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Home Cyber Security

Artemis II verso la Luna: problemi tecnici a bordo con Microsoft Outlook durante la missione storica

Salvatore Broggi by Salvatore Broggi
2 Aprile 2026
in Cyber Security

Houston, 2 aprile 2026 – Oggi alle 10:37 locali, dal Kennedy Space Center in Florida, è partito il volo di Artemis II, il primo viaggio umano verso la Luna dopo oltre mezzo secolo. A bordo della capsula Orion ci sono quattro astronauti: Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, accolti da una folla che ha iniziato ad arrivare fin dall’alba. Ma a poche ore dal lancio sono già spuntati i primi problemi: diversi guasti tecnici, fra cui un malfunzionamento inatteso del sistema di posta elettronica Outlook installato sui dispositivi dell’equipaggio.

Il primo volo umano sulla Luna dopo mezzo secolo

La missione Artemis II segna il ritorno dell’uomo verso la Luna dopo le storiche Apollo, concluse nel ’72. Gestito dalla NASA insieme all’Agenzia spaziale canadese, questo lancio è una tappa decisiva del programma Artemis, che punta a riportare astronauti americani e alleati in orbita lunare e poi, nei prossimi anni, anche sulla superficie.

Questa volta però non si scenderà sul suolo lunare: l’obiettivo è orbitare attorno alla Luna per mettere alla prova in condizioni reali i sistemi di navigazione, supporto vitale e comunicazione. L’attenzione degli ingegneri è stata proprio su questi aspetti, considerati il cuore tecnologico della missione.

Problemi tecnici dopo il lancio

Qualche ora dopo il decollo sono arrivati i primi segnali d’allarme. “Abbiamo riscontrato un malfunzionamento nel sistema di posta elettronica Outlook sui tablet dell’equipaggio”, ha spiegato in conferenza stampa Susan McFadden, portavoce della NASA. “Gli astronauti non riescono a ricevere gli aggiornamenti automatici dal centro di controllo.”

Non è tutto: piccoli intoppi hanno coinvolto anche i sistemi di raffreddamento e alcune procedure di diagnostica. Stando alle prime valutazioni degli ingegneri, nessuno di questi problemi mette a rischio la sicurezza del team o compromette il successo della missione.

“La situazione è sotto controllo,” ha tranquillizzato McFadden. “Gli astronauti stanno lavorando con il supporto del team a terra per risolvere tutto.” Le comunicazioni principali viaggiano comunque sui canali radio tradizionali, ma la mancanza di sincronizzazione delle email ha creato qualche grattacapo operativo. “Strano a dirsi,” ha ammesso un tecnico coinvolto nel progetto, “ma capita anche nello spazio.”

Le reazioni a caldo degli astronauti

Reid Wiseman, comandante della missione, ha commentato via radio con una punta d’ironia: “Nessuno riceve mai la posta elettronica quando serve davvero. È confortante sapere che succede pure qui.” Gli altri membri dell’equipaggio hanno preso la cosa con filosofia. Christina Koch, la prima donna in decenni a volare verso la Luna, ha detto: “Fa parte del gioco. Siamo pronti a gestire questi imprevisti.”

Le parole del team raccontano un approccio pragmatico tipico della NASA: al centro di controllo di Houston l’atmosfera resta tesa ma senza panico. “Abbiamo procedure pronte per ogni evenienza,” ha ricordato uno degli operatori durante il briefing delle 12:00 locali.

Un banco di prova per la tecnologia spaziale

Il guasto a Outlook – che sulla Terra può sembrare banale – mette in luce quanto siano complesse le infrastrutture informatiche dentro le capsule moderne. Questi sistemi non si limitano alle comunicazioni interne ma gestiscono anche dati vitali su ambiente e parametri degli astronauti.

Secondo Charles Leung, responsabile informatico della missione, “le patch di sicurezza vengono testate per mesi prima del lancio. Però lo spazio può sempre riservare sorprese che a terra non si vedono.” Microsoft è stata subito informata e collabora da remoto per trovare una soluzione.

Cosa succede ora

Nei prossimi giorni l’equipaggio continuerà verso l’orbita lunare seguendo la tabella di marcia prevista. Il ritorno sulla Terra è fissato fra nove giorni con ammaraggio nell’Oceano Pacifico vicino alle Hawaii. Gli ingegneri sperano di risolvere il problema informatico prima che gli astronauti completino il giro intorno alla Luna.

Intanto la missione va avanti regolare e al centro di controllo di Houston restano attenti su ogni dettaglio: “La priorità è sempre la sicurezza dell’equipaggio,” hanno ribadito i responsabili NASA.

Per ora il ritorno dell’uomo sulla Luna dopo cinquant’anni è realtà – anche se con qualche email in meno.

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