Milano, 4 luglio 2026 – Bitcoin tiene duro, nonostante la pressione ribassista che continua a stringere i mercati globali da giorni. Nelle ultime 24 ore, il prezzo è riuscito a mantenersi sopra i 56.000 dollari, segnando una tenuta dei livelli di supporto che ha sorpreso più di qualcuno. I volumi di scambio, pur inferiori alla media settimanale, hanno mostrato qualche segnale di vitalità. Gli analisti però restano guardingi: il quadro economico internazionale e le mosse delle banche centrali continuano a pesare sul settore.
Bitcoin resiste ai supporti chiave, ma l’incertezza non molla
Da metà giugno Bitcoin naviga in un mare di ribassi consolidati, ma come sottolinea il trader milanese Marco Passoni: “sta mostrando una resistenza migliore del previsto in alcune zone tecniche, soprattutto tra 54.000 e 56.000 dollari”. Se però dovesse cadere questa fascia, gli esperti avvertono che le protezioni diventerebbero poche fino al livello dei 50.000 dollari. Solo a quel punto si potrebbe vedere un calo più deciso, forse fino ai 47.000. Al momento però il mercato risponde con prontezza ogni volta che i minimi vengono messi alla prova.
Le piattaforme più importanti come Binance, Coinbase e Bitstamp registrano transazioni giornaliere tra i 2,5 e i 2,9 miliardi di dollari da lunedì scorso. Sono cifre ancora robuste, ma lontane dai picchi primaverili. Tra operatori si parla di un clima “di attesa e analisi”, con prudenza diffusa sia tra gli investitori al dettaglio che tra quelli istituzionali.
Inflazione e politica monetaria: le incognite globali
Sul fronte macroeconomico pesa molto l’incertezza sull’inflazione americana e sulle decisioni della Federal Reserve. Ieri Jerome Powell ha parlato al summit di Washington sulle valute digitali (diretta streaming alle 17 ora italiana), lasciando intendere che eventuali tagli ai tassi non arriveranno prima della fine dell’estate. “La priorità resta mantenere stabile il sistema finanziario – ha detto – e stiamo tenendo d’occhio anche l’evoluzione delle criptovalute”.
In Europa si aspetta intanto il report trimestrale della BCE sulle valute digitali: secondo alcune indiscrezioni filtrate tra Francoforte e Bruxelles l’attenzione resterà puntata sulle stablecoin e sugli effetti della nuova regolamentazione MiCA – entrata in vigore a maggio – per operatori e investitori al dettaglio.
Investitori prudenti: tutti alla finestra
Intervistando alcuni professionisti della City londinese emerge un approccio piuttosto cauto: “Non è il momento per puntare su leve o grossi investimenti – spiega un gestore del fondo Altana Digital, che preferisce restare anonimo – I volumi si muovono solo su tentativi di rimbalzo o rapidi sell-off. Molti stanno in liquidità aspettando di capire se quota 55.000 resisterà anche nel weekend”. Questo atteggiamento riflette bene la diffidenza nata da settimane di alta volatilità.
Curiosamente però dal mercato dei derivati crypto al CME di Chicago arrivano segnali diversi: cresce la fetta di posizioni “protettive” con call e put pensate per coprire movimenti improvvisi nei prossimi dieci giorni. Segno di nervosismo ma anche di una certa abitudine a gestire i rischi.
Analisi tecnica: il trend resta giù con qualche segnale d’allarme
Guardando ai grafici degli ultimi mesi è chiaro che la tendenza principale è ancora ribassista. Silvia Roncalli di CryptoData Italia sintetizza così: “Finché non vedremo una chiusura sopra i 60.000 dollari con volumi importanti ogni rimbalzo rischia di essere solo temporaneo”. Allo stesso tempo invita a non sottovalutare segnali che indicano un possibile esaurimento della pressione in vendita: “I venditori stanno perdendo forza proprio sui minimi più importanti”.
Tra gli indicatori RSI e MACD si nota infatti una divergenza che in passato ha anticipato inversioni di tendenza. Un elemento seguito con crescente attenzione da chi investe.
Bitcoin sotto osservazione: prudenza e attesa restano le parole d’ordine
In definitiva, quanto visto nelle ultime ore conferma la sensazione di un mercato alla ricerca di una direzione precisa, appesantito dagli eventi globali ma anche dalle sue dinamiche interne. Chi segue da vicino queste oscillazioni guarda più ai grafici che alle previsioni a lungo termine: la stagione delle sorprese, almeno per ora, non sembra ancora finita.