Milano, 7 aprile 2026 – Circle, la società americana famosa per aver creato USDC, ha ufficialmente lanciato oggi cirBTC, un nuovo token digitale che rappresenta una versione wrapped di bitcoin (BTC) pensata soprattutto per gli investitori istituzionali. La notizia, arrivata questa mattina dagli uffici Circle a Boston e subito rilanciata sui canali social dell’azienda, vuole offrire una valida alternativa agli attuali player del settore come wBTC e cbBTC (quest’ultimo gestito da Coinbase). Con questa mossa, Circle punta a rafforzare la sua posizione nel mercato delle criptovalute, proprio mentre cresce la domanda di asset digitali regolamentati da fondi, banche e società di gestione.
Un nuovo sfidante nel mondo dei wrapped bitcoin
Il debutto di cirBTC si inserisce in un momento in cui le istituzioni finanziarie mostrano sempre più interesse verso strumenti che consentano di operare su blockchain diverse senza rinunciare all’esposizione su bitcoin. Jeremy Allaire, amministratore delegato di Circle, ha spiegato che il nuovo token è pensato per garantire “maggiore trasparenza e compliance”, soprattutto per chi deve rispettare regolamenti più severi. “Abbiamo ascoltato cosa serve agli investitori professionali e abbiamo costruito uno strumento su misura per loro”, ha detto Allaire durante la conferenza stampa.
Sul mercato ci sono già soluzioni consolidate come Wrapped Bitcoin (wBTC), nato nel 2019 per portare BTC su Ethereum, e il più recente cbBTC di Coinbase. Ma Circle punta a farsi notare con caratteristiche specifiche: riserve custodite interamente presso partner bancari regolamentati, controlli periodici affidati a revisori esterni e procedure KYC/AML molto rigide. Inoltre, l’azienda ha dichiarato la volontà di collaborare con le autorità di vigilanza europee e americane per adattare il prodotto alle normative in evoluzione.
Come funziona cirBTC
Dal punto di vista tecnico, cirBTC sarà disponibile inizialmente sulla blockchain di Ethereum, con possibili estensioni future ad altre reti compatibili ERC-20. Il sistema è ormai noto: ogni cirBTC emesso corrisponde a un bitcoin reale tenuto in cold storage da istituti partner. Il rapporto 1:1 è fondamentale per guadagnarsi la fiducia degli operatori e sarà verificato regolarmente da revisori indipendenti.
Fonti vicine a Circle raccontano che gli audit saranno affidati a società come Grant Thornton, mentre i wallet di custodia – almeno all’inizio – saranno bloccati presso Silvergate Bank e Fidelity Digital Assets. L’obiettivo è chiaro: “ridurre al minimo i rischi operativi” e garantire trasparenza totale sui flussi e sulla detenzione dei bitcoin sottostanti.
La sfida con wBTC e cbBTC
Ma in questo gioco la concorrenza non sta certo ferma. wBTC, gestito da BitGo insieme a una rete di custodi ed exchange autorizzati, è oggi il wrapped bitcoin più diffuso al mondo, con oltre 160mila unità in circolazione. Coinbase invece ha lanciato cbBTC nel 2025 puntando su integrazioni semplici per clienti retail e corporate.
Circle vuole differenziarsi concentrandosi sulle esigenze degli investitori istituzionali: report precisi, tracciabilità completa delle operazioni e piena conformità regolatoria internazionale. “Non basta spostare bitcoin su altre reti – ha sottolineato Allaire – bisogna farlo diventare uno strumento affidabile per chi gestisce patrimoni milionari o miliardari”. Secondo dati diffusi da Chainalysis nell’ultimo trimestre, il volume mensile dei wrapped bitcoin supera i 6 miliardi di dollari – un mercato con ancora ampio margine di crescita.
Impatti sul mercato e cosa aspettarsi
L’arrivo di cirBTC apre nuove opportunità nell’utilizzo dei bitcoin tokenizzati sia nei servizi DeFi sia nei circuiti tradizionali. Hedge fund, banche private e family office potranno contare su uno strumento riconosciuto dagli enti regolatori americani e – almeno sulla carta – anche europei. Non è un caso che il lancio arrivi a pochi giorni dalla pubblicazione delle nuove linee guida della SEC sugli asset digitali destinati agli investitori istituzionali.
Nel pomeriggio Circle ha già annunciato partnership pilota con realtà bancarie come BNP Paribas Digital Assets, lasciando intendere che nei primi mesi del 2027 arriveranno i primi dati sull’adozione concreta del token. Rimangono però alcune incognite: il prezzo rimarrà sempre agganciato al valore del bitcoin originario? E come risponderanno le autorità UE davanti a un prodotto pensato anche per clienti europei?
Al momento l’atmosfera è cauta. “Soluzioni come cirBTC sono utili solo se non compromettono sicurezza e trasparenza in nome della velocità – commenta un analista milanese che preferisce restare anonimo – servirà monitorare con attenzione ogni mossa”. Nel mondo crypto la fiducia si guadagna passo dopo passo; solo allora si capirà davvero quanto spazio ci sarà per un nuovo protagonista tra i wrapped bitcoin dedicati agli investitori istituzionali.
