New York, 4 settembre 2026 – La Federal Reserve ha deciso di tenere fermi i tassi di interesse durante la riunione di ieri, un segnale che ha acceso subito un’ondata di ottimismo tra gli investitori nel mondo. La possibilità che a settembre si registri un aumento dei tassi è calata drasticamente, mentre ora tutti gli occhi sono puntati a dicembre come possibile momento per una nuova stretta. Intanto, sul fronte dei derivati e delle criptovalute, si sono viste mosse importanti: in poche ore sono state chiuse posizioni corte per circa 400 milioni di dollari.
La Fed fa un passo indietro: i mercati tirano un sospiro di sollievo
La mossa della banca centrale americana era attesa, ma non data per scontata. Jerome Powell, presidente della Fed, ha spiegato durante la conferenza stampa che “la situazione macroeconomica resta incerta” e che il Comitato “preferisce vedere come evolvono l’inflazione e l’occupazione nelle prossime settimane prima di prendere nuove decisioni”. Queste parole hanno ridato fiato ai mercati: Wall Street ha chiuso in rialzo, con l’S&P500 in crescita dell’1,3% alle 22:00 ora italiana.
Sul fronte delle valute, il dollaro si è indebolito rispetto a euro e yen, mentre i rendimenti dei Treasury decennali sono scesi al 3,94%. “Il mercato aveva già messo in conto una pausa – spiega Monica Lee, strategist di Morgan Stanley a New York – ma la Fed ha evitato toni allarmistici. Questo ha fatto tornare la voglia di rischiare agli investitori”.
Sempre più lontano un rialzo a settembre
Negli ultimi dati macro si erano visti segnali che facevano pensare a una Fed ancora dura. L’inflazione core annua resta sopra il 2%, ma consumi e settore immobiliare hanno mostrato segni di rallentamento. “Dopo questa riunione, la probabilità di un aumento dei tassi già a settembre è scesa al 17%, secondo i future sui Fed Funds”, si legge in un report pubblicato oggi da CME Group.
Le grandi banche d’affari come Goldman Sachs e JP Morgan ora parlano di uno scenario «dipendente dai dati», dove solo nuovi picchi dell’inflazione potrebbero spingere la Fed ad agire prima della fine dell’anno. Nel frattempo, il tasso medio dei mutui Usa è calato dal 6,8% al 6,5% nell’ultima settimana – segnale che gli esperti leggono come una pausa destinata a durare almeno fino all’autunno.
400 milioni liquidati tra crypto e derivati
Uno degli effetti più immediati del ritorno all’ottimismo è stato il rapido riposizionamento sui mercati derivati. Tra le 23:00 e le 3:00 italiane diverse piattaforme molto seguite – Binance, Bitfinex e OKX tra queste – hanno visto liquidazioni automatiche per oltre 400 milioni di dollari su posizioni short (ossia scommesse sul ribasso).
Le chiusure forzate hanno riguardato soprattutto contratti su Bitcoin, Ether e alcuni titoli tecnologici particolarmente volatili. Secondo Coinglass, società specializzata nel monitoraggio delle piattaforme crypto globali, “le liquidazioni short hanno dato una spinta ai prezzi nel breve termine, alimentando il rally notturno”.
Ottimismo cauto tra investitori e analisti
I mercati hanno reagito bene ma con prudenza. Michael Bloom, portfolio manager di Franklin Templeton, ha ammesso: “Negli ultimi tempi le aspettative erano troppo alte; ora torna un po’ più di buon senso. Ma basta un dato sbagliato per cambiare tutto”.
Tutti guardano ora ai numeri sull’occupazione Usa della prossima settimana: sarà quel momento a dire se il rischio continua a pagare o meno. Intanto in Europa le borse aprono positive; Milano segna +0,7% alle 9:30.
Tra speranze e incognite
Resta però alta l’incertezza sul passo successivo della Federal Reserve, che ribadisce l’obiettivo di combattere l’inflazione senza soffocare la crescita economica. Il gioco sui mercati rimane delicato: tanti fattori ancora da capire (dall’andamento dei prezzi dell’energia alla tenuta del lavoro) possono cambiare rapidamente le carte in tavola.
Per ora è chiaro che l’atteggiamento più prudente della banca centrale americana ha ridato fiducia agli operatori globali – almeno fino a quando non arriveranno nuovi segnali contrari.