San Salvador, 5 settembre 2026 – Il Fondo Monetario Internazionale ha appena annunciato lo sblocco di una nuova tranche di finanziamenti per El Salvador, segnando un passo avanti importante nei colloqui con il governo di Nayib Bukele. Al centro della discussione resta sempre la questione del Bitcoin: il FMI, nelle condizioni legate al prestito, chiede con decisione che lo Stato smetta di accumulare direttamente la criptovaluta nei suoi bilanci. Una linea netta, ribadita in queste ore, che apre scenari nuovi sulle scelte finanziarie del paese centroamericano.
Il Fondo vuole regole chiare sulle criptovalute
Nel primo pomeriggio sono arrivate le comunicazioni ufficiali: il FMI ha dato l’ok a una tranche da 800 milioni di dollari per sostenere il programma di stabilizzazione fiscale avviato dopo le turbolenze dell’anno scorso. “La collaborazione va avanti”, ha spiegato una fonte interna all’organismo internazionale, “ma ci sono condizioni che non si discutono. In particolare, l’esposizione diretta dello Stato a strumenti digitali come il Bitcoin viene vista come un rischio troppo alto”.
Nonostante il governo di El Salvador continui a difendere la sua strategia sulle criptovalute, la pressione internazionale non cala. Nella nota diffusa da Washington si sottolinea che “serve trasparenza e solidità nelle riserve, garantite da asset tradizionali”. Da qui la richiesta – già anticipata nei mesi scorsi – di fermare ogni ulteriore acquisto statale di BTC.
Bukele risponde: “Strada privata in vista”
Il presidente Bukele non ha nascosto la sua irritazione per la posizione del FMI. Poco dopo le 14 ha pubblicato un post su X (ex Twitter), ribadendo che il progetto Bitcoin resta “un pilastro della nostra strategia economica”, ma ha anche lasciato aperta qualche porta. “Cercheremo soluzioni innovative – ha scritto – nel rispetto degli accordi internazionali”.
Secondo fonti vicine al governo si sta valutando un possibile passaggio a una gestione più “privata” delle riserve in criptovalute: cioè affidare a enti finanziari non statali il compito di detenere Bitcoin, aggirando così i vincoli imposti dal Fondo. L’ipotesi circola già da settimane tra analisti e investitori locali e ora sembra prendere forma concreta. “La legge non vieta a soggetti privati o fondazioni di detenere Bitcoin”, spiega l’economista Ricardo López, docente all’Universidad Centroamericana José Simeón Cañas. Un modo per continuare a supportare la comunità cripto senza però mettere a rischio i bilanci pubblici, come chiede il FMI.
Un equilibrio fragile tra aiuti e autonomia
L’accordo raggiunto questa settimana segna un equilibrio delicato per El Salvador, che resta sotto stretto controllo da parte dei mercati e degli organismi internazionali. Il paese ha adottato il Bitcoin come moneta legale nel 2021, tra proteste dell’opposizione e scetticismo di banche centrali e istituzioni sovranazionali. Da allora i rapporti con il FMI sono diventati sempre più tesi: ogni trattativa si accompagna a richieste stringenti su trasparenza e politiche fiscali.
Gli aiuti in arrivo sono fondamentali per tenere in piedi i conti pubblici, soprattutto dopo la crisi energetica che ha colpito il paese nell’estate del 2025. Ma sul fronte interno non mancano critiche. “Accettare queste condizioni significa perdere parte della nostra sovranità economica”, denuncia la deputata dell’opposizione Anabel Hernández. Dal governo rispondono invece che “senza questi fondi molti servizi essenziali rischierebbero di saltare”.
Il futuro del Bitcoin resta tutto da scrivere
Le prossime settimane saranno decisive per capire dove andrà la politica economica salvadoregna. L’idea di affidare a soggetti privati l’acquisto e la gestione dei BTC sembra ormai sul tavolo, anche se restano da definire regole precise e garanzie.
Intanto gli osservatori internazionali invitano alla cautela. “La volatilità del Bitcoin può mettere in difficoltà un’economia piccola come quella di El Salvador”, avverte Mark Jenkins dell’Institute of International Finance. E mentre a San Salvador si cercano soluzioni per conciliare le richieste del FMI con le ambizioni cripto del governo, cittadini e commercianti aspettano con ansia: solo allora si capirà se l’accordo sarà davvero capace di garantire stabilità senza rinunciare all’innovazione.