Tether aumenta le riserve di Bitcoin a 97.000 BTC con un acquisto da 70 milioni di dollari

Corrado Pedemonti

19 Aprile 2026

Milano, 19 aprile 2026 – Tether, uno dei principali emittenti di stablecoin al mondo, ha messo a segno un nuovo acquisto di 70 milioni di dollari in Bitcoin ieri. La società ha trasferito esattamente 951 BTC dal wallet della piattaforma Bitfinex a un proprio indirizzo di riserva, pensato per la custodia a lungo termine. Così facendo, Tether ha portato il totale delle sue riserve in Bitcoin a 97.141 BTC, che al valore attuale valgono circa 7,16 miliardi di dollari. Il trasferimento è stato registrato ieri mattina alle 9.22 ora italiana, grazie ai sistemi di monitoraggio blockchain più seguiti.

Tether rafforza le riserve: nuovi segnali al mercato

Secondo fonti interne alla società, questa mossa fa parte della strategia di rafforzamento delle riserve digitali annunciata da tempo. Il CEO Paolo Ardoino ha commentato via mail: “Compriamo Bitcoin per rendere più solida la nostra stablecoin.” Il passaggio tra i due wallet – identificati come quelli di Bitfinex e Tether Holdings Ltd – è stato subito notato dagli addetti ai lavori. Dati di Arkham Intelligence indicano che si tratta di uno dei movimenti più importanti in Bitcoin tra exchange e grandi realtà finanziarie dall’inizio dell’anno.

Con questa operazione il portafoglio Bitcoin di Tether tocca un livello record. Eppure, nonostante ogni acquisto sopra i 500 BTC sollevi sempre grande attenzione, la società mantiene un profilo tranquillo. “Non stiamo facendo mosse speculative,” hanno ripetuto nelle ultime settimane i responsabili comunicazione, sottolineando che il portafoglio cripto serve semplicemente come garanzia.

Il ruolo delle riserve digitali e i movimenti recenti

Guardando nel dettaglio, le riserve in Bitcoin di Tether – visibili sulla blockchain – rappresentano circa il 3% del totale dei BTC oggi detenuti da istituzioni. Una quota che è cresciuta parecchio negli ultimi due anni: a fine 2022 l’azienda aveva poco più di 10.000 BTC, mentre oggi la cifra si avvicina a dieci volte tanto. Perché? Da una parte serve a offrire coperture solide agli investitori del token USDT; dall’altra c’è la volontà di non puntare solo su bond e valute tradizionali.

In un mercato digitale sempre più volatile, Tether resta cauta nella sua strategia complessiva. Ardoino spiega: “Seguiamo con attenzione l’andamento dell’economia globale e compriamo solo quando le condizioni lo permettono.” Dall’ultimo report trimestrale emerge che oltre ai Bitcoin, circa il 66% delle riserve è ancora in titoli del Tesoro Usa, con il resto diviso tra oro e liquidità.

Impatto sul settore cripto e reazioni

L’acquisto non è passato inosservato tra chi opera nel settore cripto. Sui social come Reddit e X (ex Twitter), gli utenti hanno commentato subito la notizia. Per qualcuno è un segnale positivo: indica fiducia nel lungo termine verso le criptovalute. Altri invece avvertono che l’aumento delle riserve Bitcoin da parte di big player potrebbe ridurre la liquidità nei mercati spot. Tra i messaggi più letti c’è chi scrive: “Tether sta diventando un vero market maker in BTC.”

Dal canto suo, Tether preferisce mantenere una posizione defilata sulle possibili conseguenze per il mercato: “Non facciamo trading attivo,” ha chiarito Ardoino quando gli è stato chiesto se il wallet sarà usato per operazioni speculative.

Trasparenza e prospettive future

In passato, la mancanza di trasparenza sulle riserve aveva creato dubbi e timori sulla stabilità della società. Negli ultimi mesi però Tether ha spinto per una maggiore chiarezza: aggiorna i dati trimestralmente e rende pubblici i movimenti principali sui wallet. Sul sito ufficiale ora c’è una sezione dedicata alle riserve crypto aggiornata in tempo reale. Non tutti però sono convinti fino in fondo: alcune associazioni dei consumatori chiedono controlli indipendenti più rigorosi.

Fatto sta che mentre crescono peso e ruolo degli attori istituzionali nel mondo cripto, Tether conferma la sua posizione come uno dei maggiori detentori di Bitcoin al mondo. Sullo sfondo restano però incognite legate alle nuove regole internazionali e all’equilibrio futuro fra dollaro digitale e criptovalute decentralizzate. Per ora però il messaggio è chiaro: l’interesse per il Bitcoin tra i grandi della finanza digitale non sembra affievolirsi.

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