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Bitcoin resiste sopra i 69.000$: analisi e previsioni dopo il calo del 12% nelle ultime settimane

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
8 Febbraio 2026
in Crypto

Milano, 8 febbraio 2026 – Il Bitcoin continua a farsi notare per la sua altalena sui mercati digitali. Oggi si scambia attorno ai 69.000 dollari, una cifra che appena una settimana fa sembrava lontanissima in discesa, e che ora rappresenta un equilibrio tutt’altro che stabile dopo giorni turbolenti. Negli ultimi sette giorni, infatti, il valore del Bitcoin ha perso oltre il 12% – una frenata che ha colto di sorpresa sia i piccoli investitori sia gli operatori istituzionali. Dietro questo calo ci sono state massicce liquidazioni di posizioni in Bitcoin, avvenute a ritmo serrato su diverse piattaforme internazionali.

Liquidazioni e volatilità scuotono i mercati

La rapida discesa del Bitcoin, iniziata nel fine settimana scorso, è stata accompagnata da una valanga di liquidazioni forzate. Secondo i dati di Coinglass, tra lunedì e mercoledì sono stati cancellati più di 1,2 miliardi di dollari in posizioni long solo su BTC. Numeri importanti, confermati anche dai volumi fuori dal normale su piattaforme come Binance e Coinbase. “Il mercato è stato preso alla sprovvista dalla rapidità della correzione,” ha ammesso Federico Izzi, analista per CryptoLab. “Molti trader con esposizione alta sono stati costretti a uscire dal mercato, scatenando un effetto domino”.

Martedì, pochi minuti dopo l’apertura delle contrattazioni asiatiche, il prezzo ha toccato un minimo intorno a 67.300 dollari. Solo allora è partita una timida reazione degli acquirenti che ha riportato i valori verso quota 69.000, livello dove le transazioni si sono fatte più lente.

Dinamiche globali e pressione sui derivati

Il calo del Bitcoin non è stato un fenomeno isolato: anche altre grandi criptovalute hanno risentito della volatilità. Per esempio, Ethereum ha perso quasi il 9% in pochi giorni. Gli esperti parlano di una “correlazione sempre più forte tra asset digitali e fattori macroeconomici”. Secondo Giulia Bianchi, consulente di Mercati Alternativi al Politecnico di Milano, “molti hanno preferito ridurre l’esposizione in attesa dei dati sull’inflazione negli Usa e dei nuovi segnali dalla Fed”.

Particolarmente sotto pressione sono stati i mercati dei derivati, dove i contratti future su Bitcoin hanno mostrato oscillazioni intense nelle richieste sui margini. Alcuni grandi investitori istituzionali hanno deciso di chiudere le posizioni in anticipo “per evitare rischi su portafogli già messi alla prova”, spiegano fonti interne a due fondi londinesi molto importanti.

Le reazioni degli investitori: tra cautela e attesa

Nelle chat degli operatori digitali il clima è incerto. C’è chi vede l’accaduto come “un normale aggiustamento dopo mesi in rialzo”, mentre altri temono che sia un segnale di inversione più duratura. “Abbiamo notato movimenti anomali verso stablecoin come USDT e USDC,” osserva Marco Petrini, broker con esperienza tra Milano e Francoforte. Questa fuga verso asset meno volatili indica la ricerca di rifugi temporanei da parte di chi ogni giorno opera sui mercati cripto.

Nel frattempo, i dati on-chain mostrano un aumento dei trasferimenti verso wallet freddi: “Un segnale che parte della comunità punta ancora al lungo termine e preferisce restare lontana dalla speculazione quotidiana”, racconta Elisa Camporeale, sviluppatrice blockchain attiva a Milano.

Le prospettive future secondo analisti ed esperti

Per quanto riguarda le previsioni, le opinioni restano divise. C’è chi vede nel ritorno a quota 69.000 dollari un punto da cui ricostruire fiducia; altri invece suggeriscono prudenza davanti all’incertezza sulle regole globali. Le ultime dichiarazioni della Securities and Exchange Commission statunitense sulla necessità di maggiore trasparenza nei listini crypto “hanno raffreddato gli entusiasmi degli speculatori”, spiega Andrea Mastropietro, docente all’Università Bocconi.

Eppure la tenuta del Bitcoin nelle ultime ore lascia spazio a diverse letture. “Lo scenario è aperto: da una parte non si può escludere il rischio di nuove discese; dall’altra sappiamo che storicamente questi livelli attirano nuovi ingressi quando la volatilità scende,” osserva con pragmatismo Pietro Ferrini di Blockchain Italia.

La situazione resta dunque incerta. Saranno i dati economici attesi nelle prossime settimane e le mosse delle grandi piattaforme internazionali – Coinbase in prima fila – a dare la direzione agli investitori. Fino ad allora, il grafico del Bitcoin continuerà a essere seguito con attenzione: oggi si muove intorno ai 69.000 dollari, sospeso tra nuovi slanci e possibili ulteriori aggiustamenti.

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