Cape Canaveral, 30 settembre 2026 – Ieri Starship, il razzo di punta di SpaceX, ha toccato l’orbita terrestre per la prima volta, un traguardo atteso con ansia da tutta l’industria spaziale e dagli appassionati in tutto il mondo. Il lancio è decollato dalla base di Boca Chica, Texas, alle 8:36 ora locale. In sala controllo, centinaia di tecnici hanno seguito ogni dettaglio in diretta, mentre gli occhi di tutto il pianeta erano puntati su questo evento. A bordo c’era un carico di satelliti Starlink che sono stati rilasciati regolarmente durante la crociera, confermando che il sistema è ora operativo.
Starship in orbita, test e prime reazioni
L’obiettivo di SpaceX era chiaro: raggiungere l’orbita, mettere in strada i primi satelliti e tornare a Terra con un rientro sotto controllo. Era un piano che aveva qualche incognita, come spiegato da Gwynne Shotwell, direttore operativo dell’azienda, la sera prima del lancio. “Stiamo ancora imparando — questi test servono proprio a questo”, aveva detto ai giornalisti.
Il booster principale di Starship, alimentato dai suoi 33 motori Raptor, ha passato senza problemi la fase iniziale del volo. Qualche problema è emerso solo nella parte alta della traiettoria, con alcuni guasti ai sistemi secondari di controllo: gli ingegneri a terra lo hanno comunicato poco dopo l’atterraggio del razzo. Nonostante ciò, il carico – un blocco di satelliti Starlink per le nuove reti globali – è stato rilasciato regolarmente dopo circa dieci minuti dal decollo, come confermato da fonti interne.
Rientro controllato, nonostante criticità
La fase più delicata era proprio il rientro. Intorno alle 9:18 ora locale la capsula superiore ha iniziato la discesa verso l’atmosfera terrestre con una serie di manovre ben studiate: propulsori laterali e flap mobili progettati negli ultimi prototipi hanno fatto il loro lavoro. In sala controllo si è fatto silenzio per qualche istante mentre si monitoravano i dati in tempo reale. “Abbiamo avuto un warning ai sensori termici ma tutto è andato avanti”, ha ammesso un ingegnere durante il debriefing delle 11:00.
La navetta ha resistito al calore intenso del rientro ed è atterrata a velocità ridotta nelle acque del Golfo del Messico, dove ad attenderla c’era la squadra di recupero. Qualche danno minore alla copertura termica è stato segnalato — una cosa già vista nei voli precedenti — ma senza compromettere la struttura principale.
Le implicazioni per SpaceX e il futuro dei voli commerciali
Questo successo cambia le carte in tavola per SpaceX. Dopo quattro tentativi falliti negli ultimi due anni, tutti finiti tra esplosioni o aborti prematuri del volo, stavolta Starship ha portato a termine tutte le fasi cruciali. Nei mesi scorsi la Federal Aviation Administration aveva chiesto miglioramenti ai sistemi di sicurezza dopo il test saltato ad aprile.
Adesso SpaceX vuole accelerare verso i voli commerciali e le missioni lunari. “La strada per Marte passa da qui”, aveva detto lo stesso Elon Musk poche settimane fa al Kennedy Space Center. Le prime missioni con equipaggio sono previste non prima del 2027 e punteranno soprattutto al trasporto di materiali per la futura base lunare della NASA.
Starlink e il nuovo scenario per le telecomunicazioni
I 24 satelliti Starlink lanciati ieri segnano anche l’avvio operativo della seconda generazione della rete satellitare di SpaceX. Secondo l’azienda, questo upgrade servirà a migliorare la copertura internet soprattutto nelle zone rurali e nelle emergenze. “Ogni lancio ci porta più vicino all’obiettivo di una connessione globale alla portata di tutti”, ha ricordato Shotwell dalla Florida.
La concorrenza nel settore resta serrata: agenzie europee e aziende cinesi stanno spingendo forte su progetti simili, dove affidabilità e tempi contano più che mai. Ma questa giornata – con Starship finalmente in orbita – rappresenta una svolta non solo per SpaceX ma per tutta la corsa allo spazio commerciale.
Un test osservato dal mondo scientifico
Anche gli esperti guardano con attenzione a questo risultato tecnico. Paolo Ferri, ex responsabile delle operazioni ESA, commenta: “È un passo avanti importante rispetto ai test precedenti”. Resta però da verificare quanto Starship sia affidabile nel lungo periodo e come evolveranno i sistemi di protezione al rientro. Dello stesso avviso sono fonti NASA che hanno accolto “con interesse” questo volo ma aspettano i dati completi nei prossimi giorni.
Solo allora sarà possibile trarre conclusioni solide sull’affidabilità della navetta. Intanto, nella notte texana, lo staff SpaceX tornato alla base si è concesso un applauso breve ma sentito. Poi luci spente, silenzio e via col prossimo volo: non ci si può fermare qui.