Milano, 4 marzo 2026 – Bitcoin, la criptovaluta più conosciuta e scambiata al mondo, ha messo a segno un nuovo balzo durante la notte tra il 3 e il 4 marzo, spingendosi fino a 68.000 dollari nelle prime ore di contrattazione asiatica, proprio mentre la borsa di Hong Kong si avvicinava alla pausa pranzo. A spiegare questa impennata sono gli operatori e gli analisti di mercato: dietro ci sarebbe un mix di fattori, dall’ottimismo sul prossimo taglio dei tassi da parte della Federal Reserve alla crescente domanda istituzionale nell’area asiatica.
Il balzo notturno e l’onda lunga sui mercati asiatici
Mentre in Italia era ancora mattina presto, Bitcoin ha messo la freccia superando quota 68.000 dollari. I movimenti più intensi sono partiti intorno alle 2:30 CET, con una certa volatilità che ha animato gli scambi fino a poco dopo mezzogiorno a Hong Kong. In quel momento, l’indice Hang Seng mostrava segni di buonumore. Stando ai trader sentiti da alanews.it, il rialzo sarebbe spinto da ordini importanti provenienti dal Far East, con l’idea che gli ETF spot appena lanciati negli Stati Uniti continuino ad attirare soldi dai mercati tradizionali verso il mondo crypto.
“Tra le 8 e le 10 ora locale abbiamo visto afflussi significativi,” racconta Jun Li, analista di Huobi Global. “Gli investitori istituzionali vogliono arrivare preparati a quello che potrebbe succedere con le prossime riunioni delle banche centrali.” Un clima che ha fatto crescere l’interesse asiatico per Bitcoin, soprattutto in una fase di oscillazioni non banali nei mercati azionari regionali.
I driver della corsa: ETF, Federal Reserve e domanda asiatica
Dietro la spinta in alto ci sono almeno tre motivi principali. Primo: il successo degli ETF su Bitcoin quotati a New York — che secondo Bloomberg hanno raccolto più di 8 miliardi di dollari dall’inizio dell’anno — fa sentire la sua influenza anche fuori dagli Stati Uniti. Secondo: cresce la possibilità che la Fed tagli i tassi entro l’estate e questo spinge gli investitori a cercare asset più rischiosi.
Terzo e non meno importante è il ruolo crescente della domanda asiatica. “Nelle ultime ore i volumi su piattaforme come Binance e OKX sono saliti parecchio,” conferma Marco Dotti, strategist crypto di Banca Sella. In tutto, sulle principali piattaforme sono passati più di 15 miliardi di dollari solo nelle ultime 24 ore in scambi su Bitcoin.
Tra resistenze tecniche e prudenza degli investitori
Dal punto di vista tecnico, i trader vedono nei 70.000 dollari un livello chiave da superare. Finora però ogni tentativo è stato respinto da chi incassa profitti o dagli ordini automatici degli algoritmi. “Tutti tengono d’occhio cosa fanno gli ETF spot,” commenta un trader londinese che preferisce restare anonimo. “Non escludo che nei prossimi giorni si possa andare oltre questo tetto.”
Dall’altra parte però qualcuno mette in guardia: “La volatilità è ancora alta, si rischiano correzioni improvvise,” dice Elisa Fiorani di Intesa Sanpaolo. Anche i volumi record nei derivati Bitcoin — soprattutto sui future a breve termine al CME — fanno suonare qualche campanello d’allarme in chi segue il mercato da vicino.
Scenario globale tra regole incerte e attese macroeconomiche
Sul piano internazionale la situazione resta complessa. Negli Stati Uniti le autorità hanno scelto una linea più aperta con il via libera ai primi ETF su Bitcoin, mentre in Asia prevale ancora qualche dubbio sulle regole: Singapore e Hong Kong stanno rivedendo le normative, mentre Pechino mantiene il divieto ufficiale sul trading delle criptovalute. In mezzo a questo clima incerto non mancano però segnali contrastanti: “Molte fintech stanno spostando alcune attività verso zone meno regolamentate come Dubai,” aggiunge Dotti.
Con lo sguardo rivolto alle prossime mosse delle banche centrali (la Fed deciderà il suo futuro passo il 19 marzo), tutti tengono d’occhio livelli simbolici come i 70.000 dollari per capire se si aprirà una nuova fase oppure arriveranno frenate improvvise. “Il mercato è imprevedibile,” ammette Jun Li, “ma almeno nel breve sembra aver trovato una direzione.”
Solo con dati macro più chiari e una posizione netta delle autorità finanziarie internazionali si potrà capire se questa nuova corsa delle criptovalute sarà un vero cambio di passo o solo un fuoco di paglia nei grafici del mercato digitale.
