Roma, 29 marzo 2026 – Da oggi chi usa WhatsApp in Italia può finalmente blindare l’accesso alle chat più delicate. L’annuncio è arrivato questa mattina direttamente da Meta, con sede a Menlo Park, ma già da qualche ora molti utenti hanno notato la novità sull’app, sia su iPhone che su Android. Lo scopo, spiegano da Meta, è aggiungere un “piano in più” per garantire privacy e sicurezza alle conversazioni personali.
La nuova funzione: come proteggere le chat una per una
Dopo mesi di richieste – anche da parte delle associazioni dei consumatori – WhatsApp introduce la possibilità di bloccare singole chat. In pratica, ognuno potrà decidere quali conversazioni mettere sotto chiave, usando l’impronta digitale, il riconoscimento facciale o un semplice PIN. Una volta attivata l’opzione, quelle chat spariranno dalla lista principale.
Per rivederle, serve superare l’autenticazione: impronta, volto o codice segreto. “Questa funzione nasce per chi condivide il telefono o vuole solo un po’ più di riservatezza”, ha spiegato Will Cathcart, capo di WhatsApp a livello globale.
Dove trovare l’opzione e come si attiva
Attivare il blocco è semplice: basta entrare nella chat desiderata, toccare il nome del contatto o del gruppo e scegliere “Blocca chat” (o “Lock chat” se l’app è in inglese). A quel punto WhatsApp guida nella scelta tra autenticazione biometrica o PIN. Le chat protette spariscono dalla lista normale e si spostano in una sezione nascosta, accessibile solo dopo aver passato il controllo.
Stamattina a Roma abbiamo provato: la funzione è già disponibile per chi ha aggiornato l’app alla versione 2.24.8 o successive. Nessun costo extra: è tutto gratis. Qualche piccolo intoppo all’inizio – alcuni hanno dovuto riavviare app o telefono – ma le difficoltà si sono subito ridotte.
Privacy e sicurezza: cosa dicono gli utenti
La questione della privacy su WhatsApp torna al centro del dibattito. “Era ora”, commenta Giuseppe, 28 anni, studente a Bologna. “A volte lascio il telefono in giro e non voglio che tutti leggano i miei messaggi”. Simile il pensiero di Silvia, impiegata a Torino: “Non sto nascondendo niente di grave, ma ognuno ha bisogno di uno spazio privato nelle chat”. Intanto sul web spuntano i primi tutorial e guide pratiche.
Meta rassicura che le chat bloccate restano protette dalla solita crittografia end-to-end, attiva dal 2016 su tutte le conversazioni. “I messaggi non sono mai salvati sui nostri server e nessuno può leggerli”, precisa Cathcart. Resta però il fatto che chi conosce il PIN o ha accesso all’impronta può aggirare il blocco.
Come cambierà l’uso delle chat e cosa aspettarsi
Secondo i dati AGCOM del 2025, oltre il 94% degli italiani tra i 15 e i 60 anni usa WhatsApp come strumento principale per messaggiare. Ora poter isolare certe conversazioni – familiari, lavoro o amici stretti – potrebbe rivoluzionare ancora una volta come gestiamo le relazioni digitali, soprattutto chi condivide il telefono o lo lascia incustodito.
“Riceviamo richieste così ogni giorno”, ha ammesso Cathcart durante una call con alcuni giornalisti italiani nel pomeriggio. Meta promette aggiornamenti continui e ascolto dei feedback: tra le novità in arrivo ci sono backup crittografati e sistemi per recuperare l’accesso alle chat bloccate in caso di perdita del dispositivo.
Utile ma serve attenzione ai rischi
Gli esperti invitano alla cautela nell’usare la nuova funzione. “Il blocco dà un livello extra di protezione”, spiega Giovanni Ziccardi, docente di Informatica giuridica all’Università Statale di Milano. “Ma nessuna tecnologia è infallibile: la vera privacy si costruisce anche con comportamenti attenti”.
Per ora sembra funzionare senza intoppi: nessun bug grave né problemi nell’uso quotidiano segnalati finora. WhatsApp conferma che la novità arriverà presto anche in altri Paesi. Solo allora potremo dire che l’era delle chat senza difese potrebbe davvero essere finita.
