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Google rivoluziona il calcolo quantistico: errori ridotti al 99,9% e impatto su sicurezza Bitcoin

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
16 Ottobre 2026
in Crypto

Milano, 16 ottobre 2026 – Google ha annunciato ieri di aver raggiunto una precisione del 99,9% nel calcolo quantistico, un traguardo che, secondo i ricercatori di Mountain View, segna una svolta decisiva per i computer del futuro. Un risultato tecnico che potrebbe avere ripercussioni importanti sulla sicurezza delle criptovalute, con Bitcoin in prima linea, e riaccende il dibattito su quando – e come – la crittografia attuale potrebbe venire messa in crisi.

Quantum computing, il balzo di Google

La notizia arriva dal laboratorio Quantum AI di Google, a Santa Barbara. Qui il team guidato da Julian Kelly ha confermato che il nuovo processore quantistico Sycamore 2 esegue operazioni con un margine d’errore ridotto a uno su mille. “È un limite che ci avvicina, anche se non ancora abbastanza, a un uso pratico del quantum computing su larga scala”, ha detto Kelly durante una presentazione alle 18 ora italiana. Il progresso riguarda in particolare la “fedeltà del gate”, ovvero la probabilità che un calcolo quantistico venga eseguito senza errori.

Fino a ieri i computer quantistici erano confinati ai laboratori. Oggi questa soglia del 99,9% è vista dagli esperti come un limite “psicologico” verso l’affidabilità necessaria per applicazioni reali. Per fare un passo indietro: mentre le macchine tradizionali lavorano con bit (0 o 1), quelle quantistiche usano qubit, che possono trovarsi in più stati contemporaneamente grazie alla sovrapposizione.

Bitcoin e la minaccia quantistica

Il salto tecnologico ha subito acceso il dibattito tra esperti di sicurezza informatica e analisti delle criptovalute. Il motivo? I computer quantistici potrebbero, prima o poi, rompere gli algoritmi che oggi proteggono reti come Bitcoin ed Ethereum. Le chiavi pubbliche e private usate per validare le transazioni si basano su problemi matematici difficili da risolvere per i computer classici in tempi ragionevoli; ma per una macchina quantistica avanzata la situazione cambia.

Massimiliano Sala, docente di Algebra all’Università di Trento, rassicura: “Con l’attuale progresso non c’è un rischio immediato per Bitcoin: oggi servirebbero milioni di qubit funzionanti insieme, e non li abbiamo ancora”. Tuttavia gli addetti ai lavori non lo considerano fantascienza: si parla di dieci o vent’anni, a seconda degli sviluppi industriali.

Tempi stimati e prossime mosse

Non c’è ancora accordo sui tempi precisi. Gli algoritmi crittografici usati oggi da banche, governi e piattaforme di pagamento sono considerati sicuri finché i computer quantistici restano sotto la soglia dei “centinaia di qubit affidabili”. Sycamore 2 ne usa meno di cento ma ha fatto passi avanti nell’accuratezza che potrebbero presto aprire la strada ai circuiti “error-corrected”.

Gli ingegneri di Google parlano – rigorosamente a microfoni spenti – di possibili applicazioni commerciali tra il 2030 e il 2035. Nel frattempo i maggiori istituti finanziari hanno già messo in moto programmi pilota per la “post-quantum cryptography”, cioè algoritmi pensati per resistere agli attacchi dei computer quantistici.

Reazioni dal mondo crypto e oltre

Nel mondo delle criptovalute la risposta è stata divisa. Da un lato, molti sviluppatori sono convinti che Bitcoin abbia ancora tempo per aggiornare i suoi protocolli: “Il sistema è aperto e flessibile, potremo adattarci quando sarà necessario”, dice Antonio Simeone della community italiana Bitcoin. Dall’altro lato, tra piccoli investitori si sono diffusi timori nei forum e nelle chat Telegram dedicate – preoccupazioni ritenute “premature” da diversi analisti.

Google non ha diffuso una roadmap ufficiale sul debutto commerciale delle sue nuove tecnologie quantistiche; IBM e Microsoft preferiscono mantenersi prudenti. Jerry Chow di IBM Quantum ha detto ieri: “La corsa è ancora tutta aperta”. Finora non ci sono notizie di protocolli bancari o criptovalute violati con mezzi quantistici.

Una nuova frontiera per la sicurezza digitale

Resta aperta una domanda chiave: questa crescita dell’accuratezza nel quantum computing cambierà davvero le regole della sicurezza informatica globale? Per ora la risposta è cauta. Mentre Google festeggia questo importante traguardo scientifico, gli enti come l’NIST americano stanno lavorando alle nuove norme per proteggere dati e transazioni nell’era dei qubit.

Intanto quella soglia del 99,9% rimane scritta su una lavagna in California: un segno chiaro che la partita è appena iniziata.

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