Milano, 6 febbraio 2026 – Dopo la pubblicazione delle trimestrali che hanno registrato una perdita non realizzata di 12,6 miliardi di dollari, tutti gli occhi degli investitori si sono puntati ancora su MicroStrategy e il suo massiccio investimento in Bitcoin. Il report della società, guidata sempre da Michael Saylor, è arrivato ieri sera a mercati chiusi. Nel corso della giornata, intorno alle 16:30 ora italiana, era circolata un’analisi che segnalava come 8.000 dollari rappresentassero la soglia “critica” per la tenuta dei conti aziendali. Secondo Strategy – un gruppo di analisti americani – quel livello è il confine tra un rischio calcolato e un possibile default tecnico, nel caso in cui il prezzo della criptovaluta dovesse scendere ancora.
MicroStrategy e la scommessa su Bitcoin
Negli ultimi mesi, MicroStrategy ha continuato ad aumentare la sua posizione in Bitcoin, anche se il prezzo oscillava tra i 41.000 e i 45.000 dollari. La società di Tysons Corner, Virginia, detiene ora circa 190.000 Bitcoin, come riportato nel documento depositato alla SEC. Solo nell’ultimo trimestre del 2025 ha segnato svalutazioni contabili pesanti: quella perdita non realizzata di 12,6 miliardi di dollari è quasi il doppio della capitalizzazione di mercato dell’azienda, che ieri ha chiuso a 6,4 miliardi in Borsa.
Gli esperti spiegano che il bilancio è molto vulnerabile alla volatilità del Bitcoin: “Se scende sotto gli 8.000 dollari per Bitcoin, MicroStrategy rischia richieste immediate di coperture e possibili margin call su prestiti garantiti,” ha detto Peter Brandt, consulente finanziario intervistato da CNBC.
I rischi legati al prezzo di Bitcoin
Ieri il prezzo del Bitcoin ha oscillato tra 42.500 e 43.900 dollari. Quei famigerati 8.000 dollari sembrano lontani, ma nel report si sottolinea che “l’esposizione derivante da politiche aggressive in tesoreria comporta rischi strutturali,” come ha spiegato Ellen Hughes, senior strategist di Strategy. Se il prezzo dovesse davvero calare a quei livelli – uno scenario definito “estremo ma non impossibile” dagli esperti – MicroStrategy potrebbe essere costretta a vendite forzate o a ricapitalizzare.
Secondo le simulazioni del report, con il Bitcoin sotto gli 8.000 dollari il valore delle riserve aziendali scenderebbe sotto 1,6 miliardi. In quel caso sarebbe complicato per l’azienda rispettare le scadenze dei debiti emessi negli ultimi tre anni, molti legati proprio al valore delle criptovalute.
La posizione dell’azienda e le reazioni del mercato
Michael Saylor ha ribadito durante la call con gli investitori: “Rimaniamo convinti che Bitcoin sia la riserva digitale del futuro. Le perdite sono solo sulla carta: il valore tornerà.” La Borsa però è stata più prudente: dopo i dati pubblicati, il titolo MicroStrategy è sceso dell’11% nei primi scambi post-market.
Gli operatori hanno mostrato nervosismo: “Siamo entrati in una fase in cui i fondamentali dell’azienda contano meno della fiducia nella tenuta del Bitcoin,” ha spiegato Martha Perry, analista presso Morgan Stanley Digital Assets. Ieri sera sui forum finanziari circolavano commenti preoccupati sulla solidità dell’azienda nel medio periodo.
Strategie future e interrogativi
Al momento non ci sono segnali chiari che MicroStrategy voglia vendere parte delle sue riserve digitali. Tuttavia il report segnala trattative in corso per rinegoziare alcune linee di credito. L’esposizione complessiva è sotto osservazione da più soggetti istituzionali; lo scenario peggiore – con il prezzo sotto gli 8.000 dollari – resta improbabile ma non si può escludere completamente.
Gli esperti richiamano anche l’incertezza normativa sugli asset digitali negli Stati Uniti: “La mancanza di regole chiare complica ogni previsione,” aggiunge Brandt.
L’attenzione resta alta su una delle scommesse più controverse della finanza mondiale. Per ora MicroStrategy va avanti, aspettando che i mercati cambino direzione o che qualche novità legislativa dia più respiro alle aziende ad alto rischio crypto.
