Costruire un Sito Web con l’IA: I Migliori Web Builder per Principianti nel 2024

Giulio Righi

11 Agosto 2026

Milano, 11 agosto 2026 – Avere un’idea per un sito web sembra spesso il passo più semplice, ma poi arriva il vero scoglio. A raccontarlo sono molti imprenditori e privati di Milano e altre città italiane: chi non sa nulla di programmazione si blocca, rimanda o lascia perdere. Un sondaggio di Confcommercio, fatto nei primi sei mesi del 2026, rivela che più del 62% di chi vorrebbe lanciare un’attività digitale – che sia un negozio online, una vetrina aziendale o un semplice portale informativo – indica proprio l’ostacolo tecnico come la causa principale per mollare.

Strumenti digitali: quando il codice non serve più

Negli ultimi anni sono spuntate diverse piattaforme pensate per chi non sa o non vuole mettersi a scrivere codice. Sono i cosiddetti “site builder”, spiegano da Netcomm (consorzio del commercio elettronico), strumenti che promettono di creare un sito con pochi clic. Tra le preferite dagli italiani ci sono Wix, attiva anche a Torino e Roma grazie a partnership locali, insieme a WordPress.com, Shopify e la più recente Webflow. Marta, 32 anni, responsabile marketing di una piccola impresa veneta, racconta: “Ti danno un modello già pronto da cui partire, poi puoi aggiungere testi, foto e moduli di contatto senza toccare una riga di codice”.

Quanto costa? In media dai 10 ai 40 euro al mese per i pacchetti base. “Molto meno – dice Luigi Rossi, titolare di un negozio di ceramiche a Caltagirone – rispetto a quanto mi aveva chiesto un’agenzia”. Ma non tutti si fidano che basti uno strumento drag-and-drop per emergere davvero: “Avere una vetrina funzionante è una cosa – sottolinea Rossella B., freelance a Firenze – ma senza SEO, testi curati e foto professionali rischi semplicemente di sparire nel mare del web”.

Non basta più saper usare il computer

Le competenze digitali stanno cambiando faccia. Se fino a qualche anno fa si parlava quasi solo di linguaggi come HTML e CSS, oggi le aziende – dalle startup milanesi alle microimprese nelle Marche – cercano figure versatili: persone capaci di usare questi strumenti semplici ma anche di pensare a contenuti, brand e user experience.

A confermarlo è Elisa Moretti, docente all’Università Bicocca: “Raccontare bene il proprio prodotto online non è mai stato così importante. Le piattaforme rendono facile la parte tecnica, ma conta molto distinguersi con una grafica chiara e affidabile”. Solo così – aggiunge la professoressa – “gli investimenti digitali possono davvero fruttare”.

Chi sono i nuovi imprenditori digitali italiani

Secondo l’ultima indagine Censis pubblicata a giugno 2026, negli ultimi tre anni sono nati circa 300 mila nuovi piccoli imprenditori digitali in Italia. Si tratta soprattutto di professionisti tra i 27 e i 49 anni con un buon livello d’istruzione. Le idee sono concrete: “C’è chi apre siti per prenotare visite guidate nei borghi dell’Umbria”, racconta Cristina Ferrara, consulente digitale; oppure botteghe alimentari che spedisono prodotti in tutta Italia grazie allo shop online.

Molti si affidano alle community su Facebook o ai canali YouTube specializzati per superare i primi ostacoli tecnici. “Ho seguito una diretta su come integrare i pagamenti PayPal”, dice Roberto V., negoziante romano. È un percorso graduale: “All’inizio sembra difficile – confida Simona, architetto freelance – poi capisci che molte cose le impari strada facendo”.

Ostacoli da superare (e come)

Ma la tecnologia non risolve tutto. Restano problemi concreti: la sicurezza dei dati, l’obbligo di rispettare il GDPR, le difficoltà legate alla fatturazione elettronica per chi vende online. Senza contare quanto sia complicato farsi trovare sui motori di ricerca. “I builder aiutano fino a un certo punto”, ammette Marco D., sviluppatore freelance. “Chi vuole davvero crescere prima o poi deve fare i conti con limiti tecnici o esigenze su misura”.

Quando arriva quel momento molti scelgono comunque un consulente esperto almeno all’inizio oppure puntano sulla formazione: aumentano i corsi serali dei CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti) dove – dicono i dati del Ministero dell’Istruzione – più di 7 mila persone hanno seguito laboratori dedicati ai siti web senza codice nell’ultimo anno accademico.

L’Italia digitale cresce tra sfide e opportunità

Intanto il numero dei siti web in Italia continua a salire: oltre 3 milioni le nuove registrazioni solo nel 2025 secondo il Registro .it. Ma resta aperto il dibattito sulle reali possibilità offerte da queste soluzioni semplici. “Non illudiamoci che tutto funzioni da solo”, avverte Gianni L., presidente di una camera di commercio lombarda. “Oggi però anche chi non ha studiato informatica può provare a giocarsela nel digitale”. Una sfida che si vince sempre più con la creatività e con la voglia di imparare sul campo ogni giorno.

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