Milano, 15 dicembre 2025 – Visa, uno dei principali nomi nel mondo dei pagamenti, ha lanciato oggi un nuovo servizio di consulenza rivolto a banche e aziende che vogliono capire meglio le potenzialità delle stablecoin. L’annuncio, fatto dalla sede europea in via Agnello a Milano poco dopo le 9.30, mette in chiaro l’intento: aiutare il settore privato a muoversi con più sicurezza verso queste valute digitali, sempre più viste come la prossima frontiera nei pagamenti.
Stablecoin: tra innovazione digitale e sicurezza
La mossa di Visa arriva in un momento di grande fermento nel mondo dei pagamenti, che punta sempre più a soluzioni digitali avanzate. Le stablecoin sono criptovalute ancorate a una valuta tradizionale, come euro o dollaro. Questo le rende più stabili rispetto ad altre criptovalute come il Bitcoin. “Le banche ci chiedono chiarezza e sicurezza su questi strumenti nuovi”, ha detto Giovanni Dalla Torre, responsabile innovazione di Visa Italia. “Per questo vogliamo offrire un supporto concreto a chi sta pensando di integrare le stablecoin nei propri servizi”.
Una ricerca recente della Banca Centrale Europea mostra che nel 2025 le stablecoin potrebbero superare il 20% delle transazioni digitali tra imprese a livello internazionale, specialmente tra operatori logistici e distributori con filiali in diversi Paesi. Oggi però solo il 7% degli istituti di credito europei ha già soluzioni integrate per gestire questi asset digitali.
Consulenza pratica: dalla gestione ai regolamenti
Il programma di Visa prevede una serie di incontri – sia dal vivo sia online – con i responsabili delle principali banche italiane e multinazionali attive in Italia. “Si parlerà di tutto: dalla scelta del fornitore alla gestione dei rischi operativi e delle norme”, si legge nel comunicato ufficiale.
La questione della regolamentazione resta al centro del dibattito. Con il regolamento MiCA entrato in vigore lo scorso giugno, l’Unione europea impone requisiti rigidi sulla tracciabilità delle transazioni e sulla tutela dei dati dei clienti. “Siamo ancora nella fase esplorativa – ha ammesso un manager di Intesa Sanpaolo durante una tavola rotonda promossa da Visa –. Serve fare chiarezza su responsabilità, custodia degli asset e costi”.
Non mancano dubbi su privacy, sostenibilità e impatto tecnologico. Alcuni istituti preferiscono andare piano: “Seguiamo con attenzione ma senza fretta”, ha confidato un dirigente del Banco BPM.
Pagamenti più veloci ma anche rischi da tenere d’occhio
Secondo Visa, le stablecoin possono portare vantaggi reali soprattutto nei pagamenti internazionali, tagliando tempi e costi rispetto ai sistemi tradizionali come Swift o SEPA. Un bonifico transfrontaliero via stablecoin può essere completato in meno di cinque minuti. Ma i rischi ci sono: le autorità temono possibili usi impropri per riciclaggio o evasione fiscale.
“Per le aziende esportatrici italiane le stablecoin sono uno strumento veloce”, ha detto Cristina Serra, consulente finanziaria di Confindustria Digitale. “Ma senza regole chiare si rischiano zone grigie difficili da gestire”.
C’è anche la questione dell’integrazione con i sistemi esistenti. “Non tutte le piattaforme sono compatibili, servono investimenti su sicurezza informatica e formazione”, ha ricordato l’ad di Nexi Payments durante l’evento “Future Money” a Porta Nuova.
Il ruolo sempre più forte delle grandi tech
La scelta di Visa segue un trend ben chiaro: i big della tecnologia guardano con interesse al mondo delle valute digitali. Da mesi aziende come PayPal e Stripe testano soluzioni simili negli Stati Uniti e in Asia. In Italia siamo ancora all’inizio. Solo alcune grandi realtà – Luxottica, Eni, Campari – stanno valutando di usare stablecoin o token digitali per pagare fornitori.
Dalla Torre mette le cose in prospettiva: “Serve tempo per costruire fiducia, ma vediamo segnali positivi soprattutto tra i giovani imprenditori”.
Tra speranze e incognite
Nei prossimi mesi Visa vuole ampliare l’offerta inserendo anche corsi per i team IT delle aziende clienti. L’interesse è alto, ma restano molti dubbi aperti. Il vero nodo sarà convincere i consumatori: “La sfida più grande è spiegare perché fidarsi delle stablecoin”, ha concluso un analista della Banca d’Italia al termine dell’incontro milanese.
Il settore dei pagamenti si trova davanti a un bivio importante: tra la promessa della digitalizzazione sicura e la necessità di nuove regole condivise. Per ora tocca ascoltare i timori e le richieste degli operatori con lo sguardo fisso su un futuro ancora tutto da scrivere.
