Spotify espande le playlist generate dall’intelligenza artificiale: come funzionano?

Il logo di Spotify

Il logo di Spotify | Pixabay @Nyoman Suartawan - Cryptohack.it

Alessandro Bolzani

24 Febbraio 2026

Spotify continua a puntare con decisione sull’intelligenza artificiale per trasformare il modo in cui gli utenti scoprono nuova musica. La piattaforma di streaming sta infatti ampliando gradualmente l’accesso a una delle sue funzioni più sperimentali e attese, pensata per rendere la creazione di playlist più immediata e personale. Dopo una prima fase di test limitata a pochi mercati, la novità inizia ora a raggiungere un pubblico sempre più ampio, segnando un ulteriore passo nella strategia AI dell’azienda.

L’arrivo delle “Prompted Playlists” su Spotify

La funzione, chiamata “Prompted Playlists”, consente agli utenti di generare raccolte musicali semplicemente scrivendo una descrizione. Dopo l’esordio in Nuova Zelanda e il successivo lancio negli Stati Uniti e in Canada, la tecnologia viene ora estesa agli abbonati Premium nel Regno Unito, in Irlanda, Australia e Svezia. Si tratta del primo vero approdo europeo della novità, anche se al momento l’Italia non rientra ancora tra i Paesi coinvolti.

L’espansione procede comunque con un ritmo sostenuto, lasciando intendere che la distribuzione globale potrebbe accelerare nei prossimi mesi. Per gli utenti italiani interessati, questo ampliamento rappresenta un segnale incoraggiante sull’arrivo futuro della funzione anche nel nostro mercato.

Un nuovo modo di scoprire musica

L’aspetto più innovativo della funzione è il cambio di paradigma nella ricerca musicale. Invece di selezionare manualmente artisti o brani, gli utenti possono descrivere l’atmosfera desiderata, un contesto preciso o persino un ricordo personale. Le richieste possono essere molto semplici, come una playlist adatta a una giornata piovosa, oppure estremamente dettagliate, includendo riferimenti a periodi storici, generi musicali, attività quotidiane, strumenti specifici o perfino programmi televisivi.

È possibile anche indicare se si desiderano soprattutto nuove scoperte oppure brani già presenti nella propria libreria. Una volta inserito il prompt, l’intelligenza artificiale costruisce automaticamente la playlist combinando la cronologia d’ascolto dell’utente con tendenze musicali e culturali contemporanee.

Ogni canzone selezionata viene accompagnata da una breve spiegazione che chiarisce il motivo della scelta. Questo elemento introduce un livello di trasparenza algoritmica raramente presente nei tradizionali sistemi di raccomandazione automatica.

Playlist modificabili e aggiornamenti automatici

Le playlist generate non sono statiche. Gli utenti possono modificarle intervenendo direttamente sulla descrizione iniziale oppure decidere di crearne una completamente nuova partendo da un prompt differente. Questa flessibilità rende la funzione particolarmente adatta a chi cambia spesso gusti musicali o desidera adattare la colonna sonora a momenti diversi della giornata.

È inoltre disponibile un sistema di aggiornamento automatico, con la possibilità di far evolvere la playlist su base giornaliera o settimanale. In questo modo la selezione musicale può rimanere sempre aggiornata senza interventi manuali continui.

La funzione resta comunque in fase beta e presenta alcune limitazioni operative: diversi utenti segnalano che il sistema tende a interrompere la generazione dopo circa venti o trenta richieste, un limite probabilmente pensato per gestire il carico dei test iniziali.

L’ecosistema AI di Spotify si amplia

Le Prompted Playlists non rappresentano un caso isolato, ma fanno parte di un pacchetto più ampio di strumenti basati sull’intelligenza artificiale introdotti recentemente dalla piattaforma. Tra questi spicca Page Match, progettato per sincronizzare libri cartacei e audiolibri, insieme alla funzione “About This Song”, che offre approfondimenti e curiosità sui brani ascoltati.

A completare il quadro arrivano anche le traduzioni globali dei testi disponibili persino offline, segno di come Spotify stia cercando di trasformarsi sempre più in un ambiente musicale intelligente e interattivo, capace non solo di riprodurre canzoni ma di contestualizzarle e personalizzarle in base all’esperienza individuale dell’ascoltatore.

L’espansione delle playlist generate tramite AI rappresenta quindi un ulteriore tassello di questa evoluzione, destinata a ridefinire il rapporto tra utenti, algoritmi e scoperta musicale nei prossimi anni.

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