Milano, 19 ottobre 2026 – Oggi il Bitcoin è scivolato sotto la soglia degli 80.000 dollari, in una giornata segnata da vendite diffuse che hanno colpito prima i listini asiatici e poi anche Wall Street. La discesa, partita nelle prime ore a Seoul e Tokyo, ha coinvolto molti titoli tecnologici, spingendo gli operatori a chiedersi: siamo davvero tornati in modalità risk-off?
Vendite tecnologiche partono dall’Asia: Seoul e Tokyo guidano la discesa
La mattinata asiatica è stata all’insegna della tensione e della volatilità. A Seoul, l’indice KOSPI ha perso più del 3% già prima di mezzogiorno (ora locale), trascinato dai ribassi di giganti come Samsung Electronics e SK Hynix. “Si percepisce un nervosismo diffuso – ha detto Kim Dae-Hyun di Hanwha Investment – tra dati macro deludenti e le crescenti tensioni geopolitiche”. Poco più a est, il Nikkei ha lasciato sul campo il 2,8%, con un’uscita massiccia dai titoli growth più esposti alle vendite globali. Tra i temi caldi nelle sale trading di Tokyo c’è la correzione di Softbank, che in poche ore ha visto volatilizzarsi quasi 5 miliardi di dollari in capitalizzazione.
Da quanto emerge dagli operatori, la mossa sarebbe stata innescata da flussi automatici. “Gli algoritmi hanno fiutato debolezza e hanno amplificato il trend”, ha confidato un gestore locale, sottolineando che la pressione arriva soprattutto dai fondi esteri.
Bitcoin scende: test dura sui 80.000 dollari
Nel bel mezzo del panic selling asiatico sono finite nel mirino anche le criptovalute. Il Bitcoin ha preso una rapida piega al ribasso, passando da 84.200 a toccare quota 80.000 dollari intorno alle 8 del mattino (ora italiana). Si tratta dei livelli più bassi da fine settembre, con volumi sopra la media delle ultime due settimane. “Abbiamo visto liquidazioni forzate su posizioni a leva”, ha spiegato Marcello Di Lorenzo, strategist di Banca Sella Digital Assets.
Anche gli altri asset digitali non sono rimasti immuni: Ethereum è sceso sotto i 4.300 dollari, mentre Solana si è spinta verso quota 120. Secondo Coinglass, la somma delle liquidazioni long su Bitcoin ed Ethereum durante la notte si è avvicinata ai 350 milioni di dollari.
Onde d’urto anche negli Stati Uniti
Anche se meno intense, le vendite si sono fatte sentire pure a Wall Street fin dall’apertura dei future: il Nasdaq ha perso l’1,2%. I titoli tecnologici hanno guidato le perdite: Apple (-2,1% in pre-market), Nvidia e Meta Platform tra i più colpiti. “Le prese di beneficio erano nell’aria – ha ammesso un trader a New York – dopo il rally degli ultimi mesi molte posizioni erano diventate fragili”.
Al centro dell’attenzione restano sempre le mosse delle banche centrali. Il presidente della Fed, Jerome Powell, intervenuto al Peterson Institute, ha ribadito cautela: “Il contesto resta incerto – ha detto – monitoriamo con attenzione i rischi”. Parole che gli investitori hanno letto come un segnale di prudenza e attesa.
Perché questa correzione? Tra numeri macro e tensioni geopolitiche
Ma cosa sta davvero dietro questo scivolone improvviso? Le cause sono diverse. I dati pubblicati ieri dalla Bank of Korea mostrano una crescita del PIL nel terzo trimestre sotto le attese (+0,4%). Sullo sfondo pesa anche l’escalation della crisi nel Mar Cinese Meridionale: “Le tensioni tra Cina e i suoi avversari occidentali aumentano l’avversione al rischio”, spiegano gli strategist di Nomura.
Gli occhi sono puntati anche sul mercato obbligazionario: il rendimento del Treasury decennale Usa è salito al 4,94%, ai massimi da due anni, spingendo molti investitori a lasciare asset più rischiosi. “Quando i bond offrono cedole così alte – dice Marco Rizzo di Intesa Sanpaolo – molti preferiscono ridurre esposizione in azioni e crypto”.
Prospettive incerte: Bitcoin resta sotto osservazione
Il calo del Bitcoin sotto gli 80.000 dollari riporta al centro della scena la vulnerabilità dei mercati dopo mesi di forte rialzo. “Non è panico vero e proprio – commenta un desk milanese – ma l’aria si è fatta decisamente più prudente”. Tutto dipenderà dalle prossime mosse della Federal Reserve e dai dati macro in arrivo dagli Stati Uniti.
Nel frattempo gli investitori restano cauti. Dai volumi di oggi si capisce che la diffidenza verso i rischi è tornata evidente. Eppure nei mercati digitali basta poco per cambiare rotta all’improvviso. Le prossime ore saranno delicate per chi opera su Bitcoin, ma anche per i mercati asiatici e i titoli tecnologici globali.