New York, 24 marzo 2026 – Il Congresso degli Stati Uniti sta per affrontare un tema che potrebbe davvero cambiare le regole del gioco nel mondo della finanza. Mercoledì, la Commissione per i servizi finanziari della Camera ascolterà i vertici di Nasdaq, DTCC e della Blockchain Association per capire se e come spostare l’immensa macchina degli scambi di titoli – quel complesso “dietro le quinte” di Wall Street – su piattaforme digitali basate sulla blockchain. L’appuntamento è alle 10 del mattino nell’aula Rayburn e potrebbe segnare una svolta importante nel rapporto tra finanza tradizionale e tecnologie decentralizzate.
Blockchain in Borsa Usa: una possibile rivoluzione
Il cuore della discussione sarà la possibilità di trasferire i trilioni di dollari in titoli trattati ogni giorno nelle principali borse americane su sistemi basati su blockchain. Da tempo si parla della necessità di rendere più veloci, trasparenti e sicuri i processi di clearing e settlement delle operazioni finanziarie. A ricordarlo sono i dati della DTCC – la Depository Trust & Clearing Corporation, enorme camera di compensazione: ogni giorno vengono chiusi scambi per circa 2.000 miliardi di dollari tra azioni, obbligazioni e altri strumenti. “Siamo a un punto di svolta: vogliamo capire se queste nuove tecnologie possono davvero tagliare tempi e costi”, ha spiegato ieri John Brown, presidente della Commissione.
Chi parlerà in audizione
All’udienza parteciperanno, tra gli altri, Tal Cohen (Nasdaq North America), Michael Bodson, CEO di DTCC, e Kristin Smith, direttrice della Blockchain Association. I deputati, sia democratici che repubblicani, vogliono risposte chiare sull’affidabilità delle piattaforme decentralizzate e sui rischi di un salto tecnologico così grande. Nasdaq ha già lanciato progetti pilota sulla digitalizzazione dei titoli con blockchain privata, mentre la DTCC da tempo prova la tecnologia DLT (distributed ledger technology) su alcune categorie di asset. “Il sistema funziona già bene, ma c’è spazio per innovare”, ha detto Cohen poche settimane fa a Chicago durante un forum.
Paure e sfide: sicurezza prima di tutto
Nonostante l’entusiasmo per la blockchain, restano forti dubbi sulla capacità delle nuove infrastrutture digitali di garantire stabilità e sicurezza, soprattutto in caso di attacchi hacker o problemi operativi. Un funzionario federale, che ha voluto mantenere l’anonimato, ha spiegato che “il problema non è solo la velocità, ma la capacità di resistere a imprevisti”. Da mesi le autorità di vigilanza – con la SEC in prima linea – tengono d’occhio queste iniziative per evitare effetti negativi sul mercato Usa. Nel 2020 il Dipartimento del Tesoro aveva bloccato un tentativo simile perché mancavano garanzie tecniche solide. Oggi l’atmosfera sembra più aperta, ma il rischio zero non esiste.
Decisione politica in vista
La seduta della commissione sarà trasmessa in diretta streaming sul sito della Camera ed è destinata a scuotere il settore bancario e tutte le realtà legate a Wall Street. I grandi fondi d’investimento hanno già chiesto di essere coinvolti prima che si prenda qualsiasi decisione strutturale: “Serve massima trasparenza, non possiamo rischiare blackout o incidenti sistemici”, ha detto Sarah Thompson dell’Investment Company Institute. Tra i corridoi del Congresso si parla anche di una bozza legislativa pronta all’uso da parte di alcuni deputati vicini alla tecnologia, anche se i dettagli restano coperti dal riserbo.
Impatto mondiale e prossimi passi
L’attenzione internazionale è alta: Londra ha iniziato a testare soluzioni simili dalla primavera scorsa mentre a Singapore alcune banche centrali hanno già dato via libera a emissioni pilota di titoli pubblici su blockchain. Negli Stati Uniti però il mercato è così grande da richiedere molta prudenza. “Quello che decideremo qui avrà effetti in tutto il mondo”, ha ammesso Bodson al termine dell’ultimo incontro DTCC con la stampa. La riunione di mercoledì difficilmente chiuderà subito il capitolo, ma segna l’avvio ufficiale di una partita destinata ad influenzare anche le regole internazionali nei prossimi mesi.
L’attesa ora è tutta sulle risposte che arriveranno dagli esperti chiamati a testimoniare davanti al Congresso. Una cosa è certa: il cammino verso una Wall Street digitale sarà lungo e pieno di ostacoli. Ma l’accelerazione messa in moto dal Parlamento americano è un segnale chiaro: questa storia nessuno può più ignorarla.
