Sinceerly, l’estensione Chrome che peggiora le email per farle sembrare più umane: ecco come funziona e cosa sapere a proposito
Nell’era dei testi perfetti generati dall’intelligenza artificiale, c’è chi ha deciso di andare in direzione opposta. Si chiama Sinceerly ed è un’estensione per Chrome pensata per “rovinare” volontariamente le email scritte con troppa precisione, aggiungendo refusi, eliminando parole superflue e rendendo il testo più simile a quello di una persona reale. L’idea è di Ben Horwitz, studente di Harvard, che ha sviluppato il tool utilizzando Claude di Anthropic per contrastare il fenomeno sempre più diffuso dell’“AI slop”, ovvero i contenuti chiaramente generati dall’intelligenza artificiale.
Dalla correzione automatica agli errori programmati: come funziona Sinceerly
Per anni strumenti come Grammarly hanno aiutato milioni di utenti a scrivere testi impeccabili. Ma proprio questa perfezione, oggi, è diventata sospetta. Email, post su LinkedIn e messaggi professionali sono sempre più spesso riconoscibili come prodotti dell’AI per la loro grammatica impeccabile, il tono uniforme e l’uso ricorrente di formule stereotipate.
Horwitz, che si definisce un dattilografo mediocre e leggermente dislessico, racconta di aver accolto Grammarly come una salvezza. Poi però, vedendo la sua inbox invasa da testi artificialmente perfetti, ha deciso di creare lo strumento opposto: un’estensione che umanizza i testi rendendoli imperfetti.
Tre modalità per simulare l’imperfezione umana
Sinceerly offre tre diversi livelli di “umanizzazione”. La modalità Subtle rimuove parole ridondanti, introduce contrazioni tipiche dell’inglese parlato e inserisce un piccolo errore nella prima riga del testo. La modalità Human accentua il tono colloquiale, mentre CEO, la più estrema, trasforma l’email in uno stile telegrafico: tutto in minuscolo, frasi ridotte all’osso e aggiunta automatica della firma “sent from my iPhone” se assente.
Horwitz ha annunciato il lancio del progetto su X, presentandolo come un esperimento nato quasi per gioco tra una lezione universitaria e l’altra.
Il paradosso dell’AI: scrivere perfetto per poi sembrare imperfetti
Al di là dell’ironia, Sinceerly mette in luce una dinamica sempre più diffusa – e paradossale – nell’uso quotidiano dell’intelligenza artificiale. Prima si affida all’AI la scrittura di un testo ordinato, fluido e senza errori; poi, giudicandolo troppo perfetto e dunque poco credibile, si utilizza un’altra AI per renderlo volutamente meno perfetto e più “umano”.
Un cortocircuito tecnologico che racconta bene l’attuale fase del rapporto tra persone e intelligenza artificiale: l’AI che corregge gli errori umani ha creato il bisogno di un’AI che li reinserisca. E il paradosso finale è che anche questa soluzione, apparentemente pensata per restituire spontaneità alla comunicazione, è stata progettata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale stessa.
