L’IA conquista le aziende italiane: tutti i dati sul suo utilizzo

IA nelle aziende italiane

IA nelle aziende italiane | Pixabay @WANAN_YOSSINGKUM - Cryptohack

Federico Liberi

4 Marzo 2026

Secondo Istat, nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane ha adottato soluzioni IA, con forte crescita dell’AI generativa: i dettagli

L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle aziende italiane segna un’accelerazione significativa, confermando una trasformazione digitale che coinvolge sempre più settori produttivi. Secondo i dati più recenti dell’Istat, nel 2025 il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti ha integrato almeno una tecnologia basata sull’IA, una crescita che ha più che triplicato la quota rispetto al 5% del 2023. Questo trend è fortemente trainato soprattutto dall’IA generativa, la frontiera più innovativa dell’intelligenza artificiale, che produce contenuti originali in modo autonomo.

L’IA Generativa e il suo impatto sul mercato italiano

L’IA generativa si basa su modelli di apprendimento automatico avanzati, come i foundation model e i Transformer, capaci di creare testo, immagini, audio e codice con qualità simile a quella umana. Il mercato italiano dell’AI ha raggiunto nel 2024 un valore di 1,2 miliardi di euro, con un aumento del 58% rispetto all’anno precedente, trainato per il 43% proprio dall’AI generativa. Le piattaforme più diffuse includono i modelli di OpenAI come GPT-4 e il più recente GPT-5, rilasciato ad agosto 2025, che introduce funzionalità multimodali avanzate per una maggiore efficienza e versatilità nelle risposte. Anche Google con Gemini, lanciato nel febbraio 2024, e la società Anthropic con i modelli Claude di terza generazione, competono per dominare questo settore.

La diffusione nell’impresa italiana: un quadro a due velocità

L’adozione dell’intelligenza artificiale in Italia presenta una forte disparità tra grandi aziende e PMI. Le grandi imprese sono passate dal 32,5% al 53,1% di utilizzo di soluzioni AI, mentre le piccole e medie imprese si attestano al 15,7% pur raddoppiando la loro quota. I settori d’applicazione privilegiati sono marketing e vendite, gestione amministrativa e ricerca e sviluppo, con incrementi superiori al 60% rispetto al 2024. Tuttavia, quasi il 60% delle aziende che hanno valutato investimenti in AI senza poi concretizzarli indicano la carenza di competenze specifiche come ostacolo principale, seguita dall’incertezza normativa, citata dal 47,3%.

L’Italia nel contesto europeo e le sfide future

Con un tasso di adozione del 16,4%, l’Italia si colloca nella fascia medio-bassa rispetto alla media UE del 19,95%. Esistono forti differenze tra i Paesi: dalla Romania con il 5,21% fino alla Danimarca che raggiunge il 42,03%. Il gap normativo e formativo rappresenta un limite significativo che rallenta la diffusione più ampia dell’AI. In questo senso, studi internazionali come quello pubblicato dalla Harvard Business Review sottolineano come l’intelligenza artificiale non riduca il lavoro, ma lo renda più intenso e richieda un ripensamento delle competenze e delle strategie organizzative.

L’innovazione e la competitività del sistema imprenditoriale italiano dipenderanno quindi dalla capacità di superare queste barriere, investendo in formazione e adeguamenti normativi per sfruttare appieno il potenziale dell’intelligenza artificiale, specie di quella generativa.

Change privacy settings
×