Milano, 17 ottobre 2026 – Nelle ultime 24 ore Bitcoin ha provato a riprendersi dopo un’ondata di liquidazioni che ha superato il miliardo di dollari. Un colpo che ha scosso gli investitori e riaperto il dibattito sulle prospettive a breve della principale criptovaluta. Il fenomeno si è concentrato tra la notte di martedì e la mattinata di oggi, coinvolgendo soprattutto chi aveva puntato in leva sui principali exchange internazionali. Nonostante qualche tentativo di rimbalzo, il mercato dei futures e i più importanti prediction market restano sotto la spinta dell’incertezza, con un momentum tutt’altro che solido.
Segnali contrastanti dal mercato dopo il crollo delle posizioni in leva
I dati di CoinGlass, confermati dagli operatori del settore, parlano chiaro: il picco delle liquidazioni è arrivato tra le 3 e le 8 del mattino (ora italiana), con oltre 1 miliardo di dollari cancellati in poche ore. A farne le spese sono stati soprattutto i trader che puntavano su un rialzo dei prezzi. “È successo tutto molto in fretta, quasi senza margini per reagire”, racconta Francesco Greco, analista di Digital Assets Advisory a Milano. Binance, OKX e Bybit hanno registrato volumi fuori misura rispetto alla media delle ultime settimane.
Il prezzo di Bitcoin è sceso fino a quota 56.000 dollari nella notte, per poi risalire sopra i 58.000 cercando una nuova stabilità. Ma molti operatori notano come la volatilità resti alta: oscillazioni ampie che tradiscono nervosismo e poca chiarezza tra gli investitori istituzionali. “Le posizioni aperte ci sono ancora, ma la leva finanziaria si è decisamente ridotta”, aggiunge Greco, parlando di una vera “fase di reset tecnico”.
Momentum debole, previsione difficile anche tra gli operatori professionali
Nonostante il parziale recupero delle ultime ore, il sentiment sul breve termine resta carico di incertezza. Le piattaforme più usate per le previsioni come Polymarket mostrano un quadro diviso: c’è chi punta sul recupero e chi teme nuovi cali nelle prossime settimane. L’“open interest” sui futures – cioè la quantità totale di contratti aperti – è calato del 9% rispetto alla settimana scorsa, segno che molti trader stanno giocando d’anticipo e preferiscono prudenza.
“La situazione è molto fluida”, spiega Elisa Bonati, quant strategist di Bitstatics. “I modelli algoritmici faticano a dare indicazioni: quel momentum positivo delle scorse settimane si è fermato con la correzione del 15 ottobre”. Il passaggio sotto i 58.000 dollari viene visto da diversi analisti come una soglia psicologica importante. Intanto sui social e nelle community specializzate si attende con attenzione nuovi dati macroeconomici dagli Stati Uniti prima di fare previsioni più solide.
Pressioni dal contesto macro e attese sulle mosse della Fed
Dietro l’andamento recente di Bitcoin ci sono fattori che vanno ben oltre il mondo crypto. A pesare sono le attese per la prossima riunione della Federal Reserve, in programma tra dieci giorni, e l’incertezza legata agli ultimi dati sull’inflazione americana. “Fino a quando non avremo chiarezza sulle prossime mosse della Fed riguardo ai tassi sarà difficile per il comparto crypto trovare una direzione netta”, avverte Sergio Pasini, docente di Finanza all’Università Bocconi.
Anche l’umore degli investitori sugli asset tecnologici al Nasdaq gioca un ruolo indiretto sulla voglia di rischio nel mondo crypto, spesso alla ricerca di segnali anticipatori.
Investitori retail cauti, meno leva e maggior attenzione ai rischi
Guardando ai numeri on-chain emerge come la quota degli investitori retail sia rimasta praticamente stabile negli ultimi giorni. Però si vede una netta riduzione nell’uso della leva finanziaria: il rapporto leverage ratio è ai minimi da metà agosto. Nei gruppi Telegram italiani dedicati alle criptovalute – come “BTC Italia” o “CriptoNotizie” – non mancano messaggi preoccupati per la rapidità dei recenti movimenti.
“In momenti così convulsi si tende a ridurre l’esposizione o addirittura a restare liquidi in attesa”, racconta un utente storico del forum Bitcointalk che preferisce restare anonimo. Non mancano casi di trader che hanno chiuso posizioni anche in perdita per limitare rischi davanti a possibili scossoni improvvisi.
Prospettive a breve: volatilità alta e strategie prudenti
A metà mattinata mercoledì, Bitcoin si muove ancora tra i 58.000 e i 59.500 dollari, senza segnali netti né verso l’alto né verso nuovi minimi. Gli istituzionali aspettano sviluppi dalla macroeconomia e dalle banche centrali; intanto resta d’obbligo prudenza: meno leva, stop loss più stretti e attenzione ai livelli tecnici fondamentali.
La giornata potrebbe dire se questo rimbalzo sarà solido o se prevarrà l’incertezza: una sfida ancora aperta tra fiducia e cautela che lascia il futuro della criptovaluta principale sospeso tra tentativi di recupero e onde lunghe di volatilità.