Bitcoin: Wall Street vende ma i long-term holder italiani rilanciano gli acquisti

Cristina Manetti

5 Luglio 2026

Milano, 5 luglio 2026 – Gli ETF spot su Bitcoin hanno chiuso la settimana con nuovi deflussi, confermando una tendenza ormai consolidata nelle ultime sessioni. Nel frattempo, una parte degli investitori di lungo periodo prova a frenare l’uscita massiccia di asset dal mercato. Secondo gli ultimi dati di CoinShares, aggiornati ieri sera alle 19, solo negli ultimi sette giorni dai principali fondi americani sono stati ritirati oltre 620 milioni di dollari in asset legati al primo cripto-asset per capitalizzazione. Un segnale chiaro del clima di incertezza che continua a pesare tra gli operatori, soprattutto dopo la brusca correzione avvenuta a giugno.

Pressione sugli ETF e reazioni dei gestori

Gli ETF spot su Bitcoin, lanciati negli Stati Uniti lo scorso anno con grande attesa, mostrano ancora segnali di debolezza. Gli investitori istituzionali, secondo alcuni gestori sentiti da alanews.it, stanno rivedendo le proprie strategie. “Il sentiment è cambiato rispetto a febbraio – spiega un analista di Franklin Templeton, uno dei primi gruppi ad aderire – ora si guarda con più attenzione alla volatilità e molti preferiscono ridurre l’esposizione, in attesa di segnali più chiari”.

I flussi negativi si registrano già dalla terza settimana di giugno. In particolare, il fondo Grayscale Bitcoin Trust (GBTC) ha subito prelievi importanti, confermando quanto emerso nei report della SEC. Anche BlackRock e Fidelity, pur sottolineando la solidità dei loro prodotti, ammettono un calo dell’interesse da parte della clientela istituzionale nelle ultime settimane.

Il ruolo degli investitori di lungo periodo

Nonostante gli ETF perdano terreno, c’è un gruppo di investitori storici – i cosiddetti “long-term holder” – che sembra voler approfittare del momento. “Abbiamo notato una ripresa nell’accumulo da parte degli indirizzi che detengono Bitcoin da più di 12 mesi”, spiega la società di analytics Glassnode, citando dati on-chain aggiornati al 4 luglio.

Secondo queste rilevazioni, nelle ultime due settimane gli indirizzi long-term hanno aumentato le proprie riserve di circa 40.000 BTC. Una cifra contenuta rispetto ai deflussi complessivi ma che mostra come una fetta del mercato stia cercando di assorbire le vendite degli investitori più speculativi.

Impatto sul prezzo e prospettive di mercato

Sul fronte prezzi, Bitcoin continua a muoversi intorno ai 53.000 dollari, con cali fino a 51.800 registrati martedì. La volatilità resta alta e diversi operatori non escludono ulteriori correzioni nel breve termine. “Gli investitori stanno ricalibrando il rischio dopo le decisioni della Fed e l’aumento delle tensioni geopolitiche”, commenta Giovanni Trezzi, portfolio manager presso Digital Value Partners.

La fuga dai fondi si riflette anche sulla liquidità del mercato crypto: le principali borse centralizzate – come Binance e Coinbase – segnalano un calo degli scambi medi giornalieri rispetto al trimestre precedente. Secondo uno studio pubblicato giovedì dalla rivista americana CryptoSlate, il volume medio degli scambi in dollari è sceso del 15% rispetto a maggio.

Un settore in cerca di segnali

In questa fase tutti guardano con attenzione ai prossimi dati macroeconomici e alle mosse delle autorità americane. Alcuni gestori sperano in una stabilizzazione già entro l’estate. “Molto dipenderà dall’atteggiamento della Fed e dalla capacità di trasmettere fiducia agli investitori istituzionali”, confida una fonte interna a BlackRock.

Resta però aperto il tema della regolamentazione, tornato al centro dell’attenzione dopo il recente richiamo della SEC ai fondi crypto per trasparenza informativa e gestione dei rischi legati alla liquidità. Le prossime settimane saranno decisive per capire se gli ETF spot Bitcoin riusciranno a invertire la rotta o se saranno ancora i long-term holder a dover assorbire ulteriori pressioni al ribasso.

Nel frattempo, tra Wall Street e le community online – dal forum Reddit r/Bitcoin ai canali Discord degli investitori retail – cresce il dibattito sulle vere prospettive del settore: c’è chi vede nell’attuale fase solo una presa di profitto dopo mesi in crescita e chi teme invece un cambio più profondo. Per ora i numeri parlano chiaro: i deflussi continuano e l’atmosfera resta tesa, in attesa di segnali più netti dai mercati finanziari.

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