Addio colla: il laser innovativo che trasforma la carta in adesivo naturale e sostenibile

Salvatore Broggi

14 Aprile 2026

Milano, 14 aprile 2026 – I ricercatori del Politecnico di Milano hanno svelato ieri un metodo rivoluzionario per sigillare la carta senza usare colle, una svolta importante nella lotta contro l’inquinamento provocato dagli adesivi chimici nelle filiere industriali. La scoperta, presentata in una conferenza stampa alle 10.30 nell’aula magna di Piazza Leonardo da Vinci, potrebbe cambiare per sempre il modo di confezionare prodotti, stampare libri e gestire documenti ufficiali. Non si tratta solo di una novità tecnologica: come ha ricordato la professoressa Chiara Beretta davanti a studenti e imprenditori, questa innovazione coinvolge direttamente aziende e consumatori.

Sigillatura della carta senza colla: come funziona la nuova tecnologia

L’obiettivo del team era semplice ma ambizioso: trovare un’alternativa alle colle sintetiche, che spesso derivano dal petrolio e inquinano l’ambiente. Invece di aggiungere sostanze esterne, gli esperti hanno messo a punto un processo che modifica la microstruttura della cellulosa usando solo pressione e calore controllati. “Abbiamo imparato a far aderire le fibre di cellulosa tra loro – ha spiegato Beretta – applicando pressione e calore per pochi secondi, senza lasciare residui appiccicosi o sostanze tossiche”.

Durante la dimostrazione sono stati mostrati fogli di carta sigillati con questo metodo: risultano quasi impermeabili e resistenti agli strappi. I dettagli tecnici – temperatura tra i 90 e i 110 gradi, pressione tra 20 e 40 bar – sono disponibili sul sito dell’ateneo. “Ci abbiamo lavorato mesi – ha detto il dottor Marco Vitale, responsabile del laboratorio –, rischiavamo di bruciare la carta o renderla troppo fragile”.

Sostenibilità e impatti ambientali: meno rifiuti, più riciclo

Oggi la maggior parte degli imballaggi in carta viene chiusa con adesivi industriali che rendono il riciclo più complicato. Spesso gli scarti finiscono in discarica o richiedono trattamenti chimici per essere riutilizzati. “Eliminare le colle vuol dire non solo risparmiare materiali ma anche ridurre l’impatto ambientale delle cartiere”, spiegano i ricercatori.

Uno studio pubblicato su Nature Sustainability stima che ogni anno il settore cartario europeo produce circa 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti da adesivi. Con questa nuova tecnica, calcola il team milanese, si potrebbe abbattere fino al 90% questo tipo di rifiuti. Senza contare che non si usano solventi o reagenti tossici, solo energia elettrica adattata al tipo di carta.

Applicazioni pratiche: dal packaging agli archivi storici

Subito dopo l’annuncio, diverse aziende nel mondo del packaging hanno chiesto dettagli per partire con test pilota già entro l’estate. “Stiamo valutando utilizzi per buste alimentari e confezioni farmaceutiche”, ha rivelato Carlo Martelli, direttore della Sacep, leader nel confezionamento ecologico. Anche le tipografie si mostrano curiose: poter chiudere volumi o documenti riservati senza nastri adesivi sarebbe un cambiamento importante.

C’è anche un lato legale da considerare: alcuni enti pubblici stanno pensando di adottare la sigillatura termica per atti ufficiali o certificati elettorali. “Servono sistemi più puliti e sicuri”, spiega Giulia Ricci dell’Archivio di Stato di Milano. “Gli adesivi tradizionali rischiano di danneggiare i documenti nel tempo; ci serve una soluzione che protegga senza complicazioni”.

I prossimi passi e le reazioni del settore

La tecnologia è già brevettata ma – come sottolinea la nota del Politecnico – è aperta a collaborazioni con aziende italiane ed estere. Il Ministero dell’Ambiente ha richiesto un incontro tecnico nei prossimi giorni per valutare possibili incentivi alla sperimentazione su larga scala. “Ridurre i rifiuti è una priorità”, fanno sapere fonti ministeriali.

Entusiasmo anche tra le associazioni ambientaliste: “Soluzioni concrete come questa non arrivano spesso sul mercato”, dice Valeria Grossi di Legambiente Lombardia. “La carta sigillata senza colla può sembrare un dettaglio, ma moltiplicato per milioni di prodotti ogni giorno cambia davvero le carte in tavola”.

Resta da vedere come e quando l’industria integrerà questo sistema nei processi produttivi tradizionali. Intanto però il segnale è chiaro: meno sostanze chimiche nelle nostre mani, più sostenibilità nella vita di tutti i giorni. E una carta pronta a giocare un ruolo da protagonista nella transizione verde.

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