Bruxelles, 11 febbraio 2026 – Il Parlamento europeo ha appena dato il suo primo via libera formale all’idea di un euro digitale, confermando la strada già tracciata dalla Banca centrale europea. Un passo avanti importante, anche se il cammino verso una vera Central Bank Digital Currency (CBDC) per tutta l’Unione Europea resta lungo e pieno di dubbi. Il voto, arrivato poco dopo mezzogiorno, ha raccolto un sostegno trasversale, pur con qualche riserva e molte domande ancora aperte.
L’euro digitale: cosa significa e perché crea divisioni
Secondo la BCE, l’euro digitale sarebbe una versione elettronica della nostra moneta unica, emessa direttamente dalla banca centrale. Non deve sostituire il contante, ma affiancarlo come nuovo modo per cittadini e imprese di pagare. L’obiettivo è chiaro: rafforzare la sovranità monetaria europea in un mondo dove i pagamenti elettronici privati e le criptovalute stanno prendendo sempre più spazio, offrendo una soluzione più sicura e affidabile.
Ma non mancano le preoccupazioni. Dentro e fuori dall’aula di Strasburgo, diversi deputati – tra cui Markus Ferber (PPE) e Irene Tinagli (S&D) – hanno chiesto garanzie serie su privacy, protezione dei dati personali e accesso per tutti. “L’euro digitale deve essere per tutti, non solo per pochi o esperti del settore”, ha detto Tinagli. Le critiche più forti sono arrivate dai conservatori e sovranisti, che temono nuovi controlli sui consumi delle persone.
Cosa succede ora: tappe in arrivo
Il testo approvato oggi è più un indirizzo politico che una legge vera e propria. In pratica dà il via libera alla Commissione Ue e alla BCE per continuare gli studi tecnici. Il percorso dovrà però passare ancora dal confronto con il Consiglio dell’Unione e i singoli Stati membri. Il progetto dell’euro digitale è partito ufficialmente nel 2021 con uno studio durato due anni; lo scorso autunno è entrato nella fase di “preparazione”, dove si valutano aspetti tecnici, costi e possibili effetti sulla stabilità finanziaria.
Fonti europee indicano che la decisione finale potrebbe arrivare tra il 2027 e il 2028. Nel frattempo si testeranno modelli pilota. “Serve equilibrio tra innovazione, inclusione finanziaria e tutela della privacy”, ha ribadito Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo BCE. La parola chiave rimane “gradualità”.
Privacy e sicurezza: le spine nel dibattito
Al centro del confronto c’è soprattutto la questione della privacy. Molti eurodeputati vogliono assicurarsi che l’euro digitale non permetta a istituzioni o privati di monitorare ogni movimento degli utenti oltre quanto previsto dalle regole antiriciclaggio attuali. “Non vogliamo un Grande Fratello europeo”, ha avvertito Pierre Larrouturou (Renew). La BCE promette di studiare soluzioni che proteggano la riservatezza delle transazioni più piccole, pur mantenendo controlli su quelle più importanti.
Altro tema caldo è la sicurezza informatica. L’euro digitale dovrà essere inattaccabile da hacker o frodi. Su questo la BCE collaborerà con le principali agenzie europee per la cybersicurezza. Nel testo votato si chiede anche un monitoraggio costante dei rischi soprattutto durante i primi tempi.
Che impatto avrà? Cittadini, banche e mercato
Se diventerà realtà, l’euro digitale potrebbe cambiare davvero come paghiamo in Europa. L’idea è un sistema dove si potrà fare transazioni tramite app pubbliche o banche tradizionali, senza costi aggiuntivi sui piccoli importi. Il contante non sparirà: “Le banconote restano al loro posto”, ha garantito Panetta.
Uno studio della Commissione europea dello scorso anno dice che circa il 70% dei cittadini dell’Eurozona vorrebbe provare l’euro digitale. Le banche commerciali però sono più caute: temono che si riduca il loro ruolo o che i depositi diminuiscano. Le imprese chiedono regole chiare sui costi da sostenere.
Sguardo avanti: cosa aspettarsi
Il dibattito sull’euro digitale non finisce qui. Nei prossimi mesi la Commissione lancerà consultazioni pubbliche per ascoltare aziende e cittadini. Poi toccherà ai Consigli Ue nei mesi successivi del 2026 decidere come muoversi davvero. Non sarà facile: Nord e Sud Europa sono ancora molto divisi su questo tema.
Per ora però da Bruxelles arriva un messaggio forte: l’Europa vuole essere protagonista nella sfida globale delle valute digitali. “Dobbiamo decidere noi come sarà il denaro del futuro”, ha detto in aula Valdis Dombrovskis, commissario Ue all’Economia. Se la politica terrà insieme le forze giuste, l’euro digitale potrà presto diventare parte della vita quotidiana dei cittadini europei.
