Scoperto un Nuovo Stato della Materia: La Fisica Quantistica Rivoluziona la Scienza

Salvatore Broggi

17 Gennaio 2026

Milano, 17 gennaio 2026 – Per la prima volta, un gruppo di ricercatori internazionali ha messo sotto osservazione un materiale con caratteristiche mai viste prima, dove topologia e fenomeni quantistici si intrecciano dando vita a un comportamento fisico del tutto nuovo. La scoperta, pubblicata da poco su “Nature Physics”, è il frutto di mesi di lavoro nei laboratori dell’Università Statale di Milano, con la collaborazione di centri di ricerca a Parigi e Tokyo.

Un materiale che stravolge le regole

Era mattina, poco dopo le 11 del 16 gennaio, quando i primi dati sono apparsi sui monitor del gruppo guidato dal professor Carlo Bonfiglioli. L’esperimento — raccontano fonti dell’ateneo — mirava a studiare alcuni materiali chiamati isolanti topologici. In pratica, sono materiali che isolano all’interno ma lasciano passare la corrente lungo i bordi esterni. Fin qui nulla di sorprendente. Ma questa volta è successo qualcosa di diverso.

«Abbiamo visto emergere una fase quantistica che non rientra in nessuna classificazione conosciuta», ha spiegato Bonfiglioli durante la conferenza stampa delle 15 nella sede universitaria. La novità sta nel fatto che questo materiale — un composto di bismuto e seleniuro — riesce a “legare” le sue proprietà topologiche alle fluttuazioni quantistiche degli elettroni.

Dove topologia e quanti si incontrano

L’osservazione è stata possibile grazie a un nuovo tipo di microscopio a effetto tunnel, capace di lavorare a temperature bassissime (2 kelvin). I dati mostrano che il materiale presenta due comportamenti che sembrano incompatibili: da una parte c’è una protezione topologica degli stati elettronici; dall’altra una risposta quantistica sensibile ai campi magnetici esterni.

Per chiarire: la topologia è un ramo della matematica che studia le proprietà che non cambiano quando un oggetto viene deformato senza strappi o tagli. In fisica dei materiali, negli ultimi dieci anni ha permesso di scoprire stati elettronici “protetti”, capaci di resistere a impurità o difetti nel materiale.

Bonfiglioli lo ha riassunto così: «È come se avessimo trovato il modo di far convivere una strada senza buche (la topologia) con un asfalto che cambia sotto ogni macchina che ci passa sopra (la quantizzazione).»

Le prime reazioni e cosa può significare

Nel mondo scientifico la scoperta ha suscitato interesse ma anche prudenza. «Se confermata da altri gruppi, questa ricerca potrebbe aprire la strada a nuovi dispositivi quantistici», ha commentato Marie Lefevre, fisica dell’ENS di Parigi non coinvolta nello studio. Ora si ragiona sulle possibili applicazioni: si parla di transistor ultra-sensibili o memorie quantistiche più robuste.

Finora i dati arrivano solo dagli esperimenti milanesi e dalle simulazioni fatte dai colleghi giapponesi dell’Università di Tokyo. Gli stessi autori riconoscono però che serviranno nuove prove. «Stiamo già condividendo i risultati con altri centri, anche negli Stati Uniti. Sappiamo bene che ci vorranno mesi per confermare tutto», ha ammesso Bonfiglioli.

Il contesto della scoperta

Negli ultimi anni l’esplorazione dei materiali quantistici ha portato a risultati impensabili fino a poco tempo fa. Dal grafene — ormai noto anche al grande pubblico — fino ai superconduttori ad alta temperatura, ogni passo ha spostato più in là i confini della tecnologia possibile.

Il lavoro del team milanese segue questa linea ma guarda oltre, verso un territorio dove le leggi classiche della fisica sembrano perdere terreno davanti agli effetti collettivi difficili da spiegare con i modelli tradizionali.

Uno dei dottorandi presenti in laboratorio durante la scoperta ha raccontato: «Ci aspettavamo qualcosa fuori dal comune, ma non così». Tra chi lavora sul campo c’è la sensazione che lo scenario possa cambiare molto presto se altri esperimenti confermeranno questi risultati.

Cosa succederà adesso

Per ora serve cautela. I dati sono già disponibili per la comunità scientifica internazionale e le prime conferme indipendenti sono attese tra febbraio e marzo. Il prossimo passo sarà capire se queste proprietà potranno essere controllate in modo affidabile anche su scala industriale. Ma per gli esperti il vero punto resta uno: cosa potrà ancora nascere dall’incontro tra topologia e quanti, due mondi che solo ora stanno cominciando davvero a parlarsi.

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