Seul, 5 settembre 2026 – La piattaforma sudcoreana Bithumb, uno dei nomi più noti nel mondo degli exchange di criptovalute in Asia, ha messo nero su bianco un piano ambizioso: debuttare sul Kosdaq entro il 2028. Il progetto, diviso in tre fasi, però non è certo senza intoppi. Anzi, tra ritardi, pesanti multe e nuove sfide regolatorie, la strada si fa sempre più in salita per il management e per la solidità economica dell’azienda.
Tre tappe da rispettare, ma gli ostacoli non mancano
Ad aprile, nella sede di Gangnam, i vertici di Bithumb avevano tracciato il percorso: prima una riorganizzazione interna, poi l’ampliamento dei servizi digitali e infine la domanda formale per entrare nel listino tecnologico coreano, il Kosdaq. A illustrare il progetto era stato l’amministratore delegato Lee Jae-won, che aveva definito l’operazione «fondamentale per guadagnare fiducia dagli investitori e adeguarsi agli standard sempre più stringenti del fintech».
La realtà però è stata meno lineare. Nei primi otto mesi dell’anno il piano ha subito almeno due rinvii ufficiali. Uno legato ai dubbi sulla trasparenza dei bilanci e dei flussi di denaro – un tema che la Financial Services Commission ha più volte sollevato – l’altro dovuto all’adattamento alle nuove regole antiriciclaggio (AML), entrate in vigore solo a luglio.
Multa da record: 36,8 miliardi di won e conseguenze pesanti
Il colpo più duro è arrivato con una sanzione da ben 36,8 miliardi di won (quasi 25 milioni di euro). La Korea Financial Intelligence Unit ha puntato il dito contro Bithumb per «gravi lacune nei controlli antiriciclaggio e nei monitoraggi delle transazioni sospette». Tra il 2024 e il 2025 sarebbero state segnalate oltre 300 operazioni non conformi e diversi ritardi nelle segnalazioni obbligatorie.
Lo stesso CEO Lee non ha nascosto i problemi: «Riconosciamo le falle. Questa multa deve diventare uno sprone a migliorare i sistemi di controllo e a rafforzare la cultura della compliance», ha detto ai giornalisti dopo un incontro urgente con i manager l’11 agosto.
La reazione del mercato è stata immediata. Gli azionisti si sono mostrati preoccupati: le piattaforme concorrenti Upbit e Coinone hanno registrato un aumento del volume degli scambi del 15% in poche ore, mentre sui social come Reddit e Telegram si è parlato apertamente di un “passo indietro” per la reputazione di Bithumb.
Regole più dure in arrivo, settore sotto pressione
Sul fronte normativo si alza la tensione. L’entrata in vigore della Virtual Asset User Protection Act impone limiti severi sulle riserve obbligatorie e richiede controlli trimestrali sui protocolli informatici. Secondo la Korea Blockchain Association, almeno il 40% delle piattaforme crypto attive in Corea del Sud dovrà rivedere completamente la propria governance entro fine anno.
Per Bithumb questo si traduce in investimenti extra e controlli più stringenti da parte delle autorità. Fonti interne parlano già di una revisione straordinaria dei software KYC prevista per ottobre; solo allora sarà possibile capire se ci sono le condizioni per riprendere in mano i tempi della quotazione sul Kosdaq.
Progetti congelati e attesa tra gli investitori
Intanto alcuni piani paralleli sono stati messi in standby o ridimensionati. Tra questi c’è lo sviluppo della piattaforma NFT “MetaArts” e una joint venture per la custodia digitale con Shinhan Bank. «Adesso vogliamo concentrarci sulla compliance», ha ammesso via email un portavoce dell’azienda.
Anche gli investitori istituzionali mostrano prudenza. Alcuni fondi importanti come Mirae Asset Global Investments stanno rivedendo la loro esposizione ai prodotti legati a Bithumb, aspettando segnali chiari dalle autorità e dalla stessa società.
Che futuro attende Bithumb?
La corsa al Kosdaq sembra ancora lunga e piena di incognite. Gli addetti ai lavori concordano: senza regole più stabili e trasparenza nei flussi finanziari sarà dura vedere Bithumb sbarcare in Borsa entro il 2028. C’è però chi nel distretto finanziario di Yeouido non perde fiducia: «Hanno superato crisi peggiori», ricorda un ex dirigente del gruppo. Ma a decidere saranno i prossimi mesi, quando si capirà se questa fiducia riuscirà a resistere alle nuove pressioni del mercato.