San Salvador, 8 settembre 2026 – Il Fondo Monetario Internazionale ha fatto chiarezza nelle ultime ore sull’aumento delle riserve di Bitcoin di El Salvador: si tratta di donazioni private, non di soldi pubblici o nuovi acquisti diretti da parte dello Stato, come avevano ipotizzato alcuni osservatori. Il nodo delle risorse usate per sostenere la politica della criptovaluta in questo Paese centroamericano – scelta che continua a far discutere dal settembre 2021, quando il governo guidato da Nayib Bukele ha introdotto il Bitcoin come moneta legale – torna così al centro del dibattito internazionale.
FMI: “Nessun uso di fondi pubblici” nelle nuove riserve
La precisazione del FMI arriva dopo settimane di speculazioni su come El Salvador abbia potuto aumentare il proprio patrimonio in Bitcoin, che secondo i dati diffusi dallo stesso Bukele su X (ex Twitter) ora sarebbe intorno ai 5.800 Bitcoin. In una nota inviata alla stampa internazionale, un portavoce dell’organizzazione di Washington ha spiegato che “le variazioni recenti nelle riserve sono frutto di conferimenti privati, non di ulteriori acquisti governativi né dell’uso di risorse statali”. Solo così, ha sottolineato la fonte, “si esclude un aumento dell’esposizione pubblica ai rischi legati alle fluttuazioni del mercato”.
Non è la prima volta che il Fondo Monetario Internazionale interviene per fare chiarezza sulle scelte economiche di El Salvador. Nel 2022 e nel 2023 i tecnici del Fondo avevano già espresso preoccupazione per gli effetti della volatilità delle criptovalute sui conti pubblici, chiedendo al governo di essere “massimamente trasparente” e di “limitare i rischi fiscali”. Il timore principale che arriva da Washington – ma anche dalla comunità finanziaria globale – riguarda proprio la stabilità delle finanze pubbliche nel caso di bruschi cali nel valore del Bitcoin.
Donazioni private all’origine degli incrementi
Dai report degli ultimi mesi del Ministero delle Finanze di San Salvador emerge che l’incremento delle riserve in Bitcoin deriva soprattutto da donazioni fatte da cittadini privati o gruppi internazionali vicini al mondo delle criptovalute. Nessun dettaglio preciso è stato però diffuso riguardo all’entità e alla provenienza delle donazioni, cosa che ha acceso le critiche soprattutto tra le opposizioni parlamentari, che chiedono maggiore trasparenza.
“Si tratta di contributi volontari arrivati nell’ambito delle iniziative lanciate dal governo per favorire l’adozione della valuta digitale”, ha detto un funzionario del Ministero contattato dalla redazione di alanews.it. Lo stesso presidente Bukele, più volte sollecitato dalla stampa locale sul tema, ha ribadito che “i soldi pubblici sono protetti” e che “le donazioni vengono rendicontate secondo la legge”.
Resta la pressione internazionale sulle scelte di Bukele
La notizia che i nuovi Bitcoin in possesso dello Stato sono frutto di donazioni private arriva mentre vanno avanti i negoziati tra El Salvador e il FMI per un nuovo pacchetto di aiuti finanziari. Fonti vicine ai ministeri economici raccontano che i colloqui procedono a rilento a causa dei timori del Fondo sulla trasparenza nella gestione della politica monetaria digitale.
“La richiesta principale – riferisce una fonte diplomatica italiana a San Salvador – resta quella di poter monitorare in modo preciso i flussi legati al portafoglio digitale nazionale”. Solo così, dicono alcuni analisti, il FMI potrebbe allentare le restrizioni e sbloccare parte dei fondi destinati all’assistenza macroeconomica.
Dubbi delle opposizioni interne: chiarezza sulle donazioni
All’Assemblea Legislativa salvadoregna non mancano malumori. I deputati dell’Alianza Republicana Nacionalista e del Frente Farabundo Martí hanno chiesto ufficialmente una commissione d’inchiesta sulle “modalità e finalità” delle donazioni ricevute. In particolare vogliono sapere se queste rispettino le norme antiriciclaggio e le leggi sulla trasparenza degli atti pubblici.
“Dobbiamo vedere i dettagli: chi dona cosa e con quali intenti”, ha detto alla stampa la deputata Maricela Chacón, mentre davanti al palazzo presidenziale si sono radunate una cinquantina di persone con cartelli che chiedevano “trasparenza sui Bitcoin”.
Le prospettive per la politica economica salvadoregna
Intanto l’atmosfera resta tesa. La popolazione è divisa tra chi sostiene la “Bitcoin City” immaginata dal presidente Bukele – un progetto da realizzare ai piedi del vulcano Conchagua e finanziato anche con bond digitali – e chi teme che questa scommessa sulle criptovalute possa mettere in crisi la stabilità finanziaria del Paese.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se El Salvador riuscirà a trovare un’intesa con il FMI senza strappi. Nel frattempo resta sul tavolo l’appello internazionale: “Servono regole chiare e controllabili”, ripetono da Washington. Fino ad allora, la questione Bitcoin rimane uno degli argomenti più caldi nei dossier sulla finanza globale.