Milano, 23 febbraio 2026 – C’è chi si accontenta di un desktop qualunque e chi, invece, passa quasi ogni giorno a mettere mano al proprio sistema operativo. Cambiare lo sfondo del desktop, scegliere colori, widget o layout diversi: un’abitudine che sta prendendo piede tra sempre più utenti di Windows e macOS. Per alcuni è una questione di stile personale, per altri un modo semplice per spezzare la monotonia davanti allo schermo.
Personalizzare Windows e macOS: una moda che cresce
Secondo dati raccolti da Statista nell’ultimo anno, più del 65% degli italiani modifica regolarmente almeno un elemento grafico del proprio sistema operativo. E oltre uno su tre cambia lo sfondo almeno una volta al mese. “Se guardo sempre la stessa schermata mi sento intrappolato nella routine”, racconta Davide, 31 anni, graphic designer di Milano. “Basta poco: scarico una foto nuova o scelgo uno dei temi proposti dal sistema. Sono dettagli ma fanno la differenza”.
Ma non è solo una questione di estetica. Per molti questa personalizzazione è diventata quasi un rito quotidiano: serve a rompere la staticità e regalare, anche solo per qualche secondo, un senso di controllo e novità. Su Reddit e nei forum dedicati a Windows 11 e macOS Sonoma si trovano sempre più guide per abbinare colori, scegliere font originali o aggiungere widget utili.
Un mercato che cresce tra app e comunità
Dietro questa tendenza c’è anche un mercato in fermento fatto di app specializzate. Software come Wallpaper Engine su Windows o il nuovo Magic Window per macOS permettono di scaricare e gestire raccolte di immagini in alta risoluzione. “Negli ultimi dodici mesi abbiamo visto un aumento del 40% nei download”, spiega Carlo Andreini, responsabile marketing della software house Softlab a Roma. “La richiesta arriva da utenti di tutte le età: non sono più solo ragazzi o appassionati a voler dare un tocco unico al loro desktop”.
Le community online giocano un ruolo chiave. Tra Discord, Telegram e siti come Wallhaven o subreddit dedicati agli sfondi minimalisti, ogni giorno si scambiano migliaia di immagini e consigli pratici. Gli utenti postano screenshot dei loro desktop personalizzati: una tendenza che ricorda i vecchi desktop sharing dei primi anni Duemila, ma aggiornata ai gusti moderni.
Personalizzare aiuta davvero sul lavoro?
Secondo alcuni studi usciti nel 2025 su riviste come Human-Computer Interaction Journal, mettere mano all’ambiente digitale può influire sulla produttività. Non tanto per risultati clamorosi ma perché cambia l’umore: scegliere sfondi rilassanti o che richiamano ricordi positivi aiuta a ridurre lo stress visivo accumulato durante la giornata.
“Non posso dire che si lavori meglio in modo evidente”, ammette Chiara Fumagalli, psicologa del lavoro a Torino, “ma molti dicono di sentirsi più a loro agio davanti al computer. Sono piccole cose che però alla lunga contano”. E non manca chi cambia gli elementi grafici in base al tipo di lavoro: sfondi semplici nei giorni pesanti; paesaggi naturali quando c’è più calma.
Un gesto piccolo che parla di noi
Cambiare spesso lo sfondo o spostare le icone non è solo un capriccio estetico. Spesso è un modo per far capire chi siamo anche in ambienti condivisi – uffici open space o case con altre persone – dove ogni dettaglio conta per affermare la propria identità digitale.
Alle 9 in punto a piazza Cordusio capita spesso di vedere giovani professionisti aprire il portatile e commentare con un collega l’ultima immagine scelta. “Ne ridiamo su”, racconta Luca, architetto trentacinquenne, “ma dietro c’è davvero il bisogno di mettere qualcosa di nostro in uno spazio sempre più uguale per tutti”.
Il futuro tra AI e automazione
L’ultima novità riguarda i sistemi automatici integrati sia in Windows sia in macOS: ora gli sfondi cambiano da soli in base all’ora del giorno, al meteo locale o all’umore captato dai dispositivi indossabili. Soluzioni pensate per spezzare la monotonia senza far muovere un dito.
Resta però forte il desiderio di scegliere da sé e sorprendersi con dettagli nuovi ogni tanto. “Il rischio è lasciare fare tutto alle macchine”, conclude Andreini, “ma il bello sta proprio nell’imprevisto: quella pausa tra una mail e l’altra quando ti accorgi che qualcosa è cambiato”.
In un mondo sempre più standardizzato digitalmente anche cambiare uno sfondo del desktop diventa una piccola forma di resistenza personale. Un gesto semplice che dice molto su come viviamo ogni giorno il rapporto con la tecnologia – spesso senza nemmeno pensarci troppo.
