Roma, 9 febbraio 2026 – Ti capita di ricevere una richiesta semplice, che però ti lascia un po’ spiazzato: masterizzare alcuni file su DVD. Per chi ha un minimo di dimestichezza con i computer, è un gioco da ragazzi. Ma non per tutti. Magari sei lì, davanti al pc in cucina, alle otto di sera, illuminato solo dal neon e… non sai da dove iniziare. È quel distacco dalla tecnologia che colpisce tanti, non solo chi ha qualche anno in più.
Masterizzare un DVD oggi: una pratica ancora necessaria?
Con l’avvento dei servizi cloud, delle condivisioni via link e delle chiavette USB, il DVD sembra roba da tempi passati. E invece no, succede ancora che qualcuno debba usare questo supporto. Per archiviare dati importanti, trasferire le foto di famiglia o inviare video a chi ha solo un lettore DVD. Quando l’amico Marco – nome piuttosto comune in chat – ti chiede di mettere “quei file” su disco fisico, la reazione è spesso una miscela di sorpresa e un filo d’ansia.
Oggi molti pc non hanno più il masterizzatore integrato. Nei portatili moderni è quasi sparito; serve una unità esterna USB o rispolverare il vecchio desktop. Primo ostacolo superato? Si passa al software: quale programma usare? Windows 10 permette di masterizzare file su DVD senza installare niente di extra: basta inserire il disco vuoto e seguire le istruzioni a schermo. Però c’è chi preferisce affidarsi ai programmi “storici” come Nero o ImgBurn, che aiutano passo passo ed evitano errori comuni (come scrivere il disco in modalità multisessione quando invece va chiuso).
I passaggi chiave e gli imprevisti più comuni
Chi non è pratico si trova subito con mille dubbi: che tipo di DVD serve? I più diffusi sono i DVD-R e i DVD+R, capaci di contenere circa 4,7 GB di dati. Ci sono anche i DVD-RW, riscrivibili, ma meno affidabili se vuoi conservare i dati a lungo. Poi bisogna scegliere cosa fare: creare un disco dati (per documenti e foto) o un DVD video (per vederlo sul lettore del salotto). Spesso nemmeno l’amico lo sa.
Deciso il formato, si trascinano i file nella finestra del programma. Cliccare su “masterizza” sembra facile – almeno all’apparenza. Ma serve pazienza: durante la scrittura niente movimenti bruschi o spegnimenti improvvisi, altrimenti rischi di rovinare tutto. Dopo qualche minuto (anche di più se il pc è lento), il disco è pronto. E qui arriva la prova del nove: funziona davvero? Meglio controllare subito la leggibilità, magari usando un altro dispositivo.
Quando la tecnologia complica invece di aiutare
L’intera procedura sembra complicata soprattutto per quei termini tecnici che spuntano ovunque: “finalizzazione”, “sessione”, “ISO”. Parole che confondono chi vuole solo copiare qualche foto senza intoppi. “Non ci capivo niente – racconta Claudia, 49 anni, impiegata romana – Ho dovuto chiamare mio nipote perché mi aiutasse. Avevo paura di cancellare tutto”.
Non è un caso isolato. Secondo una ricerca del Censis del 2025, quasi il 40% degli adulti tra i 45 e i 65 anni ammette di avere difficoltà anche con procedure informatiche semplici come la masterizzazione. Un dato che fa riflettere su quanto la tecnologia resti poco accessibile per molte persone.
Piccoli passi verso l’autonomia digitale
Eppure imparare queste cose può essere molto utile – e non così difficile come sembra all’inizio. Siti come Aranzulla.it o forum dedicati offrono guide dettagliate (spesso con immagini). Ci sono anche tanti tutorial video che spiegano ogni passaggio con parole semplici.
Alla fine resta quella sensazione mista tra sollievo per avercela fatta e orgoglio per aver superato una piccola sfida digitale quotidiana. Non solo per sé stessi: spesso questa esperienza avvicina generazioni diverse – figli o nipoti che diventano insegnanti improvvisati.
Quella richiesta arrivata con un messaggio si trasforma così in occasione per imparare qualcosa di nuovo. E magari la prossima volta, davanti a un computer e a un DVD vuoto, al posto del panico ci sarà curiosità vera.
