente degli investitori istituzionali rendono il terreno sempre più competitivo. Negli ultimi sei mesi, secondo Glassnode, la quantità effettiva di Bitcoin liquidi in circolazione è diminuita di oltre il 7%.

Strategie e incognite sul tavolo

Il piano di MicroStrategy ha subito sollevato dubbi tra gli esperti del settore. Per arrivare al milione di Bitcoin servirebbero acquisti mensili intorno ai 17.600 BTC, un ritmo che supera quello della produzione mineraria dopo l’ultimo halving (meno di 13.000 nuovi Bitcoin al mese), senza considerare la domanda degli ETF e degli istituzionali.

A Wall Street si parla già degli effetti che questa manovra potrebbe avere sul mercato: “Una mossa simile potrebbe spostare gli equilibri”, commenta un trader della Cboe, sottolineando le possibili pressioni sui prezzi e l’aumento della volatilità legato a grandi movimenti sul mercato. Tra i rischi più evidenti c’è la concentrazione nelle mani di pochi e le ripercussioni sugli investitori retail, come evidenziato anche dalla SEC in un recente report.

E poi c’è il tema soldi: al prezzo medio attuale, intorno ai 120 mila dollari per Bitcoin, per completare gli acquisti servirebbero quasi 44,5 miliardi di dollari. MicroStrategy ha già emesso diverse obbligazioni convertibili per finanziare le mosse passate; ora toccherà capire se continuerà su questa strada o cercherà altre soluzioni.

Come cambia il mercato globale delle criptovalute

La strategia di MicroStrategy si inserisce in un contesto più ampio: sempre più investitori istituzionali e fondi pensione americani stanno abbracciando il Bitcoin. A febbraio 2026, secondo CoinShares, gli ETF su Bitcoin hanno raggiunto asset under management per 35 miliardi di dollari, triplicando rispetto all’anno precedente.

Nel frattempo le autorità restano in allerta. Negli Stati Uniti la Federal Reserve tiene d’occhio i grandi detentori (le cosiddette “whales”), mentre in Europa la Banca Centrale Europea ha manifestato preoccupazioni per possibili rischi sistemici legati a questo flusso crescente di capitali. Gli operatori prevedono nuove regole su controllo e trasparenza dei portafogli digitali.

Sul fronte retail invece si vede già l’effetto imitazione: solo nell’ultima settimana Binance e Coinbase hanno registrato oltre 110mila nuove aperture di wallet, soprattutto legate a micro-acquisti regolari (dati CryptoCompare).

E adesso? Cosa aspettarsi

La strada verso il milione resta tutta da scrivere. “Andremo avanti solo se le condizioni lo permetteranno”, ha spiegato Saylor durante l’incontro online con gli azionisti. “Siamo ben consapevoli della complessità dell’impresa”. Al momento nessun calendario preciso né dettagli sui tempi degli acquisti futuri.

Gli analisti osservano ogni mossa della società: un rallentamento o una accelerazione improvvisa potrebbe influenzare non solo il prezzo del Bitcoin, ma anche il clima generale nel mondo crypto.

Insomma, MicroStrategy sta giocando una partita delicata tra innovazione finanziaria e fiducia del mercato. Un equilibrio fragile – tra opportunità e rischi sistemici – che nei prossimi mesi sarà sotto i riflettori delle autorità e degli operatori internazionali.

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