XRP ETF registra una fuga da 40,8 milioni di dollari nel primo giorno di uscita del 2024

Salvatore Broggi

8 Gennaio 2026

Milano, 8 gennaio 2026 – Il mercato degli ETF sulle criptovalute ha cambiato bruscamente rotta mercoledì 7 gennaio. I fondi legati a Bitcoin ed Ether hanno subito deflussi pesanti, interrompendo la serie positiva degli ultimi giorni. Un segnale che ha acceso dubbi tra investitori e addetti ai lavori sulle prospettive a breve termine di questi strumenti.

Deflussi a sorpresa dagli ETF su Bitcoin ed Ether

Dopo un avvio di anno con afflussi costanti, il settore degli ETF crypto ha invertito la tendenza. I dati di CoinShares mostrano come solo mercoledì siano usciti oltre 120 milioni di dollari dai principali fondi su Bitcoin, e circa 40 milioni da quelli legati a Ether. Un brusco cambio di passo, soprattutto se si pensa al trend positivo che aveva caratterizzato la fine del 2025. “È stata una presa di profitto veloce, probabilmente spinta da posizioni speculative o timori sui tassi”, ha commentato James Butterfill, capo ricerca di CoinShares, in una nota ai media.

Volatilità e prudenza: come reagiscono gli investitori

La volatilità è tornata protagonista: il prezzo di Bitcoin è sceso sotto i 44mila dollari per alcune ore, mentre Ether ha toccato i minimi settimanali intorno a 2.170 dollari. Dietro le scrivanie, il clima è cambiato in fretta. “Dopo le feste abbiamo visto entrare tanti soldi nei nostri ETF, soprattutto da piccoli investitori. Ma già martedì sera l’umore si è fatto più cauto. Il giorno dopo diversi clienti istituzionali hanno deciso di alleggerire”, racconta un analista di Franklin Templeton che segue da vicino i flussi crypto.

Non si tratta solo di numeri: a Wall Street il tema degli ETF crypto resta caldo. L’attesa per la decisione finale della SEC sui nuovi prodotti spot mantiene alta la tensione. “Siamo in una fase delicata: ogni mossa viene amplificata dall’incertezza sulle regole”, spiega Matthew Hougan di Bitwise durante una call pubblica nel pomeriggio.

Tassi Usa e aspettative macro mettono pressione

Un altro fattore dietro i deflussi recenti sono le aspettative sui tassi d’interesse americani. Dopo la pubblicazione dei verbali della Fed martedì sera – analizzati nella mattinata europea – il dollaro si è rafforzato, penalizzando gli asset più rischiosi. “Quando il dollaro sale, le criptovalute soffrono perché sono viste come investimenti alternativi e volatili”, dice un gestore di Pictet Asset Management.

Nonostante questo, gli ETF crypto segnano ancora una raccolta positiva dall’inizio dell’anno, anche se con un ritmo più lento rispetto alle previsioni iniziali. “Da gennaio i flussi netti sono ancora sopra i 180 milioni di dollari a livello globale, ma la velocità si è dimezzata rispetto ai primi giorni dopo Capodanno”, conferma CoinShares. Ora tutto dipenderà dai prossimi dati sull’inflazione americana – in arrivo venerdì – e dai risultati trimestrali delle grandi tech.

Prospettive incerte: pausa o svolta?

Il quadro rimane incerto. C’è chi parla solo di una pausa dopo lo sprint natalizio; altri temono un consolidamento più lungo. Sul fronte regolamentare, la SEC dovrebbe decidere entro fine mese sull’ok ai nuovi ETF spot su Bitcoin, passaggio fondamentale per la fiducia del mercato.

Nel frattempo gli esperti invitano alla cautela. “Il mercato degli ETF crypto è ancora giovane, reagisce forte agli eventi esterni ed è spesso imprevedibile”, ammette Simon Peters di eToro UK in un webinar dedicato agli investitori privati. Solo il tempo dirà se lo stop netto visto mercoledì è una semplice pausa o l’inizio di una correzione più ampia.

Quel che appare chiaro è che questa settimana ha segnato una svolta nel sentimento generale: la corsa ai nuovi record sembra rallentare e investitori – sia istituzionali che retail – guardano con attenzione alle mosse delle autorità americane e ai livelli chiave dei prezzi: i 43mila dollari per Bitcoin e i 2.100 per Ether restano sotto osservazione serrata. Nei prossimi giorni conteranno soprattutto i volumi: saranno loro a dire se mercoledì è stato solo un momento isolato o l’avvio di un nuovo capitolo per gli ETF sulle criptovalute.

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