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SPID: Guida Facile e Veloce per Ottenere l’Identità Digitale in Italia

Giulio Righi by Giulio Righi
7 Gennaio 2026
in Ultime notizie

Roma, 7 gennaio 2026 – Lo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, è ormai entrato nella vita di milioni di italiani. Anche di quelli che fino a poco tempo fa pensavano di farne a meno. A spingere questa diffusione sono stati la digitalizzazione dei servizi pubblici, l’emergenza sanitaria e l’esigenza sempre più forte di accedere in modo rapido e sicuro. Eppure, come racconta senza giri di parole Marta, 46 anni, impiegata a Monteverde, il primo incontro con lo SPID è stato quasi casuale: “Credevo fosse una cosa che ti faceva perdere tempo. Poi ho capito che serve davvero per tante cose”.

Cosa si può fare con lo SPID oggi

Con lo SPID si entra ormai in un mare di servizi della Pubblica Amministrazione: si possono richiedere documenti, iscrivere i figli a scuola, pagare le tasse e consultare il proprio Fascicolo Sanitario Elettronico. Dal marzo 2024 quasi tutti i portali pubblici – dall’INPS all’Agenzia delle Entrate, fino ai Comuni – chiedono l’identificazione tramite SPID o, in alternativa, la Carta d’Identità Elettronica. Nato nel 2016, il sistema ha fatto un vero salto avanti dopo la pandemia e con l’avvio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il ministero per l’Innovazione Tecnologica segnala che nel 2025 più di 36 milioni di italiani hanno attivato almeno un’identità digitale. Un balzo enorme se si pensa che nel 2019 erano meno della metà. “All’inizio sembrava solo una possibilità, ora è un requisito”, racconta un funzionario del Dipartimento per la Trasformazione Digitale.

Diffidenza e primi ostacoli

Molti hanno fatto fatica ad avvicinarsi allo SPID. Perché? Paura della burocrazia digitale, timore di sbagliare, poca dimestichezza con password e app. “Quando ne ho sentito parlare la prima volta non mi interessava”, confessa Giovanni, pensionato pisano di 60 anni. “Pensavo: ‘Non lo userò mai’. Poi mi sono trovato davanti al portale INPS che me lo chiedeva per vedere il cedolino e ho dovuto ricredermi”.

Attivarlo non è sempre stato facile. “Servivano documenti, webcam e una pazienza enorme”, racconta Valentina, insegnante romana di 34 anni. Così i gestori principali – come Poste Italiane, Aruba e Namirial – hanno aumentato il supporto per chi ha meno dimestichezza con il digitale. Dal giugno 2025 il procedimento è diventato più semplice: in molti casi basta la CIE e un’app per completare tutto da casa.

Quando conviene davvero avere lo SPID

La vera spinta è arrivata quando sempre più servizi hanno legato l’accesso proprio allo SPID: dal bonus mobilità all’esonero universitario, dal Green Pass alle agevolazioni comunali. A quel punto chi lo aveva sottovalutato ha dovuto fare marcia indietro. “Mi sono trovato costretto”, ammette Marco, 29 anni, lavoratore autonomo a Bologna. “Senza SPID non potevo nemmeno richiedere il certificato elettorale”.

Gli ultimi dati del Dipartimento Innovazione mostrano che nel secondo semestre del 2025 quasi l’85% delle pratiche online nella pubblica amministrazione passa attraverso l’identificazione digitale. Non solo i giovani: anche tra gli over 65 il tasso di attivazione ha superato il 50%.

Come attivarlo e proteggere i dati personali

Oggi per attivare lo SPID serve un documento d’identità valido e un indirizzo email. I gestori principali – come Lepida, Tim ID e Sielte – offrono percorsi guidati; in alcuni casi si può fare tutto tramite videochiamata o allo sportello fisico. I dati personali sono tutelati da norme europee: i gestori devono conservare solo ciò che serve.

Gli esperti avvertono però: “Usate password forti e non date mai le vostre credenziali a nessuno”, ricorda l’avvocato Silvia Greco, esperta in diritto digitale. Attenzione anche ai tentativi di phishing: le segnalazioni sono cresciute nel 2025, come ha evidenziato l’AgID.

SPID e cosa ci aspetta

Il futuro dello SPID è già in discussione. Dal 2026 sono previsti collegamenti con strumenti europei come l’EUDI Wallet, il portafoglio elettronico dell’identità digitale UE. I tecnici del ministero assicurano che questo porterà a ulteriori semplificazioni.

Per chi ha rimandato fino ad ora – per abitudine o scetticismo – oggi lo SPID non è più una scelta ma quasi un passaggio obbligato. Una rivoluzione silenziosa che, tra rallentamenti e qualche dubbio iniziale, ha cambiato il modo degli italiani di rapportarsi ai servizi pubblici. Ma soprattutto racconta storie di scoperta graduale di una praticità che pochi anni fa sembrava lontana.

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