Cosa vedere stasera in TV: guida ai programmi e alle novità tra tradizione e streaming

Giulio Righi

16 Febbraio 2026

Milano, 16 febbraio 2026 – In un’epoca dominata da piattaforme di streaming come Netflix, Disney+ e Amazon Prime Video, la televisione tradizionale non molla la presa e resta un punto fermo per tanti italiani. Nonostante il boom dell’on demand, che permette di vedere serie, film e programmi preferiti su pc o smartphone in qualsiasi momento, sono ancora molti quelli che non rinunciano al classico telecomando. Restano fedeli ai palinsesti fissi e ai rituali serali in famiglia sul divano, magari dopo cena. Ma come si spiega questa tenace presenza della tv di una volta, in mezzo al rumore delle novità digitali?

Il fascino semplice di accendere la tv

I dati Auditel dell’ultimo mese parlano chiaro: sono ancora più di 18 milioni gli italiani che ogni giorno guardano il telegiornale o un quiz preserale. «Non servono abbonamenti o password, né dover scegliere tra un mare di titoli», racconta Elisa M., 62 anni, casalinga di Novara, fermata davanti a un centro commerciale. «Da noi a casa la tv si accende per abitudine. Il telegiornale delle otto, poi una fiction Rai o un varietà: c’è sempre qualcosa che fa compagnia». E non è un caso isolato. Anche i più giovani mostrano una certa resistenza: durante grandi eventi sportivi o reality show la televisione generalista torna a riunire famiglie intere.

Questa immediatezza — premere un tasto e immergersi subito nella storia — ha ancora un suo peso. Specialmente tra chi ha meno dimestichezza con il digitale, che vede nei canali del digitale terrestre una soluzione gratuita e semplice.

Lo streaming cresce ma non vince su tutto

Negli ultimi anni le piattaforme hanno conquistato milioni di italiani: secondo l’Agcom più di 16 milioni hanno almeno un abbonamento attivo. Le offerte on demand si personalizzano sempre di più e gli algoritmi suggeriscono nuovi titoli secondo i gusti personali. Eppure anche tra chi usa queste tecnologie la tv tradizionale tiene duro. Un motivo? La gratuità. In tempi in cui i prezzi aumentano e gli abbonamenti pesano sul bilancio familiare, accendere il televisore non costa nulla in più.

«Non tutti possono permettersi tre o quattro servizi contemporaneamente», confessa Michele N., 43 anni, impiegato a Milano. Per molte famiglie — soprattutto pensionati o studenti fuori sede — la tv resta l’opzione più facile ed economica.

Un legame forte con l’informazione e la routine

Non va sottovalutato nemmeno il ruolo della tv generalista nell’informazione: telegiornali, approfondimenti politici, dirette dagli eventi sono ancora punti fermi in molte case. Secondo una ricerca Ipsos riportata da “Il Sole 24 Ore”, circa il 55% degli italiani considera il telegiornale serale la fonte principale per aggiornarsi.

Questo è vero soprattutto nelle zone meno urbanizzate o tra gli over 50. «Guardo sempre il TG1 alle otto: mi fa sentire informato e coinvolto», dice Umberto F., pensionato di Rieti. Anche tra i giovani universitari la tv spesso resta una “voce di sottofondo” durante i pasti o i momenti condivisi.

Vecchio e nuovo convivono senza battaglie

Insomma, sembra più una convivenza che uno scontro tra generazioni. Le piattaforme digitali hanno cambiato il modo di guardare film e serie: ora si può vedere quando si vuole, senza orari fissi né pubblicità invasive. Ma la tv tradizionale resta una presenza stabile: un “luogo” comune dove tornare per sentirsi parte del gruppo — anche solo per guardare Sanremo tutti insieme o seguire le notizie in diretta.

Il sociologo Massimo Russo dell’Università Cattolica spiega a alanews.it che «la televisione tradizionale è ancora uno spazio irrinunciabile di socialità domestica. In certe occasioni è insostituibile: non solo per chi non ha dimestichezza con il digitale ma anche per chi vuole condividere lo schermo con gli altri».

Così mentre il futuro corre verso nuovi contenuti e dispositivi sempre più interattivi, la vecchia tv continua a ritagliarsi un suo spazio ogni giorno. Spesso sottovalutata ma chiaramente necessaria.

Gli esperti sono convinti che sarà proprio questa capacità di adattarsi — senza cambiare natura — a garantire alla tv generalista una lunga vita anche negli anni a venire.

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